Il viaggio su due ruote così come lo intendiamo noi stimola già di per se una consistente sensazione di libertà, ma è sicuramente nella ampia potenzialità degli itinerari che vengono concordati e decisi di volta in nei tempi e le modalità più consone in relazione anche alle condizioni generali, (su di una base preparata precedentemente ma molto generalista che non impone nulla a nessuno) che il senso di libertà trova la sua maggiore consacrazione.

L'itinerario di oggi deciso solo la sera prima e che sarà continuamente riverificato e modificato in base alle comuni (o singole, perché non siamo obbligati e seguire tutti lo stesso percorso) esigenze ma anche in funzione di quelle meteo o in base ad un idea dell'ultimo minuto, rappresenta un esempio classico del nostro modo di intendere il viaggio di gruppo.

Una idea di massima che identifica la zona del Viaggio e nessuna imposizione o obbligo. Il resto si vedrà al momento opportuno!

 

Il peggio meteorologicamente parlando dovrebbe essere passato ma nonostante questa speranza qualche fiocco di neve durante la notte è caduto e il cielo stamani si presenta di un bianco quasi accecante che per certi versi può risultare quasi incoraggiante, magari sono solo nebbie in dissolvimento, o magari no.

Le temperature rimangono pressoché stabili, non particolarmente rigide e quindi non penalizzanti dal punto di vista della guida motociclistica e non in grado di ridurre la strada umida ad una pericolosa lastra di ghiaccio.

 

Passo di TORRITE  1008 mt

 

           

 

La Salaria guida i nostri passi per il tratto che ci separa dal borgo di Posta, borgo che ci indirizzerà verso la prima tappa del giorno: la cittadina di Leonessa più volte sfiorata durante le nostre peregrinazioni ma mai visitata e raggiungibile dondolandosi per una delle più divertenti strade del circondario, ovviamente quando le condizioni del manto stradale lo permettono.

A differenza di oggi dove umido e sporco consigliano solo estrema prudenza. Un rapace osserva interessato da un improvvisato trespolo il volo dei falchi

Il cielo intanto si apre a sempre più ampi squarci di azzurro mantenendo un promesso miglioramento che però si riduce ampiamente proprio nella direzione da noi intrapresa per raggiungere Leonessa, ovviamente verrebbe da aggiungere.

La neve abbandonata nel tratto basso della Salaria torna a fare bella mostra di se prima del Valico che introduce a Leonessa, una presenza quella bianca e candida alla quale ci eravamo abituati e della quale abbiamo sentito la mancanza nel breve tratto in cui ha lasciato posto ai tristi colori della addormentata natura.

 

Valico VAL CARPINETO  1049 mt

 

           

 

LEONESSA

 

 

           

 

La visita alla graziosa, e di medievali origini, cittadina di Leonessa impegna la nostra attenzione per un lasso di tempo relativamente ridotto, dopo la passeggiata per le vie avvolte da una inequivocabile atmosfera invernale ci concediamo un buon caffè per poi riprendere la nostra marcia in direzione della prossima meta prevista per la giornata.

 

 

       

 

           

 

Lago di Piediluco

 

       

 

LABRO

 

 

Scavalcati i Monti Reatini percorrendo una deserta strada ed osservando un cielo che all'orizzonte finalmente tramuta in gioioso azzurro il suo grigio broncio,  arrestiamo la corsa dei nostri mezzi al cospetto delle antiche mura del suggestivo borgo di Labro, panoramicamente osservato durante il nostro passaggio in senso inverso operato in occasione della Sortita Sibillina dello scorso dicembre ma mai esplorato. Una tentazione alla quale stavolta non intendiamo resistere.

 

 

       

 

           

           

 

   

 

La suggestione che questo piccolo agglomerato urbano è davvero intensa, le strette vie sembrano sospese tra illusione e realtà, una perfezione nel recupero delle antiche vestigia e nell'immagine che il borgo regala ai visitatori che trova sconforto solo nella inspiegabile tranquillità che vi regna.

Nessuno infatti oltre a noi passeggia su questi antichi selciati, e questo paradossalmente rende meno reale la sua concretezza, la logica si scontra con l'evidenza dei fatti, un paese cosi ben tenuto non può essere deserto; tutto questo non ha quasi senso e stimola dietro alla prima emozione un impercettibile senso di angoscia e di triste abbandono, forse più spirituale che fisico.  

 

               

 

           

 

             

 

Ma passeggiare tra queste mura, nonostante l'incomprensibile assenza dei suoi abitanti, risulta comunque più che emozionante ed il nostro percorso sembra quasi non voler avere fine indugiando a lungo nei luoghi più caratteristici come nel caso del seducente incrocio delle Tre Porte o davanti alle sbarrate porte di invianti palazzi.

