Non è certo la prima volta che il periplo del Monte Argentario diventa l'oggetto delle mie escursioni, è la prima volta invece che tale itinerario viene effettuato con le prime luci del mattino grazie alla prospiciente collocazione feriale che mi ha consentito di arrivare a Orbetello, punto di partenza del mio viaggio odierno, pochi minuti dopo il sorgere del sole.

 

           

 

Le Fortificazioni di Porto Ercole

 

       

 

Orbetello

 

       

Orbetello rappresenta l'accesso percorribile più a sud per affrontare l'isola mancata dell'Argentario, il meridionale tombolo della Feniglia non è infatti aperto al traffico, prevedendo un rientro a nord attraverso il tombolo della Giannella e la successiva immissione in Aurelia nei pressi di Albinia.

Il breve rettilineo asfaltato che congiunge l'Argentario alla terraferma consente una bella visuale sulla laguna ma anche sulle fortificazioni che difendevano Porto Ercole, oltre alle merlature dislocate nelle immediate vicinanze della cittadina tocca al Forte Spagnolo e al Forte Stella richiamare l'attenzione. 

           

           

Il Forte Stella

       

Se per il forte Stella, costruita dagli spagnoli nella  seconda metà del '500 per scopi difensivi,  è troppo presto per una visita possibile solo dopo le ore 09.00, per esplorare il fortezza Spagnola occorre una apposita autorizzazione concessa senza difficoltà, mi dicono, dagli uffici comunali per orari che vanno, come recita una targa apposta all'esterno:

 

Tutti i giorni escluso il pomeriggio della domenica e dei festivi,

dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 al tramonto dal 1 aprile al 20 dicembre;

dalle 10 alle 13,30 e dalle ore 15,30 al tramonto dal 21 dicembre al 31 marzo.

L'ingresso è consentito fino a mezz'ora prima della chiusura.

           

La Rocca Spagnola (Aldobrandesca)

       

La rocca Aldobrandesca o Spagnola fu ampliata dalla famiglia dominate le zone Maremmane intorno al 1200 su di una base preesistente di origine medievale, passata sotto il dominio Senese nel '400 fu ristrutturata in quello che sarebbe divenuto il suo aspetto definitivo, nella seconda metà del 500 sotto il dominio Spagnolo divenne uno dei cardini del sistema difensivo dei presidi del quale anche Forte Stella faceva parte.

Nell'800 diventa per breve tempo proprietà del Granducato di Toscana per il quale esercita caratteristiche difensive fino ad entrare a fare parte, successivamente, del Regno d'Italia.

               

           

           

           

Lo sterrato che inizia poco dopo la fortezza non è facilmente percorribile, in alcuni tratti si rallenta in maniera vistosa per superare ostacoli difficoltosi generati dalle piogge e dalla incuria umana, meglio non esagerare quindi affrontandolo con mezzi non proprio idonei o a pieno carico.

Non è facile nemmeno capire quanto di realmente legale ci sia nel cartello che vieta la percorrenza del tratto sterrato in nome di un non ben definito consorzio di gestione privato, ma in questa particolare zona della Maremma e della Toscana non è ben chiaro quali siano le leggi che ne regolamentano le concessioni edilizie, in una evidentemente eccessiva proliferazione cementizia che non sembra coerente ne con il prezioso ambiente dell'Argentario ne con le norme che regolano tutto il resto della penisola......bè diciamo che "dovrebbero" regolare il resto della penisola.

           

           

Certo è che nella "civile" Toscana certi sospetti e paradossi lasciano l'amaro in bocca, come le annosa diatriba sulla chiusura degli accessi pubblici al mare da parte di ipoetici proprietari terrieri che legalmente non sembra abbiano gli elementi per farlo, ma lasciamo il compito di stabilire quale sia la verità a chi è pagato per farlo, le nostre illazioni lasciano il tempo che trovano mancando il quadro completo della situazione, certo è che che la gestione delle concessioni edilizie in questo paradiso naturale non ci trova assolutamente d'accordo, anche se una riflessione visualizzando il problema da un altro punto di vista porta ad immaginare ben altri orrori, troppe volte consequenziali ad un abominevole sfruttamento turistico delle meravigliose zone della nostra penisola.

       

           

Il percorso che lambisce ville di varia natura ed estensione offre un panorama fantastico sulle scogliere sottostanti e sulla conformazione del promontorio, punteggiato da antiche torri di avvistamento

         

       

           

           

       

           

Lo sterrato si addolcisce progressivamente seguendo la conformazione costiera del promontorio, la luce del sole sempre più presente sulla costa a picco sul mare crea bellissimi giochi di luce e di ombre ai quali solo una visione sul posto può rendere piena giustizia, grazie anche alla presenza di altri fattori sensoriali come profumi o brezze leggere che carezzano la pelle che nessuna fotografia è in grado nemmeno lontanamente di replicare.

           

       

           

           

La lingua di asfalto che si sostituisce alla polverosa mulattiera segna il ritorno alla gestione comunale del percorso e alla imminente fine del nostro breve viaggio, il panorama sottostante non accenna a ridurre i motivi di interesse, almeno fino a quando alle rocce scoscese e al verde della macchia mediterranea non si sostituiscono i colori e le geometrie regolari di Porto Santo Stefano, strategico punto di partenza per l'isola del Giglio e le altre isole dell'arcipelago Toscano.

           

   

           

           

           

           

Porto S. Stefano

           

           

Il sole si erge trionfante sull'arcipelago Toscano e sulle terre di Maremma mentre l'inteso flusso turistico tipico della zona interessa la direzione inversa alla mia, il Tombolo della Giannella mi permette il veloce attraversamento della laguna di Orbetello e il ricongiungimento alla caotica Aurelia, ancora pochi minuti e sarò piacevolmente immerso nel fresco salmastro delle acque del Tirreno.