Appennino Bolognese - Dagli Etruschi al Medioevo nel verde dei monti

 


Giorno 4: Monte Venere


 

Modalità temporale atipica quella in cui mi muovo per un nuovo viaggio, stavolta ancora più breve, è un denso tardo pomeriggio estivo quello che mi accompagna sulle strade vicino casa che si dirigono verso il Monte Venere, meta casuale scelta più per fare sgranchire le ruote a Maia che per un effettivo valore culturale, certo è che sono strade mai percorse e questa  condizione potrebbe riservare qualche piacevole sorpresa. 

 

       

MONTE VENERE

           

       

               

Risalgo tranquillo i 1000 mt che costituiscono la vetta tondeggiante del monte osservando la valle sottostante fino a raggiungere il capolinea dove, all'ombra fresca di un fitto bosco si erge una piccola chiesa di forma esagonale di instabile solidità, come evidenziano le transenne che ne impediscono la visita

       

               

IL BOSCO DELLE FALENE

       

 

           

       

Il sole sta per concludere il suo errare attraverso l'azzurro cielo, i suoi caldi e dorati raggi trascorrono gli ultimi minuti di vita giocando tra le fronde degli alberi ed arrampicandosi sui robusti fusti sui quali tante farfalle assorbono avide l'ormai  debole tepore dell'astro all'imminente tramonto. 

               

           

PIEVE DI GABBIANO

       

Il brevissimo tempo a disposizione sta per scadere, il percorso solare è il mio cronometro, il suo scomparire segna l'obbligo del mio rientro, mentre percorro la sconosciuta strada che mi porterà verso casa incontro quella che rappresenta la sorpresa della giornata.

Monumento alieno nel contesto generale sia architettonico che geografico, si erge nel microscopico borgo di Gabbiano la chiesa di san Giacomo le cui forme neo-gotiche assolutamente, ma piacevolmente, fuori luogo edificate nel recente 1921, fanno da degna cornice all'ormai inevitabile tramonto.

       

       

               

       

Anche questo pezzetto del puzzle è andato al suo posto, l'immagine adesso potrebbe anche dirsi completa, ma probabilmente quella completata non è una forma definitiva ma solo il pezzo più grande di un puzzle molto più complesso la cui definizione è ben lungi dall'essere completata.

Traguardo quello del suo completamento probabilmente irraggiungibile per le ridotte potenzialità temporali umane, evidenza dei fatti questa che contribuisce solo a stimolarci di più nell'intraprendere il prossimo viaggio e a collezionare nuovi pezzetti di questo strano ma avvincente puzzle.

 


Giorno 1: Gli Etruschi di Monte Bibele


Giorno 2: La cima del Monte Adone


Giorno 3: Il santuario di Montovolo