 

               

 

               

 

               

 

La visita a questo piccolo gioiello dei monti Reatini si affaccia sul lago di Piediluco termina uscendo dalla porta situata nella parte bassa del paese dominata dalle mura dalla sagoma solenne del castello principale, scorgiamo nella piazza antistante i primi segnali di una attività umana.

Utilizziamo la strada che costeggia esternamente il borgo e che abbiamo precedentemente utilizzato per raggiungere il parcheggio, per tornare ai nostri mezzi e riprendere il nostro viaggio,sotto un cielo sempre più azzurro e con un orario che si avvicina sempre più a quello normalmente dedicato al pranzo,sosta che come sempre armati di buoni propositi decidiamo di effettuare in maniera veloce per non rubare preziose ore di luce ad una giornata di fine inverno ancora troppo breve.

 

           

 

GRECCIO - Il santuario del presepe
 

 

           

Prima della ipotetica breve sosta c'è tempo per effettuare una visita ad una delle altre mete previste per la giornata: uno dei tanti santuari presenti in zona nel quale si ritiene sia stato realizzato per la prima volta un presepe per volontà di San Francesco nella notte di Natale del 1223.

Al santo si deve anche la realizzazione del primo nucleo del santuario di Greccio al quale si aggiunsero poco tardi altri edifici di un impianto ancora in parte oggi visibile al quale però si aggiungono restauri e rifacimenti successivi decisamente poco accattivanti, suggestiva comunque la posizione del santuario ricavato sul fianco della montagna che guarda la conca reatina e parte degli interni, compresa la grotta dove appunto venne rappresentato il primo presepio.

 

   

 

           

 

La fame inizia farsi sentire in maniera più rilevante e contravvenendo ovviamente alla promessa precedentemente fatta iniziamo la ricerca di un ristorante in grado di soddisfare le nostre esigenze e che magari sia in grado di farci assaggiare anche gustosi prodotti locali, purtroppo le indicazioni ricavate dal materiale che abbiamo al seguito risultano inutili in quanto la struttura in questione è desolatamente chiusa.

Pochi chilometri più avanti la speranza si riaccende grazie a dei cartelli che ci guidano ad un agriturismo con annesso ristorante situato poco lontano, sotto un sole sempre più spavaldo parcheggiamo le nostre moto davanti all'ingresso del ristorante per accomodarci, sotto lo sguardo sorridente del personale, al tavolo indicatoci.

 

Agriturismo Le Fontanelle

via Madonna del Piano n.6,Contigliano (Rieti)

 

Una simpatia quello del personale che avremo modo di apprezzare per tutta la durata del pranzo insieme alle gustose specialità locali servite e della grigliata mista da noi personalmente scelta dal bancone della carne presente davanti al forno deputato alla sua sapiente cottura.

Un'ottima qualità ad un prezzo assolutamente stimolante; una piacevole scopertaper un allietante sosta.

 

http://www.agriturismolefontanelle.com/

 

Soddisfatta anche la voglia di conoscere il lato enogastronomico delle zone esplorate e riprendiamo il nostro vagare per le terre laziali che si riconoscono nella provincia di Rieti puntando decisi verso lo stesso capoluogo per effettuarne l'esplorazione; ma è tempo per uno dei Falchi di rientrare alla magione, salutato il gruppo Davide si allontana sulla tangenziale che lo riporterà sulla Salaria e sulla strada di casa seguito dal nostro affettuoso e dispiaciuto sguardo che osserva la sagoma della sua KTM sparire in lontananza.

L'inaspettato traffico che anima quella che doveva essere una tranquilla domenica di marzo risveglia in noi una latente consapevolezza, quella di oggi è l'ultima domenica di carnevale, una giornata dedicata ai festeggiamenti e ai quali Rieti non intende certo sottrarsi.

Dopo un breve quanto inutile tentativo di avvicinarsi al centro decidiamo all'unanimità di seguire il consiglio di Fabio abbandonando la città al suo divertente caos per dedicarci ad altre esplorazioni e ritornarvi la mattina successiva quando nella tranquillità di un lunedì mattina sarà più facile apprezzare la parte più stimolante della città, riprendiamo quindi il nostro cammino da un punto situato a Rieti dove ci siamo fermasti per decidere il da farsi e che, ovviamente, al momento non riveste nessunissima importanza...................

 

ANFITEATRO ROMANO TREBULA MUTUESCA

 

           

 

La meta prevista per la chiusura della giornata e per accoglierci per la notte a soddisfare le nuove esigenze enogastronomiche che in serata si presenteranno è l'artificiale bacino del lago di Turano situato a sud di Rieti, per raggiungere il quale ovviamente non seguiamo la strada più diretta, dato il tempo ancora nostra disposizione preferiamo zigzagare sul territorio dall'alto ci separa apprezzandone le eventuali suggestioni che potrà proporci.

Suggestioni che non mancheranno di manifestarsi in forma di antiche testimonianze risalenti a un remoto passato di dominazione Romana o di un più oscuro periodo medievale; il sole intanto affronta la parte finale della sua parabola discendente in un processo che da troppo tempo non potevamo osservare in quanto nascosto da una ineliminabile spessa coltre nuvolosa.

