Pedemontana - Alle falde del Pratomagno

 

Ridiscendendo dalla Rocca prima di tornare sulla direttrice principale che conduce verso la cresta montana arriviamo ad un bivio che indirizza verso Poggio di Loro, ennesima manifestazione di un passato rurale in rapida rinascita, come dimostrano i numerosi cantieri di ristrutturazione presenti nel paese.

 

POGGIO DI LORO

 

               

 

                   

 

 

                   

 

Anche questo borgo non si sottrae all'attraversamento degli onnipresenti sentieri CAI che collegano le varie località montane, cosi come al silenzio e alla tranquillità ormai costante durante questo nostro viaggio.

 

       

 

               

 

Fermarsi anche durante i brevi spostamenti sembra quasi assurdo ma in questo contesto filosofico ogni più piccola curiosità appare irinunciabile, dal continuo cambiamento di luce sulle pendici dei monti, ai filari di spoglie viti che improvvisamente si animano di lunghe e balzanti orecchie disturbate dalla mia presenza, ad un albero carico di bianchi incontaminati fiori

 

               

 

           

 

Percorro pochi metri una volta ripreso il cammino verso le cime montuose, una indicazione per una pieve mai notata prima di adesso ferma la mia corsa, ennesima e definitiva conferma del diverso livello di attenzione e del mutato contesto temporale nel quale mi stò muovendo. Il sentiero che scende verso il torrente e' ricoperto dalla vegetazione così come il vecchio ponte di pietra quasi invisibile che mi permette di attraversare le argentine acque

 

SANTA LUCIA A SAGONA

 

               

 

       

 

E' un senso di disagio misto a profonda tristezza quello che mi assale mentre percorro lo stretto sentiero che segue il perimetro della chiesa, assalita dalle erbacce e minata nelle fondamenta dalla erosione che la farà scivolare verso il rovinoso epilogo nel letto del torrente, la pieve pare silenziosamente rassegnata al suo triste destino, abbandonata da chi ha trasferito in valle oltre alla vita anche la stessa fede. Ancora più tristemente mi dolgo della incuria moderna che abbandona la suo destino un pezzo piccolo ma importante della nostra storia e di questo delimitato universo, senza prendere in considerazione il valore turistico di una antica costruzione inserita in un contesto così suggestivo  

 

               

 

Vi si giunge attraversando un vecchio e suggestivo ponte in pietra coperto di vegetazione. Il sentiero inizia poco prima della deviazione per San Clemente in Valle. La porta della chiesa, rivolta ad occidente, si trova praticamente a strapiombo su un dirupo. Sulla facciata si aprono due finestre ovali chiuse da una grata. All’interno il piccolo edificio conserva, nell’abiside, un affresco raffigurante la Madonna in trono che allatta il Bambino con alla sua destra S. Lucia e dall’altra parte S. Sebastiano. Sul catino absidale il Padreterno mostra un libro aperto con l’Alfa e l’Omega. Per quanto deteriorata la cornice che delimita il catino absidale reca ancora leggibile la scritta: “Ano-_ni MCCCCLXXXX”, un “Anno Domini 1490”, probabile data della realizzazione dell’affresco. La chiesetta porta però i segni di interventi settecenteschi ed anche successivi

 

           

 

Un tiepido raggio di sole che illumina improvviso il bosco scaccia via i miei tristi pensieri riscaldandomi l'anima, intorno a me incurante delle mie emozioni la natura continua imperterrita il suo corso, così come ha fatto prima del nostro arrivo su questo pianeta e così come, molto probabilmente, farà quando noi non ci saremo più.

 

FLORA

 

   

Mi scuoto deciso dai pensieri che profondi mi legano a questi luoghi, e' tempo di rientro, il periodo a me oggi concesso e giunto al termine, già, per la terza volta questa settimana ho dedicato le mie due ore di pausa pranzo alla esplorazione dei territori limitrofi in un raggio di azione di pochi chilometri, riuscendo a raccogliere materiale fotografico e culturale in una quantità spesso non raggiunta in esplorazioni ben più complesse e di ben diversa estensione chilometrica. Ancor più oggi comprendo, come ho avuto modo di maturare in questi lunghi anni di viaggio, quanto la dimensione temporale sia importante ma anche quanto essa sia modificabile in funzione del mio modo di viverla ed adattabile alle mie emozionali esigenze.