FRANCIA 2012: Castelli della Loira, Mont St Michel, Normandia e Digione - Classica con Brio

 

PROLOGO

 

A volte succede, non molto spesso ma succede; il viaggio è lo scopo principale, il mezzo è importante ma non fondamentale, non sempre.

Ed è importante per salvaguardare la magia che un viaggio può (o meno) regalare valutare in tal senso le possibilità con logica razionale e non con fanatismo o preclusioni.

E’ per questo motivo che ci troviamo ad affrontare i 1400 km che ci separano dalla nostra prima meta, “protetti” dall’intenso calore esterno che questa giornata di metà agosto stà regalando dall’abitacolo dell’auto e da un climatizzatore che fa fatica a respingere i 42° esterni ….. il giorno più caldo dell’anno.

 

           

 

Non avrebbe avuto nessun senso infatti affrontare il lungo trasferimento ed il conseguente rientro tutto autostradale in moto per godersi solamente quelle poche curve disponibili sui tracciati dei Castelli e della Normandia, oltre tutto avremmo dovuto lottare con l’insopportabile afa del giorno di partenza per molte ore ed abbigliati con tutte le protezioni del caso…. Fare ciò avrebbe significato iniziare la parte fondamentale del Viaggio già stanchi e demotivati dalla fatica e dalla lunga tortura….

 

       

 

Invece siamo qua piacevolmente cullati dal suono della radio e del climatizzatore, su strade poco trafficate nonostante il periodo e in comodissimo abbigliamento estivo, nel capiente bagagliaio dell’auto stivati generi di varia necessità e tutto ciò che serve per affrontare un eventuale soggiorno in campeggio nel caso si verificassero determinate condizioni o non trovassimo alloggio.

Fondamentale infine per una migliore soddisfazione nell’esplorazione del territorio Francese quanto intelligentemente aggiunto al bagaglio: Macchinetta, Caffè e fornello a gas restano indispensabili per sopperire ad una delle due “mancanze“ alle tante positività che la cultura transalpina è in grado di offrire; sopperire all’altra invece rimane decisamente impossibile…… il bidèt in auto non ci sta!!!

Circa mezz'ora di attesa ed abbandoniamo il territorio Italiano attraverso l'oneroso traforo del Monte Bianco, il costo eccessivo e l'irritazione derivata dal non poter acquistare il più economico biglietto di andata e ritorno, valido solo 7 giorni, fa germogliare nel mio cervello il primo embrione del tragitto di ritorno previsto tra 9 giorni.....

 
 
       
 

La tarda partenza ci impedisce di raggiungere in serata la zona dei Castelli della Loira, trascorriamo quindi la notte in un hotel lungo il percorso mentre fuori imperversa un violento temporale per poi riprendere il nostro viaggio con le prime luci del mattino sotto un beneaugurante cielo azzurro.

Ammaliati da un contesto famigliare anche se morfologicamente diverso, superiamo la suggestiva zona vinicola della Borgogna, per poi raggiungere nella tarda mattinata la nostra prima meta; un breve consulto e ci addentriamo all'interno di un accattivante campeggio dove, dopo poco meno di un ora, la nostra tenda dà bella mostra di se, adesso siamo pronti, la nostra esplorazione della zona può prendere il via. 

 
           

Un ampio quanto poco frequentato parcheggio a pagamento, uno dei tanti situato sulla strada, ci introduce al primo dei Castelli previsti dal nostro itinerario, pochi passi e siamo al cospetto della inconfondibile sagoma del Castello di Chambord, uno dei più grandi; emozionati sia per la bellezza del contesto che per il raggiungimento di una meta da tempo desiderata e da più parti mitizzata, iniziamo la visita dello stesso affrontando il ponte che supera lo stretto canale derivato dal fiume che costeggia il castello, sotto un cielo azzurro e meravigliosamente terso. 

 
CHAMBORD
 
   
 

Il castello, magnifica espressione rinascimentale, fu costruito tra il 1526 ed il 1547 sotto l'influenza del celebre Leonardo da Vinci emigrato in Francia al seguito di Francesco I; una presenza quella del genio toscano che ritroveremo ancora durante il nostro peregrinare lungo la valle patrimonio dell' Umanità in questi territori infatti Leonardo trascorse serenamente gli ultimi anni della sua straordinaria vita.

 
       
 
               
 
       

Superato il perimetro del castello rallentati dalla vista dell'imponente mole e dalle intricate linee che ne caratterizzano l'aspetto, raggiungiamo l'ingresso principale dove procediamo all'acquisto dei biglietti per la visita interna, apprendendo contemporaneamente, e con estremo piacere, che all'interno dello stesso è consentito fotografare anche se senza flash; condizione questa sempre meno riscontrabile in Italia dove ormai la logica sembra defunta e l'intelligenza estinta...

