Quello che stavolta ci ha spronato alla partenza è stata la voglia degli amici romagnoli e marchigiani di organizzare un incontro di una giornata teso alla esplorazione delle zone di confine tra le due splendide regioni anche e sopratutto sul fronte enogastronomico oltre che paesaggistico e stradale.

Di nostro però, come al solito, dovevamo metterci qualcosa, impossibile pensare ad una adesione volta solamente allo sfruttamento di una sola giornata, se si mette in preventivo di partire meglio tentare di ricavare il massimo da questa importante nonché fondamentale azione.

 

NOTTURNO

 

           

 

Aggiungere il sabato alla già preventivata domenica è stato relativamente facile, è bastato accettare il gradito invito di David amico Abruzzese che si è offerto come capace guida, ed il gioco era fatto; ma stavolta si  poteva fare ancora di più come magari dare sfogo ad una voglia che da tempo assillava me e Marcello e che stavolta avrebbe di buon grado coinvolto anche l'accondiscendente Loris.

Sulla direttrice che ci avrebbe condotto in Abruzzo si trova uno dei luoghi d'Italia a noi più cari che ci riserva sempre infinite emozioni, l'esplorazione di questa meravigliosa landa è stata da noi condotta in maniera quasi maniacale praticamente in ogni condizione e in ogni periodo dell'anno, solitamente però stabilendo il campo base a Norcia; per questo motivo stavolta faremo in modo diverso assaporando lo straordinario contesto dei monti Sibillini sotto una luce per noi nuova e in una logistica completamente diversa.

 

       

 

Ed così che oggi nel parcheggio aziendale staziona una trepidante Maia in assetto da viaggio, alle ore 18.00 il rombo del bicilindrico segnerà l'inizio di questa nuova avventura che ci porterà, per iniziare, a trascorrere la notte in un agriturismo situato nel centro di Castelluccio di Norcia e ad ammirare la corona Sibillina ed i Piani sotto la luce magica della luna (quasi) piena.

Loris ed io ci incontriamo al solito (per le partenze verso sud) autogrill di Badia al Pino per poi dirigersi verso la suggestiva meta dove ci attende Marcello la cui disponibilità di ferie oggi era superiore alla nostra ed ha iniziato il suo viaggio nella tarda mattinata.

Il viaggio verso Castelluccio segue la direttrice più veloce, da annotare "solamente" un violento acquazzone che ci coglie nei pressi del Lago Trasimeno e ci accompagnerà fino a Perugia con momenti di intensità davvero violenti e qualche centimetro di grandine ai bordi della strada che ci fa capire che sarebbero bastati alcuni minuti di anticipo.....

 

           

 

TAVERNA CASTELLUCCIO    www.tavernacastelluccio.it

 

La cena gustosamente consumata in agriturismo soddisfa ampiamente le nostre aspettative, più tardi come programmato ci avventuriamo a piedi per le silenziose vie della piccola cittadina unico avamposto umano nel regno della regina Sibilla; oltre le deboli luci di Castelluccio è il buio più profondo a farla da padrone ricoprendo suggestivamente il Piano Grande, almeno fino a che non sorgerà la argentea luna appena passata oltre il suo massimo splendore.

 

       

 

Un grossolano mio errore penalizza pesantemente la riuscita fotografica della serata: sottovalutando incredibilmente l'importanza dei materiali in funzione delle condizioni in cui mi sarei trovato ad operare ho portato al seguito il cavalletto più leggero (e più compatto) invece del ben più stabile ed irreprensibile Manfrotto, con il deprimente risultato di non riuscire quasi ad ottenere una foto che non sia dotata almeno del fastidiosissimo micromosso ....

Paghi della osservazione del piano immerso nel profondo silenzio della notte ci dirigiamo verso il nostro ricovero non appena ci rendiamo conto che la luna sorta a notte inoltrata impiegherà ancora molto tempo per riuscire a superare la beffarda striscia nuvolosa che adorna immobile l'orizzonte e ad illuminare con il suo candore tutto il piano Grande.

