IMPRINTING

 

Non sò se vale per tutte le moto, non so' neanche se alla fine ci sia qualcosa di vero oppure sia tutto il frutto di una mia illusione,

quello che 'e certo è che il crederci mi procura grandi emozioni.

E' vero il mezzo meccanico non e' un organismo vivente non si può pensare che si comporti come tale, ma e' anche evidente che il complicato assemblaggio di parti metalliche si avvale di una complessa sinergia che genera il movimento e che dipende da una miriade di infinitesimali fattori che sommati costituiscono il quello che si puo' denominare come il carattere di una moto.

Un tipo di guida piuttosto che un altro contribuisce al rafforzamento di determinate peculiarità a discapito di altre e questa selezione avviene in maniera determinante e definitiva nei primi chilometri che la moto percorre, evidenziare le caratteristiche piu' determinanti per il nostro tipo di guida contribuisce in modo assoluto ad aumentare il grado di soddisfazione durante la simbiotica guida.

Maia e' il nome dato alla mia terza Multistrada, moto che ha caratteristiche leggermente diverse rispetto a quelle di chi l'ha preceduta ma ne conserva i caratteri distintivi che mi hanno fatto preferire l'agile desmodromica alle sue dirette concorrenti.

La nera 1100 in versione S si distingue subito fin dal primo momento, e' la prima moto che acquisto che arriva a casa pulita sotto una fredda ma stellata sera di inizio autunno, pioggia ,e neve nel caso di Castalia, hanno sempre accompagnato le mie due ruote nel loro primo viaggio in mia compagnia,  la moto, inoltre, non avra' il tempo di sgranchire le sua ruote sulle tortuose ma rassicuranti strade di casa, il giorno successivo infatti, l'attendono piu' di 500 km di trasferimento autostradale  per trascorrere tre giorni in assetto turistico sulle assolate strade campane per poi ripercorrere i circa 500 km che ci separano da casa.

A seguito di questa particolare esperienza non vorrei che la giovane puledra si convincesse di essere un mezzo destinato ad un utilizzo prettamente turistico.........

       

 

L'aria e' tiepida, il cielo chiazzato di pallido azzurro tende al grigio tipico delle giornate autunnali, il desmo borbotta tranquillo mentre chiudo la zip del giubbotto, infilo i guanti imbottii e salgo in moto, il sordo clack del cambio segna l'inizio di questa particolare giornata tra le strade di casa a lei essenzialmente sconosciute.

In occasione del primo tagliando Maia ha subito una modifica dell' assetto originale, troppo "perfetto" e asettico per trasmettermi le necessarie sensazioni per la guida su strada ben diversa da quelle su pista, la nuova conformazione piu' caricata in avanti ed irrigidita restituisce la sensibilita' necessaria alla trasmissione nervosa tra macchina e uomo, adesso "tocco" l'asfalto.

La SS408 con le sue curve appare rapida davanti alle ruote di Maia che affronta i primi semicerchi trotterellando guardinga, l'asfalto asciutto e libero dai tipici prodotti autunnali invita ad allungare il passo, sorrido sotto il casco mentre la nera Ducati cade nella tentazione e spinta da una gioiosa ed infantile irruenza aumenta progressivamente i giri del motore che un uso sapiente del cambio mantiene intorno ai valori di coppia massima.

Il breve rettilineo ha il potere di illudere sulla capacita' di gestione delle notevoli risorse a disposizione e Maia arriva lunga all' appuntamento con la curva successiva, testarda nella sua valutazione prosegue nell'errore commettendone uno dietro l'altro mentre il comparto frenante e' costretto ad intervenire per restituire la moto alla giusta traiettoria laddove in una sequenza ottimale sarebbe invece compito della generosa coppia controbilanciare perfettamente forza centrifuga e centripeta.

Mi fermo sul ciglio della strada, abbiamo bisogno di una pausa per schiarire le idee, respiro a fondo l'aria frizzante di Novembre, l'autunno colora le dolci ondulazioni con una variabile infinita di toni, le viti esauste si vestono di gialli riflessi cangianti in quel arancio brunito testimone della conclusione del ciclo naturale.

