E' un pomeriggio più caldo rispetto a quello che mi ha scortato a Roselle quello che mi vede impegnato nella ricognizione verso la vicina Vetulonia, altro importante centro Etrusco in Maremma, diversamente dalla città precedente qui assumono maggiore importanza le tombe ritrovate ai piedi della collina che ospita la città, e raggiungibili percorrendo un facile sterrato,  rispetto ai resti della struttura urbana della antica Vetulonia decisamente meno suggestivi.

       

TUMULO DELLA PIETRERA        VII sec. a.C.

 

Tra le grandi scoperte di Isidoro Falchi, infaticabile ricercatore di Vetulonia, va senza dubbio annoverata quella del grande tumulo della Pietrera, una tra le più importanti tombe dell’Etruria, certamente la più complessa tra quelle rinvenuta a Vetulonia.

Costituita da uan grande collina artificiale, circoscritta da un probabile tamburo di circa 60 metri di diametro, si eleva per circa 14 metri di altezza.

La sua scoperta avvenuta intorno al 1882 ebbe nel tempo più fasi esplorative nel biennio 1891-1893 e successivamente negli anni 1925-1926.

Il complesso tombale consta di una camera principale a pianta rettangolare con pilastro centrale con volta che doveva essere a massi aggettanti, a cui si accede attraverso un dromos o corridoio su cui si aprono due celle laterali.

Questa prima costruzione, risalente alla prima metà del VII sec. a.C. venne obliterata, forse a causa di un crollo improvviso, da un’altra struttura identica lla precedente databile alla seconda metà dello stesso secolo, impostata sulla stessa tomba.

Tutto il complesso tombale è stato oggetto alla fine del secolo scorso di una massiccia opera di restauro ricostruttivo con l’impiego anche di materiali edili diversi da quelli originali, tra cui mattoni usati anche per la ricostruzione della volta, che hanno in molti casi alterato la fisionomia generale del monumento.

Va ricordato inoltre che da questa tomba proviene, oltre a ricchi corredi con ceramiche e oreficerie, un famoso complesso scultoreo costituito da statue maschili e femminili che, per quanto conservate in maniera frammentaria, rappresentano una delle più antiche testimonianze di scultura di pietra in Etruria.

       

           

TOMBA DEL DIAVOLINO II        VII sec. a. C.

           

       

       

TOMBA DEL BELVEDERE        VI sec. a.C

La Tomba del Belvedere venne alla luce tra il 14 e 15 maggio del 1897, è costituita da una camera quadrata che dava accesso a tre celle laterali.

Al momento del ritrovamento era ancora visibile parte della copertura formata da grandi lastre aggettanti, il soffitto già in antico doveva presentare problemi di stabilità, al tempo della scoperta infatti era sorretto da una colonna in marmo oggi dispersa.

I materiali recuperati risultarono estremamente scarsi e poco significativi e farebbero supporre un riutilizzo della tomba nel II sec. a.C.

In mancanza di altri elementi è possibile fissare la data di costruzione del monumento, in base alla sola tipologia architettonica, tra la fine del VII sec. e l'inizio del VI sec. a.C.

               

SCAVI DELLA CITTA' DI VETULONIA        III - I Sec. a.C.

Parte della città del periodo Etrusco/Romano.

Lungo il Decumano, a basolato, sono allineate botteghe e case separate da altre vie trasversali che salgono verso il Poggiarello Renzetti

           

           

Gli scavi in questo settore dell’abitato antico, comunemente denominati “Scavi Città” o “Poggiarello Renzetti”, furono iniziati nel 1893 da Isidoro Falchi, lo scopritore di Vetulonia, che in campagne successive proseguite fino al 1896 portò alla luce una ampia porzione dell’abitato etrusco databile tra il III e la metà del I sec. a.C. costituita da un quartiere con ampia strada basolata, la via Decumana, fiancheggiata lungo il lato sinistro da una serie di abitazioni di un tipo denominato ad atrium (cioè con ampia salao atrium posta nella parte anteriore della casa su cui si affacciavano le altre stanze e a cui si accedeva attraverso un ingresso stretto fiancheggiato da due piccole stanze chiamato fauces) e da magazzini.

Lungo il fianco destro della via Decumana sorge invece un’ampia zona occupata da vasche, pozzi e condotte coperte relative al sistema idrico della zona.

LA strada principale è poi tagliata da una serie di piccole strade basolate (via dei Ciclopi e via Ripida) che si inerpicano verso il lato meridionale della città.

L’impianto di questo piccolo settore dell’abitato rivela, per la ricchezza delle tecniche murarie adoperate, senza dubbio trattarsi di un quartiere preminente all’interno dell’assetto urbanistico della antica Vetulonia.

Tali osservazioni associate ai dati archeologici noti per questo periodo storico rilevano la notevole ripresa economica e demografica di vetulonia che dopo almeno due secoli (fine VI inizio IV sec. a.C.) di assenza di testimonianze rilevanti, ritrova un nuovo impulso conseguente la conquista romana e la possibile funzione anti-rosellana che Roma avrebbe potuto favorire.

Dal 1985 lungo il lato destro della via Ripida la Soprintendenza Archeologica per la Toscana ha ripreso una serie di indagini esplorative in maniera sistematica mettendo in luce una nuova domus del tipo sopra citato,raccogliendo anche importanti dati cronologici sulla vita di questo abitato, che sorto nel III sec a.C. venne distrutto in maniera violenta da un incendio,che stando ai dati raccolti nelle ultime campagne di scavo, va circoscritto ad un epoca non posteriore alla meta del I sec. a. C.

Suggestivo, anche in assenza di fonti documentarie antiche, mettere in relazione questa distruzione con le guerre sillane che ebbero proprio in Etruria il loor maggior campo di battaglia.

       

               

       

           

   

       

VETULONIA

           

           

Anche la città "moderna" merita una visita, tra le case e le chiese medievali spiccano le testimonianze del passato Etrusco come i resti delle Mura ciclopiche dell'Arce costruite intorno al VI sec. a.C. e che sottolineano l'importanza dell'abitato Etrusco.

       

       

   

COSTA MURATA

   

La località, già nota archeologicamente fin dalla fine del XIX sec. fu oggetto di indagini intorno agli anni '20 del XX sec. con la scoperta di una strada basolata di età Romana ed alcuni edifici.

Ma solo tra la fine degli anni '60 ed il 1979 la Soprintendenza Archeologica per la Toscana ha iniziato scavi sistematici nella zona con la scoperta di abitazioni accompagnate da un cospicuo ritrovamento di terrecotte architettoniche pertinenti alle decorazioni di edifici assegnabili per la maggior parte ad età ellenistica (III - I sec a.C.).

Di questi scavi, comunque, è attualmente visibile una grande domus di tarda età ellenistica, anche se la frequentazione dell'area comprende un arco cronologico che và dalla fine del VII sec. a.C. senza soluzione di continuità fino all'età tardo-repubblicana.

Notevole, comunque, per la fase più antica di vita, è stato il ritrovamento di abbondante materiale di importazione (vasi Attici, Corinzi, Laconici e Greco - orientali) associati a prodotti Etruschi, la cui presenza fa ventilare l'ipotesi che quest'area facesse parte di un santuario e che questi materiali potessero appartenere  ad un complesso votivo.