Ormai sta diventando una abitudine, una buona abitudine, visitare le città nel momento di minore affollamento e di maggior splendore quando i primi raggi del sole carezzano le guglie più alte dei campanili e ne evidenziano i profili dorati, scoprire la città di Prato in questo contesto è ancora più suggestivo data la mia conoscenza professionale concentrata nelle ore di maggiore frenesia industriale.

 

           

 

PORTA  AL MERCATALE

 

               

 

La stessa percorrenza delle via del centro storico è sempre stata soggetta ad eventi legati al lavoro, mai le avevo osservate con l'occhio del viaggiatore, una sensazione piacevole che adesso riesco a provare anche a pochi chilometri da casa osservando un contesto storico architettonico che mi sembra di vedere davvero per la prima volta.

PIAZZA DEL MERCATALE

 

               

 

La piazza del Duomo che raggiungo attraverso vie deserte cosparse dei rifiuti di una notte poco civile e che gli operatori ecologici ancora non hanno ripulito,  è ancora avvolta dalle ombre, solo il campanile e le statue più alte vedono esaltati i profili dal sole in rapida ascesa.

 

PIAZZA DEL DUOMO

 

              

 

       

 

       

 

           

 

Immobili sculture sembrano godere del soffio della vita in un contesto silenzioso e statico come quello della piazza carezzata dalla frescura del mattino, il monello di pietra che gioca con le acque argentine della fontana è animato da una impossibile vitalità, le sue divertite risate illusorie risuonano nell'aria.

Anche il capolavoro di ceramica Robbiana che adorna il portone del Duomo sembra animarsi, osserva la candida Madonna la tranquilla mattina festiva che avvolge mura e palazzi,  poche e frettolose le presenze umane che attraversano il magico teatro e non si accorgono di tanta meraviglia, restano a  capo chino avvolti nella loro cruda realtà

 

               

 

 

       

 

           

 

 

SAN DOMENICO

 

       

 

       

 

LA PIAZZA DEL PALAZZO COMUNALE

 

       

 

Prato è una città nota in tutto il mondo per la sua produzione di tessuti destinati alle confezioni di abbigliamento di tutto il mondo sopratutto per il Pret-a-porter e l'alta moda, una fama sottolineata da un contesto industriale rilevante se non opprimente che spesso mette in sotto tono un valore storico e culturale importante, probabilmente sottovalutato anche dai suoi stessi cittadini più inclini a raccogliere soddisfazioni davanti ad un telaio che guidando turisti   

 

 

               

 

               

 

PALAZZO DATINI

 

           

 

I CANTUCCINI DI PRATO

Celebre in tutto il mondo il dolce biscotto Pratese, quasi sempre accompagnato dall'immancabile vin santo, rappresenta uno dei più famosi prodotti gastronomici della Toscana e della stessa Italia.

 

da Notizienostre.com

Discendenti dei dolcetti tipici dell'epoca medievale, i 'melatelli', la paternità dei biscotti di Prato va attribuita a Amadio Baldanzi, che in un ricettario settecentesco ne codificò la ricetta. Farina, zucchero, mandorle non sbucciate, lievito e uova sono i soli ingredienti usati. L'impasto viene preparato curando meticolosamente i tempi di lavorazione e la proporzione dei vari ingredienti. I filoncini di pasta una volta raggiunta la cottura ottimale, sono pronti per essere tagliati. L'abbinamento liquoroso ideale per gustare i biscotti di Prato è ovviamente il Vin Santo come vuole la tradizione toscana

 

PIAZZA SAN FRANCESCO E L'OMONIMA CHIESA

 

               

 

Infiniti gli angoli da scoprire durante questa imperturbabile alba che potrebbe essere quella di tante mete lontane e che trova la stessa soddisfazione in questa sottovalutata città, difficile cogliere similitudini di alcun tipo con la Prato che si sveglierà nervosa e frenetica all'alba di un nuovo lunedì,  bellissima la sensazione di aggirarsi per contrade sconosciute che nulla hanno a che vedere con quanto fino ad oggi visionato.

