Non ricordo da quanto tempo ci nuotavo dentro, i miei ricordi per quanto remoti non trascendono la sua presenza, avvolgente, impetuoso, spumeggiante, confortante, mi trasportava con alterna velocità e violenza, a volte lento e gonfio, altre rabbioso e ribollente, ma una cosa non cambiava mai: l’inestricabile abbraccio della acque, non potevo far altro che seguire la corrente, lasciarmi condurre senza resistenza verso nessun dove per un tempo indefinito determinato solo dalla fine della esistenza.
Non ero solo, eravamo tanti, e al rumore assordante delle irate acque si mescolava quello dei mille discorsi, delle incalcolabili parole, degli inutili concetti, suoni ai quali il rumore del fiume toglieva ogni più piccolo significato e ai quali, comunque, nessuno prestava attenzione; le acque intanto unificavano le nostre volontà, tutti diversi ma tutti inesorabilmente spinti verso un'unica direzione.
Ma qualcosa in me non andava nel verso giusto, il concetto di individualità che contemplavo da tempo non si raccordava con la massificazione di intenti che il Fiume ci consentiva, e con questa insoddisfazione che mi logorava l’anima cominciai a guardarmi intorno, la Corrente non poteva, non doveva,................. [LEGGI TUTTO]

 


 

E’ la strada, e’ il paesaggio, e’ il contesto non lo so’, ma ci sono dei momenti in cui tutto diventa ritmico, logico, appagante;Inizia come tante altre volte, parti per un piccolo giro,senza meta, senza percorso, magari stanco per la giornata, vai con tanti pensieri che ti annebbiano la mente, il motore borbotta sommesso, la strada si fa’ sempre piu’ tortuosa, via via che la citta’ si fa lontana, il paesaggio diventa cornice e la solitudine ti avvolge.

Non corri, non ne hai voglia, la prima curva ti coglie quasi impreparato, stacchi, scali, pieghi, acceleri, pensi a quello che fai a quello che “devi” fare, poi…… succede qualcosa, la mente si rilassa, curva dopo curva i pensieri si affievoliscono, scompaiono, i gesti diventano sempre piu’ automatici, istintivi, le curve diventano un binario, una dopo l’altra….

Non stacchi, non pieghi, non acceleri, sei “dentro” la curva, la fusione diventa sempre piu’ evidente, completa, carne con metallo, anima con acciaio, ragione con potenza, ed e’ allora in questa precisa situazione che “senti” il ritmo, l’ondeggiare coordinato del centauro , uomo e mezzo in armonica simbiosi, crea la base ............[LEGGI TUTTO]

 


 

 

Uno squarcio improvviso nel cielo nuvoloso, il sole penetra deciso ed illumina il verde splendido che ricopre le colline, abbagliante sfondo un azzurro terso che solo la pulizia della tempesta può regalare.
Un breve attimo, quanto basta.
L’aria profuma di nuovo, l’odore corre veloce nelle nari e raggiunge i polmoni, il tepore primaverile accarezza sensuale la pelle, il mai sopito animale istinto si risveglia imperioso, la grotta è un ambiente troppo ristretto, il piacere del gruppo famigliare non basta, non può bastare.
Non si possono imbrigliare gli istinti, non si può eliminare l’animale, non per sempre, non si deve.
Il brivido percorre la schiena, inarrestabile, l’essere smania con ogni sua cellula, il richiamo é irresistibile.
E’ tempo di tornare.
E’ tempo di tornare a far parte del mondo, è tempo di tornare a respirarne gli umori, di sentire il vento sul muso, di sentire le gocce ..............[LEGGI TUTTO]

 


 

 

L’aria normalmente inconsistente diventa improvvisamente densa, ogni più piccola cellula del corpo esulta mentre la forza di gravità allenta i suoi artigli, un attimo infinitesimale di paura avversa l’euforia che scuote l’animo, un istante indefinito prima che il terreno cessi di essere una incontrastabile forza di attrazione.

Distendo alla carezza del sole che trapela tra i rami degli alberi gli arti vigorosi quasi intorpiditi dal tempo in cui è stata negata la gioia, abbraccio l’aria che gonfia le ali e spinge verso l’alto continuando nella azione che mi ha portato qui, a risalire il cielo, coronamento di un sogno infinto.