 
           
 
       
 
           

Coscienti dell' enorme potenziale turistico di queste zone, visitate da circa 5 milioni di visitatori l'anno, affrontiamo sorridenti la visita alle stanze interne accompagnati da un numero decisamente sopportabile di turisti, un affollamento relativo che non penalizza la suggestione della visita.

 
           
 
           
 
               
 
           
 
           
 
           
 
               
 
 
           

Alternando le visite alle stanze interne alla vista suggestiva sui profili esterni del castello, risaliamo utilizzando lo spettacolare scalone centrale a doppia elica realizzato su direttiva del Maestro da Vinci, fino ad arrivare sulla parte più alta del castello suggestivamente caratterizzata da torrioni e guglie di varia natura meravigliosamente rifinite ed esaltate, un luogo dove lo sguardo fatica a trovare respiro.

 

 

       
 
       
 
               
 
 
       
 
                   
 
               
 
               

Abbagliati dallo splendente sole amplificato dal riflesso sulle bianche mura, terminiamo la nostra esplorazione osservando dall'alto il vasto parco che si estende intorno al castello, è tempo di ridiscendere e continuare il nostro Viaggio alla volta della nostra successiva meta, prima che il sole tramonti all'orizzonte e la stanchezza di una intensa giornata presenti il suo conto.

 
 

           

 
 
CHEVERNY
 
       
 

Cheverny e l'omonimo castello non sono molto lontani, parcheggiata l'auto nel parcheggio semideserto più prossimo alla nostra meta, superiamo la biglietteria praticamente con l'ultimo "turno" utile, tra non molto infatti l'ingresso chiuderà.

Costruito a partire dal 1630 è sicuramente rinomato per la perfetta conservazione dei suoi arredi e dei suoi interni non immuni dall'influenza Rinascimentale che al tempo contagiò tutta la valle della Loira.

 
   
 
           
 
               
 
           
           
 
 
       
 
       
 
           

Osservare i ricchi arredi passeggiando praticamente in solitudine è fonte di assoluto piacere, preparati ad affrontare orde di vocianti turisti ci godiamo increduli la pace e la tranquillità che avvolgono le stanze del castello osservando rapiti quanto ci circonda e che non sempre potremo ritrovare.

 
           
 
           
 
           
 
               
 
       
 

Terminata la visita interna usciamo dalla parte posteriore del castello, sui giardini che si allungano verso la ex-serra detta "orangerie" (dove furono stivate molteplici opere d'arte compresa la Gioconda durante la Seconda Guerra Mondiale per proteggerle dai nazisti) incombono le ombre della ormai prossima sera, più tarda rispetto a quella patria.

 

       

 
           
 
           
 

Un ultimo sguardo al vasto giardino i cui colori vengono esaltati dal sole al tramonto e guadagniamo l'uscita dopo avere intravisto da una finestra un famoso personaggio francese sicuramente impegnato in una complicata indagine ed avere "goduto" di un improvvisato concerto di un gruppo di ottoni decisamente stonato oltre che poco coordinato.

Decisamente soddisfatti di questa prima giornata effettiva in terra di Francia riguadagniamo tranquillamente il nostro campeggio addentrandoci nei fitti boschi che contraddistinguono questa zona, le temperature da queste parti alla sera non sono particolarmente calde, meglio concedersi una tonificante doccia prima che sia tropo tardi e che il frizzante fresco della sera prenda il posto del piacevole tepore del pomeriggio.

 
           
 

La nostra prima giornata di vacanza sulle sponde della Loira giunge piacevolmente a conclusione, mentre la notte prende possesso di un terso cielo e lo punteggia magicamente di un numero talmente infinito di stelle da far girare la testa rendendo impossibile il distogliere lo sguardo, ci concediamo una romantica cena.... davanti alla nostra tenda!

Accompagnate da un ottima bottiglia di vino rosé autoctono, vettovaglie parimenti (e piacevolmente) indigene consolano le nostre affamate membra, salumi e formaggi spariscono velocemente alla vista per arrivare a concedersi infine al grido di "cosa vuoi di più dalla vita?" un buon Amaro Lucano anch'esso strategicamente "importato".

Soddisfatti nel corpo e nell'anima ci perdiamo un ultima volta lungo la bianca scia conosciuta come Via Lattea per poi scivolare stanchi ma soddisfatti all'interno dei nostri caldi sacchi a pelo.