

Dalla Pieve continuo il precorso che conduce verso la vetta del Pratomagno, abbandonata Loro Ciuffenna la stretta strada serpeggia tra campi coltivati a vigneto o olivo prima che il bosco prenda definitivo possesso della terra, abbandono la direttrice principale al primo bivio sulla destra che trovo, seguendo le indicazioni per Gorgiti e Rocca Ricciarda, dopo un centinaio di metri un ponte sovrasta il torrente che forma piccole cascate alimentate dalle piogge dei giorni precedenti e piccole pozze, il ricordo piacevole e stranamente non doloroso, dei quattordicenni che sguazzavano nelle gelide acque mi assale prepotente mentre fermo la corsa del mio mezzo. Dal ponte un agile sentiero ben tracciato risale dalla valle per congiungersi con gli innumerevoli sentieri CAI che si perdono tra i boschi montani.
TORRENTE
Di nuovo in viaggio e ancora una volta per pochissimi minuti, quelli che mi separano dalla prossime due mete e la loro veloce esplorazione, velocità causata più dalla ridottissima estensione di borghi che da una superficiale fretta
GORGITI
MODINE
ROCCA RICCIARDA
La strada in lenta risalita termina infine, almeno dal punto di vista motoristico tradizionale alle porte di un borgo assolutamente particolare e suggestivo, perfettamente restaurata in termini praticamente originali Rocca Ricciarda resta dedicata d una presenza umana legata al territorio e non strettamente turistica come invece si può osservare in tanti borghi simili magari sul versante opposto della valle scavata dal fiume Arno, anche questa frazione montana e' ovviamente attraversata da numerosi sentieri escursionistici che conducono alla scoperta dei segreti più intimi di questa montagna
Come già assaporato precedentemente in luoghi similari, il silenzio e la tranquillità dominano su questi luoghi e il senso di rilassatezza che inducono in noi visitatori attenti e' assolutamente potente, osservare nuovamente la valle da un verde spiazzo erboso sul quale riposa da secoli una piccola chiesetta è una emozione indescrivibile
360°
La rocca una volta conosciuta come Castello della Rocca di Guicciardo e' stata importante roccaforte intorno all'anno 1000 con funzione di dogana tra il Valdarno e il Casentino oltre ad essere un importante crocevia di scambio tra Valdarno, Casentino, Arezzo e Firenze.
Rocca Ricciarda probabilmente deve il suo nome alla rocca granitica che la sovrasta e in vetta alla quale e possibile facilmente arrivare grazie ad una scaletta metallica, oltre ai tetti della case sospesi tra tradizione ed innovazione e' possibile osservare la lontana valle e le pendici del Pratomagno, solitaria appendice appenninica che divide Valdarno e Casentino
Sulla vetta della cima più alta a 1591 mt la Croce del Pratomagno svetta indomita tra le ultime lingue di neve
Poco lontano dalla Rocca, durante il viaggio di ritorno, un gorgogliante torrente gonfio di acqua frutto delle abbondanti nevicate dei passati mesi, uno dei tanti corsi d'acqua che ridiscendono il monte per poi unirsi poco più a valle nel Ciuffenna attira la mia attenzione , giocando tra tempo e distanza l'obbiettivo della reflex tenta di catturare altri aspetti della mutevole forma dell'acqua

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