 

CHIESA DI SANTA VITTORIA

 

       

 

           

 

           

 

LAGO DEL TURANO

 

 

Sulle sponde di questo lago quale si specchia finalmente azzurro dove vagano ormai poche residue nuvole avrebbe dovuto concludersi la odierna parte del viaggio dei Falchi, al momento inconsapevoli di quello che incredibilmente le aspettava e che in nessun modo avrebbero potuto prevedere, e intanto impegnati nell'osservare avidamente quel che il contesto paesaggistico circostante riservava loro.

 

 

Dopo aver goduto della vista di Colle di Tora e Castel di Tora che riflettono i loro profili sulle placide acque del lago iniziamo tranquilli la ricerca di ricovero per la notte dato il tempo che abbiamo ancora disposizione, risoltasi in un nulla di fatto la ricerca di un bed & breakfast che avrebbe dovuto trovarsi ad Ascrea, piccolissimo nucleo abitato che osserva dall'alto le acque del lago, torniamo sui nostri passi per entrare nel piccolo parcheggio situato davanti alla reception di un hotel lambito dalle stesse acque.

Platealmente ignorati da una persona seduta al bancone di quello che si presume sia il bar ristorante dell'hotel (quattro moto che si fermano davanti alla reception a due metri da te non si possono non sentire) è dopo aver inutilmente atteso per alcuni minuti e qualcuno si degnasse di darci relazione osserviamo Loris dirigersi esasperato dall'individuo che fino ad adesso ha fatto finta di non vederci per chiedergli se ci fossero delle stanze disponibili, richiesta che il tizio accoglie con malcelato fastidio ma nessuna reazione di movimento rimanendo intento ad osservare il suo PC.

Un comportamento che non può che ottenere un'unica reazione da parte nostra, risaliamo quindi sulle nostre moto per abbandonare immediatamente la poco accogliente struttura.

 

       

 

Le speranze di trovare un ricovero per la notte in loco si assottigliano sempre di più di fronte alla saracinesca abbassata di uno dei pochissimi alberghi rintracciabili in zona, ma l'apoteosi della serata si verifica sicuramente quando insieme al Loris entro all'interno di un agriturismo per chiedere se avevano camere disponibili per quattro persone.

La persona interpellata risponde brevemente e con evidente indifferenza che gli ospiti precedenti se ne sono da poco andati, ribattendo alla mia richiesta di chiarimento che le camere sono ancora da rifare e che lei non ha nessuna intenzione di sistemare; mi suggerisce poi (non poteva farlo lei direttamente?) di chiedere alle persone con cui sta parlando e che gestiscono agriturismo poco poco lontano se hanno camere disponibili, la risposta è ancora più sconcertante: si ma sono fredde....

Sempre più irritato chiedo se esse non siano dotati di riscaldamento, mi viene risposto di sì ma al momento il riscaldamento é spento e le stanze sono fredde.........e a quanto pare la voglia di accenderlo proprio non c'è; presa coscienza dell' l'incredibile inospitalità che il lago di Turano ci ha riservato saltiamo in sella assolutamente arrabbiati e assolutamente decisi ad abbandonare il più velocemente possibile questa zona che a quanto pare non ha nessun interesse ad accogliere i turisti; volontà questa che non mancheremo di ricordare ogni qual volta ci chiederanno indicazioni relative a questo territorio o nel caso in cui ci possa malauguratamente venire in mente di suggerirlo a qualcuno!

Mentre le ombre della sera calano inarrestabili sulle terre della provincia di Rieti per corriamo velocemente la breve strada che ci separa dal capoluogo dove gli echi del carnevale non si sono ancora spenti; su suggerimento di un paio di gentili agenti della polizia municipale raggiungiamo l'albergo Serena che ci accoglierà finalmente per la notte, situato nelle immediate vicinanze del centro cittadino e ad un prezzo assolutamente allettante comprensivo di prima colazione di € 37.

L'ingresso dell'hotel si trova esattamente nel punto in cui qualche ora fa ci siamo fermati per decidere di rimandare l'esplorazione della città al giorno dopo!

 

RIETI

 

       

 

Lavati rilassati e in abiti civili ci avventuriamo nella serata Reatina passeggiando per le vie della città ricercando con attenzione ciò che avrebbe potuto soddisfare le nostre esigenze gastronomiche, la decisione di attendere un tavolo libero in una piccola  pizzeria del centro si rivela assolutamente giusta: la qualità delle pizze servite e delle birre artigianali che le accompagnano è assolutamente eccellente e chiudono degnamente intensa ed emozionante giornata sulla quale si è addensata solo una piccola ed insignificante nuvola.

PIZZA E FICHI
pizzeria con forno a legna
Rieti, via Garibaldi 253,
tel. 0746.25.12.26