Un viaggio breve, brevissimo, eppure anche nella breve distanza che mi separa dalla mia meta odierna esiste la possibilitą di improvvisare e percorrere nuove strade sicuramente pił coinvolgenti di una trafficata statale che mi avrebbe poi fatto attraversare un infuocato centro urbano fiorentino.

La deviazione dal tragitto principale inizia dalla localitą Sieci, sulla destra poco prima del ponte sul Borro delle Sieci che si getta in Arno, su di una strada sempre pił stretta che lascia alle spalle il traffico della direttrice Fiorentina per arrampicarsi versoi il verde dei colli, la prima sosta della giornata e' dedicata alla rapida visita del Castello del Trebbio, antico maniero edificato nel corso del XII secolo dalla famiglia dei Pazzi su terreni precedentemente proprietą dei Conti Guidi e dove leggenda vuole sia stata ordita quella famosa congiura contro i Medici poi fallita nonostante la uccisione di Giuliano fratello di Lorenzo.

 

CASTELLO DEL TREBBIO

 

           

 

               

 

 

                       

 

           

 

Lasciate alle spalle le silenziose mura, evidentemente poco attraenti per un turismo frettoloso, proseguo la mia risalita scortato da una rigogliosa vegetazione alla quale i brevi ma intensi acquazzoni di poche ore prime hanno conferito splendenti colori.

 

       

 

In parte nascosta dalla vegetazione non manca di attrarre la mia attenzione una bassa villa con una inconsueta fontana nel suo antistante parco

 

       

 

La nuova deviazione, seguendo le indicazioni osservate lungo la strada, mi consente di raggiungere il santuario della Madonna del Sasso, quieto e solitario luogo di spiritualitą immerso nel verde delle colline edificato nel 1490 a seguito delle numerose presunte apparizioni della vergine avvenute nel 1484.

 

MADONNA DEL SASSO

 

       

 

 

 

           

 

               

 

           

Il panorama che si gode da questo Santuario e straordinario, spaziando sulle vallate che degradano verso la valle dell' Arno e sulle colline che ne scortano la corsa, sulle quali si evidenzia prepotente il lavoro svolto dall' uomo per ricavare preziosi nettari dal succo delle Uve e delle Olive.

 

 

       

 

Il viaggio arriva infine alla sua meta finale, adagiata sul colle che domina la vallata di Firenze ecco apparire dinanzi ai miei occhi Fiesole.

 

 

FIESOLE

 

       

 

 

 

           

 

Dalla Piazza del Duomo si risale per la Via S. Francesco verso la omonima basilica posta a dominio dall'alto della cittą, dalla terrazza  prima del verde piazzale della chiesa č possibile ammirare Firenze in tutto il suo splendore sopratutto nelle giornate terse in cui le foschie tipiche dalla vallata vengono, per esempio, disperse da improvvisi e violenti acquazzoni, come nel caso odierno quando anche un modesto teleobiettivo riesce a  fare risaltare le bellezze della cittą Medicea osservandole dall'alto.

 

               

 

 

 

 

           

 

           

 

           

 

La cittą ospita anche i resti di un Teatro Romano spesso utilizzato per eventi di varia natura che purtroppo a causa dei palchi ed impianti luci, ne riducono notevolmente la suggestione come nel caso odierno, inutile quindi procedere con una visita al teatro e al museo Archeologico abbinato. 

 

       

 

Prima della definitiva discesa rivolgo un nuovo sguardo verso la unicitą del profilo della cittą capitale del Rinascimento, le lievi nebbioline del meriggio intanto confondono le lenti ottiche riducendo la definizione,  mi tuffo veloce verso il caotico pomeriggio gigliato.

 

       

 

 


 

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