Quanti ricordi quando percorro questa strada, ricordi di un emozionato ragazzino che in sella al suo 50 cc comincia ad assaporare le prime curve, le prime escursioni con a fianco un paesaggio, i primi tramonti d'estate in sella ad una due ruote.

Setteponti scuola di vita, maestra di un modo di andare che mi ha condizionato positivamente per tutta la vita: le sue curve strette, spesso cieche con al centro della traiettoria l'imprevisto, con il muretto di contenimento dei campi che improvviso, in curva si allarga, sulla strada costringendoti ad uscire di traiettoria, e poi le strade laterali che spesso vomitavano trattori, lenti triruote Piaggio o semplicemente la anziana coppia in gita, mi hanno fatto capire fin da subito che l'imponderabile e' sempre in agguato e che tanto si puo' fare con una guida accorta e responsabile e allo stesso tempo veloce...ma questo ve lo spiego in altra sezione!!

 

Il viaggio prende il via da Arezzo e si dirige verso Quarrata, da dove inizia la SP1 procedendo fino a Ponte a Buriano dove si puo' ammirare il ponte romanico del 13°secolo che alcuni studiosi affermano essere rappresentato sullo sfondo della Gioconda di Leonardo da Vinci

 

           

 

PONTE A BURIANO

       

Qui il fiume Arno forma un lago rallentato nella sua corsa dalla diga di Laterina piu' a valle.

   

CASTIGLION FIBOCCHI

       

           

Oltrepassato Castiglion Fibocchi sulla destra si presenta il bivio per Talla, questa strada conduce tortuosamente fino al casentino nei pressi di Rassina.

L'asfalto non e' perfetto ma il divertimento non manca, raggiunto il valico torniamo indietro, raggiungeremo il Casentino in altra occasione.

 

           

Passo della CROCINA 672 mt 

           

In localita' san Giustino seguiamo le indicazioni per IL BORRO grazioso paesino completamente ristrutturato, in passato dimora insieme alla tenuta dei Savoia adesso passata alla famiglia Ferragamo.

IL BORRO

           

           

(scopri IL BORRO nel silenzio della notte)

CAMPOGIALLI

   

Le deviazioni continue sul nostro tragitto ci fanno scoprire piccoli centri abitati dove il tempo sembra essersi fermato

PIEVE DI GROPINA

           

       

Costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscana. Già ricordata nel 774,
nel sottochiesa si trovano i resti di una prima chiesa (V-VI sec.) e di una seconda a due navate (VIII-IX sec.). La chiesa, che ha un impianto basilicale con abside semicircolare, esternamente presenta decorazioni solo nell'abside, dove compare un motivo di arcate cieche spartite da lesene. La decorazione interna è particolarmente ricca: di grande interesse un ambone scolpito con figure zoomorfe e motivi geometrizzanti. Il programma iconografico dei capitelli è una vera "enciclopedia sacra" con evidente intento didascalico: vi sono raffigurate infatti scene tratte dall'Antico e Nuovo Testamento

Da non mancare la vistita a Loro Ciuffenna ed alla pieve di Gropina nelle sue vicinanze, da qui' si puo' seguire la strada che conduce alla vetta del PRATOMAGNO

LORO CIUFFENNA

           

MONTEMARCIANO

 PIANTRAVIGNE

 CASTELFRANCO DI SOPRA

 

       

Caratteristiche le Balze intorno al paese di Castelfranco di sopra, superato il quale oltrepassiamo anche Piandisco' fino ad arrivare a Reggello dove la nostra SP1 va' a finire

PIANDISCO'

REGGELLO

PIEVE DI SAN PIETRO A CASCIA

E' una tra le più interessanti pievi valdarnesi per la qualità delle sculture e per l'impianto architettonico romanico, riferibile al tardo XII sec. La facciata, decorata con arcatelle, è preceduta da un portico a quattro arcate, con colonne e capitelli classicheggianti. All'interno, le tre navate sono divise da colonne monolitiche, cui fa eccezione, nella penultima campata, la presenza di pilastri quadrangolari; a conclusione è una sola grande abside semicircolare. Tra le opere d'arte la "Madonna in trono con il Bambino, angeli adoranti e santi", noto anche come il "Trittico di San Giovenale", del Masaccio (1422); la "Madonna col Bambino e santi" di ambito ghirlandaiesco; l'affresco staccato con l' "Annunciazione" di Mariotto di Cristofano.