La scelta della meta di un itinerario non sempre risponde a dei canoni di logicità, definire quale sia il luogo prescelto come pretesto per il prossimo viaggio quasi sempre segue dei criteri che con la razionalità ben poco hanno a che fare, e pur tentando in tutti i modi di approfondire il più possibile la conoscenza del territorio che ci circonda procedendo in esplorazione quasi metodica dei dintorni resta sempre qualcosa da conoscere; qualcosa che abbiamo sottovalutato oppure che proprio non abbiamo individuato.

O magari esistono luoghi vicino casa che per mille motivi non siamo mai riusciti a collegare ad un itinerario e da tanti anni restano una attrattiva su di una mappa mai soddisfatta.

Da molti anni….. parecchi anni, come nel caso di questa mia fissazione divenuta quasi un miraggio, tanto che ormai non pensavo nemmeno più di poterla esplorare, dopo più di venti anni di attesa le speranze ormai erano completamente scomparse.

 

       

 

       

 

E’ una giornata tiepida di inizio primavera, ultima di un lungo periodo di bel tempo che da domani conoscerà la sua fine,  quella che ci vede finalmente in attesa del traghetto al molo di imbarco di Tuoro, piccolo paese sulle rive del Lago Trasimeno.  

Sotto un cielo intensamente azzurro sul quale nuotano velocemente sempre più nuvole che si specchia su di un lago dove invece nuotano numerosi volatili, affrontiamo il breve viaggio che ci porterà ad attraccare al piccolo porto di una delle tre isole che galleggiano sull’esteso specchio d’acqua umbro, l’Isola Maggiore, un nome che non identifica la più grande delle isole ma solo quella più grande rispetto a l’Isola Minore, spetta infatti all’Isola Polvese lo scettro di isola più grande del Lago Trasimeno.

 

       

 

       

 

 

       

 

Nonostante la giornata decisamente positiva dal punto di vista meteorologico, visto anche il periodo, non sono molte le persone che sbarcano insieme a noi sul suolo dell’isola; molto gradevole “l’accoglienza” visto che il piccolo gruppo di vecchie case che abbraccia il porticciolo risulta piacevolmente tranquillo ed ordinato ad iniziare dai negozietti di gadget e di generi alimentari che si offrono immediatamente al giudizio dei visitatori.

 

   

 

       

 

Grazie alla mappa esposta su di un cartellone nella piazzetta principale veniamo a conoscenza dell’estensione reale dell’isola e delle sue attrattive principali collegate da una buona rete di sentieri, stabilito l’itinerario essenzialmente antiorario iniziamo l’esplorazione dell’isola; gratificati dalla tranquillità del luogo regalatici soprattutto dalla totale assenza di mezzi a motore percorriamo le vecchie strade del piccolo borgo.

 

           

 

       

 

       

 

Percorso il breve tratto fiancheggiato dalle antiche case la strada cambia pendenza e si trasforma in un percorribile acciottolato che risala verso la parte più alta dell'isola, dopo poche centinaia di metri il percorso devia verso sinistra, impedito sulla direttrice principale da un cancello inesorabilmente chiuso che immette nella parte del territorio occupata da una inaccessibile Villa Guglielmi

 

           

           

 

       

 

 

Il percorso in netta risalita regala, complice la bella giornata, scorci sul lago e sulle sue sponde assolutamente suggestivi ed emozionanti; raggiunta la chiesa di san Michele Arcangelo risalente al XII sec, indugiamo piacevolmente al caldo sole ed ai panorami che la torreggiante posizione ci consente, il dolce tepore regalato da questo inizio di primavera accarezza piacevolmente le nostre membra mentre ci rilassiamo avidi di sensazioni positive su di una panchina posta in panoramica osservazione delle azzurre acque sottostanti.

 

       

 

 

           

 

Di nuovo in marcia iniziamo la discesa verso le rive bagnate dalle acque lacustri, scivolando lungo l'insormontabile perimetro delle mura della Villa ci addentriamo nel cuore dell'isola dove il rassicurante silenzio è rotto solo dalla "voce" della natura, numerosi infatti sono i versi di animali, sopratutto volatili, che echeggiano nei dintorni.

Un senso di piacevole pace ci pervade mentre percorriamo il sentiero all'ombra di profumati cipressi, il contesto generale immerso nell'aria dolce della tarda mattinata rassicura l'anima e regala consistenti emozioni, la quasi totale assenza di rumore e di presenza umana regala tangibile tranquillità

 

 

Primavera.....Fagiani & Fagiane

 

 

Ma la primavera in natura non porta solo tepore e giornate più lunghe, altre attività animano gruppi chiassosi di fagiani colorati intenti a dimostrare a scettiche fagiane la loro attitudine alla riproduzione; lo scarso timore che dimostrano nei nostri confronti, lasciandoci avvicinare fino a distanze che i loro cugini dell'altra sponda del lago prenderebbero in considerazione solo da morti, ci permette di catturare immagini davvero eclatanti senza dover mettere alla frusta le caratteristiche dei nostri teleobbiettivi, evidentemente sull'isola l'uomo non dimostra pericolosità nei loro confronti.

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Raggiungiamo infine le sponde bagnate dalle acque del lago terminando la discesa nel luogo dove per un breve periodo soggiornò san Francesco, guidati dal richiamo dei fagiani ed attratti dalle immobili acque oltre le quali si ergono i verdi rilievi collinari che delimitano il Trasimeno iniziamo in rilassante solitudine la fase finale del periplo dell'Isola Maggiore.

 

 

   

 

La vista della chiesa di san Salvatore risalente a XII sec conclude di fatto il nostro viaggio immettendoci nuovamente nel piccolo agglomerato urbano che ha visto iniziare la nostra escursione alcune ore fa, il tempo di "rincorrere" fotograficamente alcuni conigli ed un paio di fagiane e siamo di nuovo sulla via maestra che ci conduce verso il porto di imbarco.

 

           

 

 

           

 

           

 

Tele-panoramica su Castiglion del Lago

 

 

           

 

       

 

Mentre catturiamo con le nostre reflex gli stupendi paesaggi che il territorio bagnato dalle acque del lago Trasimeno regalano ai fortunati visitatori il traghetto ne solca veloce le quasi immobili acque riportandoci verso la riva opposta; sorrido, osservando le minacciose nuvole che si addensano sul lago, soddisfatto del raggiunto traguardo e della meta finalmente visitata dopo così tanto tempo, soddisfatto anche e sopratutto per la consapevolezza di quello che possiamo visitare spesso anche senza dover percorrere distanze esagerate e dare così un senso preciso a giornate che altrimenti potrebbero rivelarsi noiose ed infruttuose.

Sicuramente fortunati nell'abitare un territorio, quello dell'Italia centro settentrionale, sicuramente affascinante e così ricco di risorse da risultare praticamente inesauribile a chi sà come esplorarlo e apprezzarne i contenuti, un territorio che non attende altro che una nostra nuova esplorazione; oggi comunque il Viaggio non è ancora terminato. 

 

       

 

       

 

       

 

       

 

           

 

       

 

Sotto un cielo che si infiamma di un meraviglioso tramonto i cui riflessi abbaglianti presto si spengono sulle lievi increspature delle acque del lago, raggiungiamo il piccolo borgo di San Feliciano situato sulla riva opposta; qui ci lasciamo piacevolmente cullare dalle locali proposte enogastronomiche della osteria Rosso di Sera e dai suoi romantici interni.

Al termine sarà la argentea luce di una romantica luna al suo massimo splendore a dichiarare conclusa questa intensa e meravigliosa giornata.