Sposto le ali dolcemente carezzando le correnti e avvitandomi sopra quello che fino a poco prima era il mio unico destino, penso a quanto la riposta fosse stata sempre vicina, a quanto infine facile poteva essere raggiungere lo scopo conoscendo la strada giusta, 

Non è la tecnologia che mi ha liberato da giogo, o meglio, non solo, è la consapevolezza della costante che unisce l’universo la chiave del lucchetto............[LEGGI TUTTO]

 


Il sole splende raggiante appeso ad un cielo azzurro profondo nel quale nuotano pigramente poche soffici nuvole bianche, il profumo della primavera e del risveglio della natura riempiono gli avidi polmoni in lenta espansione mentre lo sguardo attento accarezza le cime sovrastanti che declinano svogliatamente verso la lontana valle, il silenzio in questo impercettibile palpito congelato in un istante apparentemente infinito regna supremo.
Spenta la fonte di vitale spinta e di conseguente rumore, la mente adesso è assoluta padrona disgiunta dal corpo, impossibilitato a seguirla fuori dal regolare flusso temporale.

Libera dai limitanti legami terreni vola leggera ed impalpabile sopra il panorama immobile alla ricerca dell’inizio del tempo, per ripercorrere un tracciato lungo ed impegnativo terminato qui al cospetto di tanta abbagliante magnificenza con una tranquillità di spirito animata dalla felicità e dalla consapevolezza di se stessa e della propria identità.

Un percorso biografico che non ha il sapore amaro della malinconia ma la solida consistenza della maturità.
Indietro, oltre le innumerevoli cime attraversate, oltre le nebbie che ricoprono le piatte ed infinite valli, oltre i valichi crogiolanti al sole, oltre le impervie salite funestate da ruvide tempeste e le discese afflitte dalla monotona monocromia dell’ inverno e dalla fredda sferzata del ghiaccio, oltre le stagioni
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Il vento, fuori dalle finestre, ha spazzato via la consistente presenza estiva, la densa afa fugge davanti alla volontà di Eolo, liberando dalla tremula coltre biancastra  i colori dell’estate. La natura rigogliosa del mese di luglio abbraccia gentile, senza un rancore che potrebbe apparire giusto, gli sparsi manufatti che la storia e la cultura umana le hanno imposto, il cielo azzurro contrasta il verde dei colli creando una immagine che se stampata apparirebbe troppo satura nei colori per essere reale. E’ l’ennesimo regalo di una estate delicata e tendenzialmente fresca, vanitosa musa che non ama nascondersi dietro le trasparenti vesti adottate dalle sue precedenti sorelle, ansiosa di essere ammirata.

Osservare tanta maestosa bellezza provoca in me un brivido di freddo sudore, una inarrestabile impazienza scuote il mio essere, il richiamo di sottile erotismo esercitato dalle nude membra della Dea non consente replica alla inutile volontà umana, sollevato dalle umane e ininfluenti incombenze abbandono il grigiore della stanze deputate alla creazione di una parvenza di scopo esistenziale per raggiungere le mie personali sirene .

Sono continui i brividi di eccitazione che attraversano il mio corpo durante il viaggio verso quella che rappresenta una delle più emozionanti espressioni del lavoro coniugato tra  natura e intervento umano e frequenti sono le soste per ammirare rapito un paesaggio talmente mutevole nel tempo che non cesserà  ..............[LEGGI TUTTO]

 


 

 

L’urlo del piccolo monocilindrico due tempi lacerava l’aria, ogni volta che l’assordante suono prodotto dalla dorata Proma diventava meno stridulo un rapido cambio di marcia riportava i decibel prodotti al limite della sopportabilità, la serie di curve in moderata pendenza non era il terreno ideale per il poco potente 125 cc che tentava di interpretarne la sinuosità, la ridotta potenza unita ad una coppia che le varie trasformazioni, utili alle “comparazioni” con le moto degli altri sedicenni, avevano spostato a regimi altissimi non consentivano medie velocistiche rilevanti.
Incapace di soddisfare le proprie emozioni sui lunghi rettilinei senza pendenza, l’adolescente guidava la sua Gilera Arizona sui tortuosi percorsi delle colline circostanti e delle pendici dei monti appenninici, erano gli anni d’oro della Parigi Dakar e la spiaggia di Dakar era uno stimolo ben più irresistibile di una bandiera a scacchi in una anonima pista, una volta trovata la propria ideale sistemazione sulla eretta posizione della leggera enduro e averne saggiate le caratteristiche sulle bianche
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Avrò percorso queste strade centinaia di volte, stavolta rischio di fare tardi, gli amici costieri mi aspettano a Bolgheri per le ore 12.00 e le foto del tratto finale delle Chiantigiane contrade mi hanno già rallentato abbastanza...  

