Quella delle esplorazioni in notturna è una esperienza sempre suggestiva alla quale rinuncio con molta fatica, per questo ogni tanto, previa disponibilità di tempo, mi concedo una uscita che preveda la possibilità di osservare contesti di varia natura immersi nelle scure ombre della notte.

Una disponibilità quella temporale, che per vari motivi in questa calda settimana di fine luglio diventa assolutamente reale ed una volontà, la mia, che stavolta non si fa scappare l'occasione: pochi minuti di riflessione sull'itinerario da affrontare e Maia è pronta alla partenza; prima però occorre far passare questo lungo venerdì lavorativo in cui la voglia di ferie prende il sopravvento sulle esigenze professionali.

Ed è mentre le ombre della sera si allungano piacevolmente sul panorama circostante che affronto con infantile gioia e assoluta solitudine il tortuoso divertimento chiamato Passo Seriola che mi condurrà alla agognata meta. 

NOTTURNO

       

E' una suggestiva e tranquilla cittadina quella che mi trovo ad affrontare una volta preso possesso della camera in albergo davanti al quale lascio parcheggiata la nera compagna a due ruote; piacevolmente illuminata dalla luce artificiale l'antica Urbino si offre silente ai miei occhi, città di indiscutibile valore culturale offre ai visitatori un piacevole ed incoraggiante contrasto tra la storia che sussurra per le arcaiche vie e i numerosi giovani universitari che la animano; una città antica che, grazie alla sua celebre università, prepara i giovani al futuro.

Una meraviglia quasi assurda in questo disastrato e culturalmente in recessione, paese.  

           

       

       

Cavalletto e reflex opportunamente portati al seguito inseguono inarrestabili le suggestioni che le luci rendono visibili ai miei limitati occhi umani; giochi di luce, colore, e ombre che si inseguono intorno a me creano una meraviglia che solo a fatica riesco a trascurare temporaneamente tentando di catturare con i miei artificiali mezzi la suggestione che provocano; un intento il mio che dubito riuscirò a portare a compimento, solo vivendo realmente questi attimi è possibile emozionarsi così tanto, la fotografia per quanto ben realizzata potrà far scaturire solo una ben più limitata emozione.   

               

       

           

Seguo con lo sguardo le originarie linee della città passeggiando quasi in trance, sospeso tra meraviglia ed ardore fotografico, un errare senza tempo che dalla Cattedrale e dalla adiacente piazza del Rinascimento mi porta al cospetto del grandioso Palazzo Ducale fortemente voluto da Federico di Montefeltro in epoca rinascimentale e celebre emblema della città grazie anche alle sue meravigliose e universalmente conosciute forme.

       

 

       

 

Un palazzo che osservato in notturna assume contorni quasi fiabeschi e che, per questo motivo vale la pena osservare anche da lontano, ridiscendendo le scalinate che mi portano al sottostante parcheggio appena fuori la possente cinta muraria dominata dallo stesso palazzo.

 

       

 

L'illusoria immobilità del tempo scompare velocemente quando, osservando l'orologio e notando una sempre meno presenza umana per la strade, mi rendo conto che è arrivato il momento di rientrare in albergo, è notte fonda e domani sarà una giornata sicuramente intensa, meglio concedersi qualche ora di meritato riposo.

DIURNO

   

           

La sveglia suona molto presto stamani, il tempo di una abbondante colazione e di rifare i bagagli e sono subito in sella per un veloce passaggio panoramico sulla città osservata da una Fortezza Albornoz purtroppo praticamente impraticabile a causa del mercato settimanale che li si svolge; pochi minuti dopo Maia è tranquillamente parcheggiata nel ricovero appena fuori le mura nella piazza Mercatale, non ho infatti nessuna intenzione di mancare la visita diurna a questa splendida città rinascimentale e magari anche a qualche museo in essa contenuto.....

           

   

       

Un inaspettato cielo intensamente azzurro fa da esaltante sfondo alle meraviglie architettoniche ed artistiche che affollano questa cittadina, il bianco dei marmi riluce abbagliante sotto i raggi di un sole estivo ancora sopportabile in queste prime ore del mattino, poche le persone che si aggirano per le quiete vie, turisti e cittadini mattinieri incredibilmente accumunati da una unica caratteristica: il sorriso sul volto; bello iniziare così la giornata, molto bello ed incoraggiante!!

   

           

           

           

Mentre il sole delicatamente illumina progressivamente le statue poste a decorare la Cattedrale creando dei contrasti di luce ed ombra sempre diversi e sempre accattivanti, continuo nel mio placido errare per la sonnolenta città; senza fretta, assaporando ogni istante, godendo di ogni immagine che la luce del sole ormai raggiante permette di essere impressa nei miei occhi e lasciando che la felicità indotta dalla meraviglia e dalla aura positiva che avvolge questo luogo quasi fuori dal tempo.

Bellezza, sincerità, piacevolezza, armonia, gioia, cultura.... pace. Respiro a fondo chiudendo per un attimo gli occhi. Pace.

   

       

           

Museo del Palazzo Ducale

Raggiunto l'ingresso del Museo del Palazzo Ducale mi concedo d'istinto la visita a questo importante scrigno di opere d'arte, questa escursione è dedicata ad Urbino non posso tralasciare un importante particolare come questo museo contenuto nelle rinascimentali stanze del palazzo di Federico da Montefeltro.

Una nota (a mio giudizio negativa) va al biglietto d'ingresso, 5 euro per visitare tale esposizione mi sempre un prezzo poco adeguato; nonostante comunque l'importo sicuramente invitante sono ben pochi i turisti che in questo sabato di fine luglio affollano le sale del museo, bello vistarlo in tutta tranquillità ma le perplessità relative ad una scarsa presenza turistica in una città come Urbino sono molte; ulteriore conferma della nostra scarsa se non inesistente capacità di valorizzare e promuovere il nostro patrimonio storico artistico e culturale.   

 

 

All'interno del museo è proibito fotografare, non ho quindi materiale da poter pubblicare in questa mia relazione relativamente alla ricca raccolta di opere d'arte qui ospitata e che abbraccia un arco temporale compreso tra il trecento ed il seicento; Paolo Uccello, Luca della Robbia, Raffaello, Tiziano, Piero della Francesca sono solo alcuni dei nomi degli artisti che qui espongono le loro opere, per non dimenticare l'anonimo del celebre "città ideale", il tutto tranquillamente osservabile percorrendo i rinascimentali ambienti del palazzo.

 

           

       

       

La visita alla città di Urbino è finita, molto più ricco culturalmente, con nell'anima una maggiore speranza e negli occhi e nel cuore la visione di una meraviglia osservata e vissuta sia sotto un cielo azzurro sia abbracciata dalle ombre della notte, oltre che soddisfatto per avere finalmente esaudito un mio desiderio, riprendo il mio deciso errare senza precisa meta tra le suggestive colline Marchigiane. 

   

Ed il viaggio continua......