Affronto l'alba di questa ultima giornata di viaggio forte di una sostanziosa colazione, la tiepida aria che penetra piacevolmente dalle larghe maglie del giubbotto estivo è un inequivocabile preludio della calura che presto avvolgerà le vallate; un clack del cambio ed il sommesso borbottio di Maia diventa un profondo rombo, alle mie spalle il profilo di Corinaldo che si stiracchia sotto i primi raggi del sole davanti a me la strada che conduce verso casa...... anche se non propriamente quella più corta.

Il programma di massima della giornata prevede infatti di serpeggiare per i colli Marchigiani visitando i Castelli che li dominano indirizzandoci progressivamente verso lo spartiacque appenninico, senza fretta dato che in questo periodo le giornate sono decisamente lunghe ma sopratutto perché .... non ho fretta!!!!

       

       

Il percorso attraversa i colli che pigramente si stendono al sole unendo, come in un vecchio gioco della Settimana Enigmistica, i puntini rappresentati da i Castelli delle Marche puntando verso il vicino mare Adriatico per poi tentare di raddrizzarsi sulla direttrice casalinga, non prima però di essersi piacevolmente attorcigliato sulle ondulazioni che piano piano si trasformeranno in montagne culminanti sul confine UmbroMarchigiano.

OSTRA

           

       

       

           

           

           

 

           

 

La tranquillità che ovviamente avvolge i borghi in questa calda domenica di fine luglio è la stessa che immobilizza la campagna circostante, vagabondare quasi senza una apparente meta in questo placido contesto rassicura l'anima e placa lo spirito da qualsiasi inquietudine, la lentezza che governa oggi le ataviche fortezze assediate da immobili campi coltivati illude ad un diverso quanto irresistibile stile di vita, meno affannoso e veloce del nostro; uno stile di vita nel quale il tempo scorre in modo assolutamente diverso, lentamente anche se inesorabilmente, come sabbia tra le dita.

 

           

 

 

           

 

BELVEDERE OSTRENSE

       

       

           

OSTRA VETERE

           

           

           

           

Il Chiostro di san Francesco

 

           

 

           

           

       

           

           

SERRA DE CONTI

       

MONTECAROTTO

       

       

           

Borghi, castelli, e mura merlate si susseguono incessantemente intervallate dalle colline sulle quali interferisce implacabile il torrido sole fino a quando il paesaggio inizia lentamente a mutare ed i primi pendii montani danno mostra di se; Arcevia e la successiva Sassoferrato dominata dall'antico castello ed impreziosita dalle vicine rovine della antica città Romana denominata Sentinum da cui Sassoferrato trae origine.

           

       

ARCEVIA

           

           

           

SASSOFERRATO

       

           

       

       

           

       

ABBAZIA DI SITRIA

       

L'abbazia di S. Maria di Sitria e il Monastero di Fonte Avellana, rilassanti nella frescura della montagna, rappresentano le ultime tappe della giornata; superato il confine delimitato dalle cime appenniniche io e Maia puntiamo decisi verso casa, ampiamente soddisfatti da questa ennesima escursione tra le meraviglie dell'Italico stivale osservate anche sotto luci diverse dal normale.

           

       

MONASTERO DI FONTE AVELLANA