La strada che si srotola irrequieta sui colli Marchigiani si crogiola al sole ormai caldo della tarda mattinata estiva, Maia trotta raggiante dondolandosi sulle curve e sopportando di buon grado un asfalto non perfetto dirigendosi verso la nostra prossima meta, puntando decisi verso le terre del Montefeltro sosteremo presto nella cittadina un tempo conosciuta con il nome di Casteldurante e più recentemente denominata Urbania.

 

       

 

 

URBANIA

 

Piacevole ma piccola cittadina, Urbania assorbe brevemente la nostra attenzione dimostrandosi inoltre un agglomerato urbano decisamente animato in questa prima parte della giornata di sabato, la voglia di esplorare nuovi territori ed osservare nuove mete prende presto il sopravvento: poco tempo dopo il nostro arrivo Maia è di nuovo in borbottante attesa del clack del cambio che denuncia la ripresa del nostro intenso viaggio in terra Marchigiana.

       

           

   

       

Verso nord, assecondando le ondulazioni di colline sdraiate al sole caldo del meriggio sulle quali si alternano i colori schiariti dalla forte luce e dominano castelli e borghi antichi, ci addentriamo nel Montefeltro; la nostra prossima meta è rilevata da una veloce occhiata alla mappa ed inserita in un itinerario subito concretizzato, subito dopo la visita alla rocca di Sassocorvaro infatti, la direzione di marcia sarà invertita e puntando di nuovo verso Urbino abbandoneremo il Montefeltro per dirigerci verso il territorio che ospita i castelli delle Marche.

SASSOCORVARO

       

           

Piacevole piccolo borgo le cui origini si rintracciano in prossimità dell'anno mille deve essenzialmente la sua notorietà (ovviamente relativa vista la nazione ospitante...) alla suggestiva rocca Ubaldinesca (alla cui attrazione è impossibile resistere passando di qui) edificata intorno al 1475 e che annovera tra gli eventi salienti della sua storia anche quella di ricovero segreto delle opere d'arte al suo interno nascoste per celarle alla razzia nazista.

Decisamente suggestiva la vista sottostante del lago artificiale di Mercatale le cui dense acque gelosamente tentano di imbrigliare l'immagine di qualunque cosa vi si specchi impedendone, solo in parte, il riflesso.

   

       

       

La calura del primo pomeriggio si preoccupa amorevolmente di ricordarmi che siamo in piena estate; di nuovo in marcia ed invertita come preventivato la direzione, attraverso i colli marchigiani che mi separano dalla prossima meta, inondati dalla abbagliante luce solare , in un itinerario ormai quasi completamente delineato al termine del quale inizia a concretizzarsi il logico finale di questa intensa giornata.

           

FERMIGNANO

       

LA GOLA DEL FURLO

                       

Un veloce sguardo ad una immobile Fermignano sotto la calura che relega i pochi coraggiosi avventori al riparo della poca ombra di alcune panchine e che ci indirizza verso la capitale Marchigiana del tartufo (Acqualagna) per poi addentrarci lentamente in uno degli scenari naturali più suggestivi di questa zona: un ardita frattura pazientemente scavata nella dura roccia dalle irrequiete acque del  fiume Candigliano che poco più avanti si getta nel Metauro.

Una profonda ma stretta fenditura nel cuore di una montagna che incombe minacciosa nel tentativo di riprendersi ciò che le è stato tolto e che rappresenta una preziosa riserva naturale dove si ritrova una notevole ricchezza faunistica, ma anche un importante punto di passaggio noto ed utilizzato fin dal periodo Etrusco e successivamente magnificato dai Romani con l'apertura della via Flamina e la costruzione, nel 76 a.C., di una galleria ancora oggi visibile ed utilizzata.

 

FOSSOMBRONE

Superate le suggestive gole raggiungo velocemente la cittadina di Fossombrone a cui dedico una visita più o meno approfondita, la calura quasi opprimente ha svuotato le strade da qualsiasi presenza umana ed animale, solo pochi turisti indugiano piacevolmente all'ombra di un bar aperto rinfrescandosi con una fresca bibita.

       

           

       

       

Risalgo in sella, nella speranza di trovare un minimo di refrigerio una volta in marcia, abbandonando la Flaminia e dirigendomi decisamente verso sud e verso la zona dei Castelli; mi godo nonostante la calura le dolci ondulazioni che conducono verso la cittadina di Pergola, prossima tappa del mio improvvisato viaggio al quale però non difetta la meta finale.

       

           

           

PERGOLA

       

Pergola, vuota come le altre cittadine a causa del periodo e della calura, impegna la mia attenzione per non molto tempo; il borgo merita sicuramente la visita ma nella classifica di priorità ci sono altre mete da considerare ed il tempo a disposizione prima del tramonto del sole non è più molto; decisamente sudato, nonostante la capacità di carico di Maia che mi permette di disfarmi di giubbotto e protezioni durante le visite, percorro il tratto di strada che mi separa da San Lorenzo in Campo ulteriore piccola gemma di questo territorio collinare sulle cui sommità svettano mille castelli.

           

SAN LORENZO IN CAMPO

       

MONDAVIO

       

Mondavio è a mio giudizio una delle più belle e suggestive rocche dalla zona, penultima tappa di questa intensa giornata motociclistica, si caratterizza per la straordinaria fortificazione rinascimentale denominata Rocca Roveresca unanimemente riconosciuta come capolavoro assoluto dell'architettura militare del periodo.

Percorro affascinato le vie del paese in festa all'interno del quale fervono le attività di preparazione per l'evento che avrebbe preso il via questa sera stessa, un evento al quale per un attimo vorrei partecipare prendendo in seria considerazione la possibilità di pernottare in zona..... ma stasera ho voglia di tranquillità.

   

           

   

Osservo emozionato le forme perfette e ben conservate del possente castello da ogni angolazione possibile mentre il sole, spesso nascosto da giocose nuvole, inizia la parte finale della sua parabola celeste, fino a quando giunge il momento di tornare di nuovo in sella per superare i pochi chilometri che mi separano dalla tappa finale della giornata: poche curve e la sagoma famigliare del prossimo castello si erge sulla collina che lo ospita.

Pochi minuti e sarò dentro le medievali mura di Corinaldo.