Le chiome degli alberi fitte nelle isole boscose sparse sui pendii agitano sotto la leggera carezza del vento le mutevoli colorazioni del fogliame, il verde il giallo, l'arancio il marrone si rincorrono, si fondono, si distaccano in una silenziosa complessa danza, l'impressionistica tela si imprime indelebile nella mia memoria accanto a tante altre simili ma mai uguali nelle passate stagioni, nei trascorsi anni, ennesimo regalo di questa mutevole terra.

Chiudo gli occhi mentre inspiro a fondo l'aroma delle colline, l'odore dei boschi, di muschio, di terreno umido, di fogliame decaduto

si fonde in una irripetibile fragranza, un brivido risale la mia schiena, risalgo in sella, la sinfonia inizia sommessa.....

Maia ha riflettuto, studia attenta le prime curve, impara a sfruttare la sua coppia per tirarsi fuori dalla distorsione lineare, il contagiri oscilla leggero tra pochi numeri tra loro vicini, i freni guidano l'irruenza senza piu' limitarla , veloce, il ritmo aumenta senza irrazionalita', Maia ha capito, adesso e' consapevole, non aggredisce piu' le curve, ne valuta l'essenza e ne sfrutta le caratteristiche che assorbe durante la percorrenza per comprenderle, bene ma non ancora perfetta, la musica resta in sottofondo, non ci sono brividi, divertente ma non estasiante, il raggio di percorrenza e' ancora impercettibilmente irregolare cosi' scaricare la rabbiosa potenza a terra genera logico timore.

 

       

 

Una nuova sosta apparentemente inutile, ma so che non e' cosi', l'ambiente che circonda il nastro di asfalto non 'e ininfluente, alieno, al contrario condiziona le evoluzioni del grigio asfalto arresosi alla intransigenza dei verdi colli, costretto ad inconsuete evoluzioni laddove avrebbe desiderato correre rettilineo.

E' la comprensione di tutte le variabili che intervengono a consentire lo scatenarsi della assordante sinfonia e non il solo esame del bituminoso sentiero, risalgo in sella e sento che le qualcosa nel mezzo e' cambiato, Maia vibra leggera e determinata, la prima marcia scorre via sottile il motore pulsa corposo sotto di me, la prima curva scivola via precisa mentre il metallico animale armonizza le parti per affrontare la successiva variablie, veloce e dinamica serpeggia nei repentini cambi di direzione, adesso sento le curve, sento l' asfalto con le sue irregolarità  sento le variazioni di raggio sento......

Progressivaemnte il cervello abbandona la guida, l'istinto animale di Maia prende il sopravvento la sequenza armonica e' unica, infinita, senza errori senza sbavature, il ritmo aumenta la pressione dei pistoncini suglli argentei dischi accompagna la elegante massa nera dentro la curva abbandonandola nelle sicure braccia della possente coppia motrice finalmente libera di scaricarsi sulle gomme che spesso derapano vistosamente, la musica sale di intensita' , adesso e' assordante, Maia ha capito, e' finalmente Sinfonia.

 

La giornata volge al termine, la fase di imprinting e' iniziata, La Multistrada percorrera' spesso questa strade cosi come altre molto simili nella divertente variabilita' cercando di aumentare le innate caratteristiche di coppia motrice e di erogazione ai medi regimi senza preoccuparsi delle poco determinanti caratteristiche di velocita' assoluta.

Le luci della sera accompagnano il nostro rientro, il buio della notte abbraccia presto il paesaggio intorno a noi,

i piccoli borghi illuminati sulle circostanti vette collinari sembrano piccoli vascelli che navigano nel denso buio mare, un ultimo brivido mi attraversa, un lieve sorriso appare spontaneo sul mio volto mentre il rombo del motore accarezza deciso l'invisibile asfalto

 

 

 

Testo e foto di Gabriele "freevax"
Copyright © 2011 [I viaggi di Freevax]. Tutti i diritti riservati.

Vietata la riproduzione anche parziale del testo
Ultimo aggiornamento: 01-07-13.