                   

 

IL PALAZZO DELL'IMPERATORE

 

           

 

Imponente nella sua rigida geometria rappresenta probabilmente uno dei simboli principali della città, le sue mura negli istanti in cui il sole scivola per la prima volta sulle sue verticali superfici sembrano ritrovare il giovanile splendore accentuato dal gioco delle ombre precise sugli spigoli vivi delle torri merlate

 

   

 

       

 

BASILICA DI SANTA MARIA DELLE CARCERI

 

Sorta sui resti di un antico carcere, da qui il suo particolare nome,  conserva al suo interno opere di Andrea della Robbia e del Ghirlandaio, purtroppo impegnata nel culto del mattino non e' visitabile con l'occhio (e la reflex) del viaggiatore e la mia osservazione resta confinata all'esterno.

 

           

 

LA MORTADELLA DI PRATO

Presidio Slow Food

 

In Toscana la mortadella nasce dall'esigenza di usare al meglio le carni scartate nella preparazione dei salami e i tagli suini di seconda scelta. Così, agli inizi del Novecento, a Prato e in alcune zone della provincia di Pistoia si inizia a insaccare queste carni, a conciarle con spezie e liquori e a cuocerle in acqua. Nel dopoguerra questa produzione sparisce, sino a che, una trentina di anni fa, una salumeria di Prato riprende la produzione. Ovviamente non è più necessario caricare la mortadella di spezie e di aromi potenti: la carne è scelta con cura e il consumatore moderno non gradisce aromi troppo invasivi. La mortadella di Prato di oggi è un salume cotto raffinato, che si presenta con una particolare coloritura rosata tendente all'opaco - dovuta all'aggiunta di liquore (alchermes) nell'impasto - e che sprigiona suggestivi profumi esotici di spezie.
Il Presidio ha raccolto i produttori ancora attivi e li ha convinti ad adottare un disciplinare di produzione che uniformi, senza omologarli, gli stili di lavorazione. Il disciplinare prevede l'uso di suini nazionali, preferibilmente biologici, l'uso limitatissimo di conservanti, il tipo di concia (aglio, macis, pepe, coriandolo, cannella, garofano, alchermes) e l'insacco in budello naturale. La mortadella può avere varie forme, più vicine al salame o alla mortadella classica (dipende dal produttore), e il peso è quasi sempre di un chilogrammo (anche se esistono varianti che vanno dai 300, 400 grammi fino ai due chilogrammi e mezzo).

A tavola
Strana famiglia quella dei salumi cotti. Se li si gusta appena estratti dalla pentola o dal forno sono eccellenti, ma se li si fa riscaldare una volta freddi perdono gran parte del loro gusto. Dunque non fatevi tentare dall'idea di riscaldare cotechini, mortadelle, salami, prosciutti cotti, fegatelli: o avete la fortuna di arrivare in negozio al momento giusto, quando sono ancora bollenti di cottura, oppure mangiateli freddi. Mai di frigorifero, ovviamente, ma a temperatura ambiente.
La mortadella di Prato è perfetta se gustata con i fichi, preferibilmente di varietà Dottato (di Carmignano), e con la “bozza” pratese, un pane locale. Beveteci su un bicchiere di spumante metodo classico italiano. È l'unico vino che regge la presenza, sia pure minima, dell'alchermes.

Area di produzione:
Comune di Prato e comune di Agliana (provincia di Pistoia)

Presidio sostenuto da:
Provincia di Prato

 

           

 

Un viaggio breve che nulla poteva significare nella "logica dei tanti chilometri" ma tante emozioni può regalare a chi cerca nuove sensazioni ovunque esse siano, ovunque esista la possibilità di arricchire il nostro personale bagaglio culturale.

 

LE MURA CITTADINE

 

           

 

Seguo per un breve tratto le mura fino a trovare il varco per uscirne lasciando la città ormai ben sveglia immersa nel caldo sole estivo pago delle sensazioni che questa città che credevo di conoscere ha saputo regalarmi durante le ore del suo massimo splendore