Di certo, in possesso di una base più stabile dove ancorare la reflex, sarei stato ben più motivato nell'attendere la visione della argentea figura, servirà di lezione per la prossima volta.

 

ALBA

 

       

 

Come da ormai fondamentale abitudine non passa molto tempo prima che abbandoni il comodo giaciglio che mi ha ospitato per la notte, il tempo di vestirsi e sono di nuovo fuori a respirare l'aria frizzante di uno splendente mattino, il primo così sgargiante da parecchi mesi secondo il gestore dell'agriturismo.

 

Castelluccio

 

           

 

       

 

Abituo alla normale deambulazione i miei assonnati arti affrontando le silenti e deserte vie del piccolo borgo assiso sul colle che separa i due piani principali dei Sibillini, una consistente suggestione mi avvolge nonostante le pesanti opere di ristrutturazione che tendono a penalizzare osservazione e atmosfera, dai varchi tra le case fugaci apparizioni di spicchi di visuali sul panorama circostante procurano preventivi brividi lungo la schiena non appena resomi conto di ciò che la Sibilla mi ha riservato.

 

           

 

Piano Perduto

 

   

 

Piano Grande

 

 

L'umidità che le piogge degli ultimi giorni (e delle ultime ore dato che ha piovuto fino a poche ore prima del nostro arrivo) hanno procurato allo straordinario ecosistema dei Monti Sibillini e che aveva iniziato ad evaporare sotto i raggi del sole del trascorso pomeriggio si è condensata in forma di densa foschia sul fondo dell'antichissimo lago, riportando in parte la suggestione della sua osservazione fino a quelle lontane ere.

 

       

 

 

       

 

Una nebbia irrequieta ed illusa di lacustre conformazione quella che ricopre il Piano Grande i cui impeti risalgono minacciosi lungo i verdi pendii della conca fino quasi a lambire la indifesa Castelluccio minacciando di ricoprire tutto il panorama circostante, solo la progressiva comparsa dei raggi del nuovo sole riesce ad ammansire il furioso ma etereo ribollire che si placa e progressivamente si dissolve al calore del nuovo giorno.

 

 

       

 

 

 

       

 

Emozionato da questa nuova suggestione offertaci dalla inesauribile Sibilla che con un proprio senso di ospitalità ci sorprende ogni volta che ci troviamo ad affrontare queste meravigliose terre dove, almeno io, abbiamo lasciato il cuore, inizio una facile risalita lungo il sentiero che sul fianco del monte domina il Piano Grande.

 

   

 

           

 

 

 

       

 

       

 

       

 

Osservo rapito il panorama godendomi il tepore del sole che subito appare sulla cresta che culmina con la cima del Vettore, la foschia progressivamente più rada in rapida disfatta sotto la prepotente offensiva solare lascia scoperti sempre più ampi squarci di verde terreno, creando suggestivi scorci dai quali mi separo a malincuore, è tempo di tornare sui miei passi e ridiscendere la china che mi ha portato fino a qui.

 

 

   

 

           

 

       

 

Marcello e Loris mi attendono all'agriturismo per la colazione e per intraprendere il viaggio che stamani ci porterà poco oltre il confine Abruzzese dove David ci attende per guidarci verso nuove e sconosciute mete.

 

           

 

Sul Piano Grande

 

       

 

       

 

ARQUATA DEL TRONTO

           

 

           

 

           

 

Attraversato il Piano Grande ed abbandonata la conca superando la Forca di Presta, ci concediamo una breve sosta ad Arquata del Tronto ed il castello che la domina, verificati gli orari di visita incompatibili con le nostre esigenze abbandoniamo il merlato maniero per iniziare la parte finale di questo improvvisato preludio e raggiungere la costa Abruzzese dove David che ci attende darà inizio ad una nuova avventura e alla esplorazione delle sue terre.