Molti anni sono trascorsi dall’ultima volta che ho potuto godere delle emozioni che una delle piu’ belle isole dell’arcipelago Toscano e’ in grado di regalare, ogni primavera veniva rinnovata la promessa ma poi per vari motivi l’appuntamento con questa piccola perla, paradossalmente troppo vicina e contemporaneamente troppo lontana, veniva rimandato.

Finalmente in un fine settimana di meta’ maggio raggiungiamo, in un caldo e assolato primo pomeriggio, il porto di Santo Stefano sull’Argentario, poco dopo, disbrigate le pratiche di imbarco, le due Ducati riposano tranquille e saldamente assicurate sul ponte del traghetto

 

       

 

La breve traversata di circa un ora permette di ammirare le ripide coste del monte Argentario (dove una cementificazione ad oggi ancora poco chiara ha sporcato di grigio la verde macchia mediterranea ed i fitti boschi) che terminano a picco su di un mare blu cobalto, poche le spiagge spesso private o irraggiungibili via terra che possono offrire soluzione di continuità a questo per niente monotono contesto.

 

               

 

Sotto la sapiente scorta di molti gabbiani “addestrati” da turisti che alleviano loro la naturale fatica di cibarsi, il traghetto entra nel porto di Giglio Porto, il blu intenso del mare si stempera progressivamente in tutte le sfumature dell’ azzurro fino ad una trasparenza quasi incredibile per le acque tirreniche, le piccole case colorate che cingono il porto si specchiano vanitose nelle acque sottostanti ben consapevoli della loro suggestiva ma complessiva bellezza.

 

       

 

       

 

Il periodo di fine primavera , (maggio\giugno) e’ il piu’ adatto per vistare questi luoghi, l’aria tersa e frizzante esalta quello che sembra un meraviglioso acquarello che avvolge il tutto intorno a noi , la moltitudine di colori che la natura nel suo periodo di massima esaltazione e’ in grado di offrire risulta quasi incomprensibile alla analisi delle risorse oculari e mentali umane, le emozioni sopperiscono alle limitate risorse della razionalità.

 

               

 

Dal colorato e talmente poco frequentato porto da sembrare autentico ci dirigiamo verso Campese, lunga sabbiosa mezzaluna sulla parte opposta dell’isola dove la speculazione immobiliare turistica ha realizzato numerosi residence ed alberghi che conferiscono al luogo una immagine troppo simile a quella di tante altre localita’ turistiche, la scarsa presenza di turisti permette comunque di respirare una atmosfera ancora sincera.

 

CAMPESE

 

           

 

       

 

La giornata sta’ per volgere al termine, il sole sta’ per tuffarsi nello splendido mare scaldando con i suoi ultimi raggi i colori dell’isola, decidiamo di alloggiare a poche centinaia di metri dal centro del paese, le camere sono dignitose e il prezzo e’ buono, manca la televisione ma la terrazza con vista sul mare ricompensa ci abbondantemente della mancanza!!

 

       

 

Dopo la doccia di rito e un minuto di rilassamento in contemplazione del panorama scendiamo a piedi verso il paese, l’albergatore ci ha consigliato il ristorante per la cena ma ancora e’ presto, un aperitivo seduti davanti alla spiaggia mentre il sole sparisce all’orizzonte e’ una emozione assolutamente impagabile.

 

       

 

Il Ristorante si rivela un ottimo consiglio, la qualita’ e’ ottima (il polpo alla griglia consigliato come antipasto  fa’ gridare al miracolo) il prezzo medio alto, una passeggiata al chiaro di stelle nella pace e tranquillita’ di questa tiepida serata di meta’ maggio,conclude la nostra giornata.

Dopo un alba piuttosto nuvolosa il sole splendente ripulisce l’azzurro da qualsiasi dubbio, il cielo nella prima mattinata si presenta terso e le temperature ben piu’ gradevoli della giornata precedente.