La giornata però è troppo bella, il sole raggiante scalda la fredda aria di gennaio, deboli foschie si rifugiano impaurite nelle basse vallate che il sole, basso all'orizzonte non potrà raggiungere, i versanti della colline vestiti di giovani quanto deboli virgulti che sfidano impavidi il gelo invernale si saturano di innaturale verde ...............[LEGGI TUTTO]

 

 


 

 

PRIMAVERA

Il rombo profondo del motore scuote l’aria frizzante di un terso pomeriggio primaverile, il passaggio della moto in corsa disturba le agili rondini che danzano sul nastro di asfalto e coinvolge in un agile ballo i rossi papaveri sul ciglio della strada,
l’emozione che nasce nel ragazzo davanti alla sua moto e’ un brivido di intensa incertezza mentre una frenetica bramosia si impossessa dell’anima, occhi impazienti osservano mani giovani impugnare con noncuranza la chiave che apre la porta sul futuro.
Un fresco sbuffo di vento scompiglia i capelli ribelli sul volto imberbe, gesti acerbi indossano il fiammante giubbotto sul quale campeggia una rilucente scritta, la stridula voce della fanciulla richiama l’attenzione dello spensierato centauro, unico pensiero tra mille pensieri evanescenti, appena percettibile per un istante
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SVEGLIA
Grigio, stanza immobile e densa, suono insopportabile, rabbia, stanchezza, ansia, paura, fretta, rassegnazione nei gesti quotidiani nella lancinante routine, nello specchio esplode la consapevolezza del circolo vizioso, stessa vita, stessi gesti, oggi uguale a ieri, oggi uguale a domani, dopobarba colazione, abito, l’incontentabile e timoroso IO si veste dalla forza della paura e della inadeguatezza…………………………………………………………….
Azzurro, nella stanza danzano argentini raggi solari, il creato esplode al dolce suono del cinguettio di un volo di ali, felicità, emozione, gratitudine, gesti diversi che seguono la corsa delle emozioni, una finestra si spalanca all’ aria nuova, nello specchio la raggiante consapevolezza, oggi diverso da ieri diverso da domani,
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Non sò se vale per tutte le moto, non so' neanche se alla fine ci sia qualcosa di vero oppure sia tutto il frutto di una mia illusione,

quello che 'e certo è che il crederci mi procura grandi emozioni.

E' vero il mezzo meccanico non e' un organismo vivente non si può pensare che si comporti come tale, ma e' anche evidente che il complicato assemblaggio di parti metalliche si avvale di una complessa sinergia che genera il movimento e che dipende da una miriade di infinitesimali fattori che sommati costituiscono il quello che si puo' denominare come il carattere di una moto.

Un tipo di guida piuttosto che un altro contribuisce al rafforzamento di determinate peculiarità a discapito di altre e questa selezione avviene in maniera determinante e definitiva nei primi chilometri che la moto percorre, evidenziare le caratteristiche piu' determinanti per il nostro tipo di guida contribuisce in modo  ............[LEGGI TUTTO]

 


 

 

Ore 12 di un giorno di quelli in cui ti chiedi perche’ diavolo non sei rimasto a letto, con i nervi ormai a fior di pelle esco dall’ufficio e mi avvicino a Castalia, incurante del mio stato d’animo il profumo dell’aria mi colpisce come un diretto sul mento, sconcertato osservo stupito il cielo azzurro dove un sole splendente troneggia solitario scaldando le mie incredule membra.
Le dolci ma possenti vibrazioni della Multistrada mi strappano di dosso ogni residua remora di inquadramento sociale cancellando il normale concetto di pausa pranzo dalla mia confusa mente.
Imbocco la direzione opposta a quelle classica e dirigo, fuori dagli operosi centri industriali, verso la zona che piu’ di ogni altra mi fa’ sentire a casa, le verdi colline del Chianti dove il Gallo Nero regna sovrano, Castalia incredula di fronte a questa occasione borbotta soddisfatta sotto di me.
Finti i monotoni rettilinei dopo pochi chilometri la strada si attorciglia sempre piu’ iniziando il divertente saliscendi che la contraddistingue come un marchio DOC, e’ la giornata giusta e dopo poco “sento” la sinfonia che inizia a pervadere il mio essere, moto e anima sembrano fondersi in un'unica
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Passata e’ la tempesta………………… i temporali spogliano l’aria dalle vesti estive……
Ormai ci siamo, la bella stagione volge al termine, le giornate si accorciano, le temperature si abbassano i freschi indumenti traforati restano nell'armadio sostituiti da indumenti piu' protettivi, la moto inizia a capire che il tempo a lei dedicato potrebbe essere meno.....................
Invece e' proprio in questo periodo, forse ancora piu' che in primavera, che viaggiare in moto regala maggiori emozioni,qui nel regno del Gallo Nero, la natura si tinge di una varieta' una incredibile di colori che dal verde intenso sfumano fino al marrone esaltati dalla brina mattutina e dalla limpidezza dell'aria, il grigio nastro di asfalto ondeggia tra i colli con sfrontata naturalezza rivaleggiando con la rigide geometrie dei filari carichi di rotondi frutti pronti alla raccolta.
E’ nel cielo azzurro sfumato di rosa nel tardo pomeriggio che le emozioni trovano maggiore conforto, dalle verdi morbide colline si affacciano candide e rubiconde nuvole che, assorte, sembrano osservare la meravigliosa tavolozza di colori sottostante, la luna nel suo candido splendore solenne e silenziosa stempera
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Ormai non vi erano più dubbi,  la giornata dedicata alla scoperta dei profumi autunnali delle Terre Emerse stava prendendo una piega spiacevole, i freddi artigli della nebbia stavano per ghermire i colorati boschi, 

