Esistono periodi dell’anno durante i quali muoversi per turismo risulta poco incoraggiante date le condizioni atmosferiche che normalmente affliggono questi periodi, esistono inoltre zone particolarmente afflitte da condizioni climatiche avverse e che quindi, logicamente, dovrebbero essere evitate nei periodi invernali…

Esistono zone infine che manifestano condizioni tali da risultare appetibili solo in brevi e determinati periodi dell’anno, periodi in cui solitamente si rendono magnificamente appetibili altre mete  ma soprattutto altri itinerari.

E’ probabilmente per tutto quanto sopra descritto, ma non solo e non necessariamente, che in questa grigia  fredda mattina di febbraio ci troviamo a dover seguire attentamente, e lentamente,  la striscia bianca che delimita la stretta strada, visibile per pochi metri davanti al muso del nostro veicolo prima di sparire nella fitta nebbia che cancella totalmente il paesaggio.

 

           

 

Reduci da una piacevole cena e conseguente nottata in un agriturismo, raggiunto la sera prima, immerso in una impenetrabile coltre nebbiosa, ci accingiamo ad affrontare la visita di una delle più belle cittadine della Lombardia e della nostra penisola situata in uno dei territori sicuramente meno incoraggianti dal punto di vista climatico praticamente in ogni periodo dell’anno: la Pianura Padana.

La speranza di un miglioramento delle condizioni meteo con il passare delle ore si fa sempre più flebile, le parole dell’oste che hanno evidenziato la presenza incontrastata della nebbia da più di un mese sulla città lasciano poche illusioni, difficilmente il sole potrà illuminare i tesori che la splendida città di Mantova custodisce in se.

 

Raggiungiamo in una relativamente  migliore visibilità, il parcheggio situato subito dietro lo stadio e di fronte ai giardini che introducono ad uno dei simboli principali della città di Mantova, date le gelide condizioni climatiche meglio concentrarsi in questa nebbiosa prima mattina nella visita di attrazioni “interne”  piuttosto che invisibilmente esterne; pochi minuti di passeggiata in un viale dai contorni indistintamente invernali dove la nebbia ghiacciata regala l’illusione di una neve mai caduta, e siamo di fronte alla sagoma poco percettibile del gioiello rinascimentale conosciuto come Palazzo Te.

PALAZZO TE

 

       

 

           

 

       

 

Capolavoro rinascimentale, viene edificato intorno al 1530 su ordine di Federico II Gonzaga per mano di Giulio Romano, celebre allievo di Raffaello, sull’isola conosciuta come Tejeto  (poi abbreviata in Te) e situata nelle immediate vicinanze della cittadina; un luogo verde e piacevole bonificato in passato dal padre Francesco II e sul quale sorgevano le scuderie di famiglia ed una piccola casa padronale.

Il palazzo, subito apprezzato nel progetto dal Gonzaga, viene realizzato nell’intento di fornire svago e piacere nel tempo libero del Principe ed i suoi famigliari; più volte sarà comunque utilizzato, data la sontuosità dei suoi ambienti, per alloggiare gli illustri ospiti dei Gonzaga.

 

 

           

 

 

           

 

Esterno 360°

 

   

 

La visita al palazzo ed alle sue sontuose sale risulta assolutamente suggestiva, cosi come la visione degli esterni nonostante la nebbia fermamente decisa nella sua persistenza; ma la meraviglia tocca il suo culmine nella improvvisa quanto inaspettata visione della Sala dei Giganti, straordinaria sala totalmente affrescata, dove si perde totalmente il senso della costrizione fisica delle pareti, che coinvolge pienamente il visitatore nella disfatta dei Giganti ad opera del sommo Giove irritato dalla loro sfrontatezza nell'assaltare l'Olimpo.

Gli affreschi che meravigliosamente ricoprono praticamente tutte le pareti ed il soffitto mancano oggi della completezza data dal pavimento che in origine completava l'illusione grazie ai ciottoli di fiume "adagiati" alla base delle pareti.

Sorride con complicità il custode della sala alle nostre esclamazioni di stupore subito dopo l'ingresso dentro questo incredibile capolavoro del rinascimento.