 

       

 

   

 

       

 

       

 

Lasciato Campese ci dirigiamo verso il borgo di Giglio Castello, la breve strada si arrampica verso la vetta con piacevoli ondulazioni, l’asfalto per essere quello di un isola e’ decisamente buono, attorno a noi la natura esplode con i suoi incredibili colori, il profumo della macchia mediterranea in piena fioritura e’ indescrivibile, tante le soste per ammirare il suggestivo panorama, sotto di noi il verde dei prati si tuffa festoso nel blu cobalto del mare.

 

       

 

           

 

       

 

           

 

GIGLIO CASTELLO

 

Giglio Castello e’ un caratteristico borgo medievale fortificato per difendersi dagli assalti dei nemici che spesso arrivavano dal mare, le strade del paese si snodano strettissime in incomprensibili evoluzioni nel tentativo di confondere eventuali assalitori, poche le persone che si aggirano per i vicoli, un indigeno ci saluta sorridente: “siete i primi turisti quest’anno”, la bellezza del luogo e’ emozionante in quanto autentica.

 

       

 

           

 

           

 

           

 

       

 

           

 

Nel primissimo pomeriggio anche la carne reclama attenzione, seguendo le preziose indicazioni delle nostre fidate guide cartacee ci sediamo ad un tavolo di un ristorante praticamente deserto, stavolta la qualita’ delle portate e’ decisamente superba ed il prezzo finale risulta decisamente buono!!!

 

           

 

       

 

           

 

Per aiutare la digestione e smaltire gli eccessi alcolici percorriamo il perimetro esterno delle mura osservando con un pizzico di invidia le evoluzioni dei gabbiani che giocano divertiti con le correnti d’aria, immersi nel blu profondo del cielo sottolineato da soffici sbuffi bianchi all’orizzonte.

 

       

 

           

 

   

 

       

 

Il tempo scorre tiranno e tra poche ore dovremo imbarcarci per il ritorno, una breve sosta su di una spiaggetta per un bagno di sole e’ il programma previsto, le indicazioni per Cala dell’Arenella sembrano fare al caso nostro.

 

           

 

       

 

Ammiriamo con piacevole stupore la piccola caletta raggiunta tramite una stretta strada, l’illusione di trovarsi ai tropici e assoluta, il mare trasparente vela di blu il fondale, una leggera increspatura della superficie dona movimento ad un panorama altrimenti immobile, alcuni gabbiani indugiano al sole posati sugli scogli, 

 

      

 

       

 

       

 

       

 

           

 

       

 

Il piccolo parcheggio in grado di accogliere non piu’ di tre auto è deserto, immaginando l’assalto che dovra’ subire tra pochi mesi sorrido, una determinazione intanto cresce dentro me, l’acqua e’ troppo invitante per resistere, incurante del gelido abbraccio mi tuffo nel blu per una breve ma tonificante nuotata  che simbolicamente apre la stagione estiva.

Come sempre succede tutto cio’ che inizia ha sempre una fine, e anche questa breve vacanza non e’da meno, non c’e tristezza nei nostri occhi mentre imbarcate le moto il traghetto lascia il colorato porto, abbiamo trascorso due giorni rilassanti densi di emozioni, nei nostri cuori non c’e’ posto per nient’altro che la felicita.

 

           

 

       

 


 

AMARCORD

 

Una foto di tanti anni fa' e bei ricordi, questo e' tutto quello che mi e' rimasto di una delle piu' belle isole dell'arcipelago Toscano, quanto di piu' vicino ai paradisi caraibici si possa trovare in Italia, splendide acque cristalline circondano la piccola isola raggiungibile in poco meno di un ora di traghetto da Porto S. Stefano (GR)

Mi sono ripromesso piu' volte di tornare .............. un giorno............chissa' ?

 

Correva l'anno 1992        Gabriele Suzuki djebel 600