fino a quel momento pervasi dai raggi del tiepido sole di Novembre, stendendo su di loro il suo triste , grigio sudario.

Avevo lasciato presto, al mattino, il caldo e protettivo tepore della mia dimora per avventurarmi nei luoghi magici delle Terre Emerse che mostravano al sole tutto il loro splendore vestite dei variopinti panni di un atipico quanto tardo autunno, ed era mentre, gioioso come un bambino, percorrevo le tortuose strade delle affascinanti colline, che avevo realizzato quello che stava per accadere.

Le prime avvisaglie erano ben evidenti, i raggi del sole prima possenti attraverso il fogliame andavano adesso progressivamente  spegnendosi a causa ..........[LEGGI TUTTO].

 


 

 

Curiosita', una grande e profonda, quasi infantile curiosita', unita alla mia infinita voglia di sane emozioni, questo e' cio' che mi spinge in questo 21 Gennaio a percorre il tratto di strada che separa la mia casa da Visso nelle Marche, punto di salita ai freddi ed innevati Monti Sibillini.

Erano gia' alcune settimane, dopo che una Web-cam aveva attratto la mia attenzione ,che le morbide linee della conca di Piano Grande di Castelluccio di Norcia e i bianchi Sibillini esercitavano su di me un richiamo degno delle mitiche sirene, richiamo che, al contrario di Ulisse, avrei presto seguito.

Rimandata piu' volte l'escursione per motivi metereologici (freddo e neve rendevano pericolosa la percorrenza delle strade) avevo finalmente trovato in questo sabato le condizioni ottimali per tentare la salita ad uno dei luoghi piu' freddi d' Italia.

La scelta del mezzo e' quasi scontata, farlo in auto avrebbe la stessa componente emozionale di un documentario alla TV, la moto invece aggiunge una componente avventurosa al viaggio.

Una leggera risalita delle temperature minime in combinazione con una temporanea nuvolosita' che avrebbe impedito le ghiacciate notturne ............[LEGGI TUTTO].

 


 