 

Le sale del Palazzo

(Le foto delle sale sono state reperite sul web dato il solito stupido divieto alla fotografia vigente all'interno del palazzo)

 

Chiesa di San Sebastiano e Casa del Mantegna

 

Assolutamente soddisfatti dalla visita al Palazzo Te proseguiamo il nostro cammino alla volta del centro cittadino, ormai rassegnati ma anche non più preoccupati, alla presenza della fitta e gelida nebbia; quanto già meravigliosamente osservato vale il viaggio anche per la tranquillità con la quale lo abbiamo goduto vista la scarsa presenza turistica in loco.

Usciti dal parco del Palazzo ci incamminiamo per via Acerbi diretti verso il centro storico della città di lontane Etrusche origini, visibili alcuni monumenti che emergono dalla nebbia sui quali certamente spicca la casa del Mantegna, celebre pittore di fine '400 che a Mantova su invito dei Gonzaga, trascorse buona parte della sua vita fino alla morte avvenuta nel 1506; la nebbia intanto sembra liberare dal suo freddo abbraccio i monumenti ed i palazzi che mano a mano osserviamo durante il percorso ma la sensazione che si stia solo compattando più in alto è assolutamente persistente.

Sensazione che viene ampiamente confermata dai gestori del bar dove ci fermiamo per un caffè sicuramente certi della totale assenza del sole anche per questa giornata.

 

   Le vie cittadine

           

           

 

Piazza Mantegna e chiesa di Sant Andrea

 

       

 

       

 

               

 

PIAZZA DELLE ERBE

 

 

Una delle piazze principali di Mantova e di certo il suo cuore pulsante, Piazza delle Erbe è racchiusa da edifici che raccontano una lunga storia ad iniziare dalla Rotonda di san Lorenzo voluta da Matilde di Canossa nel 12° sec e seguita dal duecentesco palazzo della ragione affiancato dalla torre dell'orologio risalente al 1473 e dal palazzo del Podesta, oltre ad altri meravigliosi palazzi che delimitano il perimetro; suggestiva ed ammaliante ambientazione anche immersa nello spesso e lattiginoso velo che ancora ricopre la città, un sudario che sembra mostrare insperati segni di cedimento....

 

La Rotonda di San Lorenzo

 

 

Palazzo della Ragione e Torre dell'Orologio

 

      

 

               

 

Palazzo del Podestà

 

           

 

PIAZZA SORDELLO

 

 

Sotto lo sguardo velato di un pallidissimo sole che si riconosce dietro una nebbia meno convinta della sua consistenza, raggiungiamo la spettacolare ed ampia Piazza Sordello dove si affacciano appena velati dalla umida signora eccezionali monumenti come il Palazzo Ducale, il Duomo ed il Palazzo Bonacolsi, qui nel 1328 i Gonzaga presero il potere con un colpo di stato ed inziarono il loro lungo cammino nella storia della città.

 

   

 

 

Il Duomo (Primo passaggio)

 

   

 

Il Palazzo Ducale

 

               

 

   

 

Vagando ammaliati dal contesto che ci circonda percorriamo il loggiato del Palazzo Ducale per poi superare incuriositi la porta che si apre all'esterno della piazza verso il giardino retrostante il palazzo stesso; da qui superato il giardino ci addentriamo tra le mura di questo straordinario complesso architettonico armonizzatosi duranti i secoli iniziando dal primo impianto che vedeva il Palazzo in estensione decisamente ridotta rispetto a quella attuale e, sopratutto, non collegato al Castello di san Giorgio

 

               

 

Adesso il grigiore della nebbia ha perso tutta la sua consistenza ed il cielo assume la accattivante connotazione coloristica azzurra tipica di una giornata di sole, astro ora decisamente presente e ben deciso a fugare i residui umidi della nebbia adesso in rotta riscaldando al contempo le nostre provate membra, l'ora avanzata del primo pomeriggio fa comunque dubitare della stabilità di questo idilliaco stato, ben presto, siamo convinti, la nebbia avrà la sua rivincita.

Intanto ci godiamo il sole proseguendo la nostra passeggiata in un ottica diversa ed assolutamente insperata.