Grigio, tutto intorno a me e’ grigio, l’aria puzza, e’ quasi irrespirabile, in centinaia ammorbano l’atmosfera inutilmente in coda, quotidianamente rassegnati, uguali nelle loro espressioni assenti, persi nella loro routine….. provo un brivido di paura mista a sgomento, i sensi sono all’erta, al massimo, nella loro rassegnazione sono pericolosi, disattenti, incapaci di capire il potenziale danno che la loro superficialita’ puo’ provocare, diventano rabbiosi quando messi di fronte al fatto compiuto, irrazionali, nervosi, quasi alieni…..
Eravamo tanti prima che le condizioni di questa grigia giungla diventassero insostenibili, adesso i pochi sopravvissuti attraversano velocemente questi luoghi, nervosamente, rabbiosamente, ruggire contro gli attacchi accennare una reazione per poi fuggire di fronte alla incoerente reazione dell’aggressore… fuggire, abbiamo rinunciato anche alla dignita’, non siamo accettati, siamo odiati, siamo fuori dagli schemi, siamo diversi…ci attaccano, alcuni di noi sono diventati come loro, irrazionali rabbiosi e si fanno usare, alimentano la rabbia, il rancore, sono come noi, come me, ma contemporaneamente non sono come me, come noi, hanno lo sguardo sempre
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Lo scrambler........... ricordo che da ragazzino vedevo spesso passare uno scrambler giallo pilotato da un signore gia' anziano borbottando per le vie del paese e ricordo anche quanto la cosa mi suscitasse curiosita' ed emozione forse presagio di quanto il tipo di moto poi evolutosi diventasse importante nella mia vita o forse e’ stato uno di quei piccoli, determinanti eventi che condizionano la crescita e che poi mi hanno fatto diventare quello che sono.
Il tempo inesorabile passava e mentre io crescevo e diventavo sempre piu’ consapevole della mia passione lui , pur continuando a guidare felice la sua scoppiettante moto, invecchiava progressivamente e la gialla Ducati appariva sempre piu’ grande nelle sue mani.
Le sue apparizioni divennero sempre piu’ rare ma in quei brevi istanti potevi leggere nei suoi occhi la gioia di vivere, la felicita’ che quei brevi viaggi davano alla sua anima, strappandolo alla pesantezza della eta’ che lo minava sempre di piu’ costringendolo infine, sempre piu' ingobbito e piccolo sulla moto ormai
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E' una serata magica, freddo, il fiato si condensa rischiarato dalla luna, splendida irraggiungibile testimone dell'eternita',fuga le tenebre e mostra paesaggi fatati altrimenti sconosciuti ai nostri sensi imperfetti.
Silenzio, tutto sembra immobile, bandito, sacrilego ogni rumore; si rilassano i muscoli, si scaricano le tensioni, quanto sembrano futili e assurde tutte le umane questioni.... no, cancello, nessun pensiero, nessuna riflessione ,nessun movimento, mi lascio accarezzare dalla magia, ancora di piu', vorrei essere parte del tutto senza tempo, spazio, luogo, permettere al mio io di liberarsi dai mortali legami che lo inchiodano alla sofferente realta' e innalzarsi ,fino alla comprensione del tutto finalmente libero.
Apro gli occhi,Lei e' ancora li e mi guarda , era li' prima ancora che qualcuno potesse guardarla, sara' ancora li' quando neanche la polvere restera'
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Sono le 18.30 , seduto in ufficio, guardo fuori dalla finestra la splendida giornata e un idea mi attraversa la mente, perche’ no? Faccio una telefonata e tutto e’ concordato.

Alle 19.00 esco e monto in moto, l’aria e’ calda piu’ di quanto ci si aspetti in questo mese, ma ormai e’ meglio non aspettarsi nulla ma prendere quello che viene, quindi via parto e attraverso il caos del rientro serale (anche nei piccoli centri del valdarno!!) e mi immetto nella Chiantigiana, comincio ad assaporare la cosa, ma ancora e’ normale, la percorro tutti i giorni, arrivo a Caviglia (piccolo paese collinare) dove abito e il cartello “la porta del Chianti” mi saluta, ma stavolta non mi fermo, si prosegue diritto verso il cuore del chianti, la strada si snoda morbida alternando tratti illuminati dal sole a zone protette dalle fronde dei rami, il motore borbotta sommesso, sfrutto il tiro del twin e mi godo l’alternanza senza fine di curve mentre lo sguardo si posa sui dolci rilievi collinari, nonostante li conosca da sempre non mi stanchero’ mai di assaporarli.

L’aria e’ ancora calda ma in alcune zone si sente il cambio di temperatura e un brivido percorre la pelle, penso al giubbotto nel bauletto ............[LEGGI TUTTO].

 


 

 

Non potevo continuare, troppe volte avevo dimenticato quello che stavo facendo perso nella contemplazione delle dolci ondulazioni, dovevo fermarmi.

Ogni rumore cessa improvvisamente non appena giro la chiave nel blocchetto cosi’ come la sensazione gelida dell’aria si allontana velocemente dal mio corpo, adesso il silenzio e’ signore assoluto, brevi quanto leggere brezze carezzano la mia pelle nei pochi lembi scoperti al sole appena tiepido.

Lo sguardo segue trepidante le colline delle Crete non piu’ asettiche e brulle come alcune settimane fa’, adesso il tremulo verde delle neonate pianticelle stempera il triste marrone delle rivoltate zolle, muto testimone dell’inverno che ormai si avvia alla conclusione, necessario passaggio dal letargo che ha preso inizio in autunno alla rinascita della primavera.

Adesso la logica si attenua, e’ l’anima che si scuote, un brivido percorre la schiena la tiepida aria si insinua nei miei capelli con una folata di vento, non e’ piu’ solo lo sguardo che corre lontano ondeggiando sulle verdi ondulazioni ma e’ una parte di me che sembra voler sfiorare le verdi tremule pianticelle come il soffio di ............[LEGGI TUTTO].

 

 


 

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