Ci sono strade che ormai conosco più che a memoria avendole percorse decine di volte, strade mai banali e che ogni volta affronto con suggestione diversa, grazie a contesti panoramici mai uguali e impostazioni di guida sempre più affinate e mai ripetitive.

Il Chianti

           

La strada che collega le propaggine est dei monti del Chianti alla costa Tirrenica conosciuta come Costa degli Etruschi è una di queste, il percorso più classico rintracciabile tra le innumerevole variabili disponibili  prevede dopo l'attraversamento delle terre del Gallo Nero il superamento della città di Volterra per poi piegare verso la Valle del Diavolo e la zona di Larderello, per giungere al godimento finale della discesa verso Castagneto Carducci ed il mare percorrendo le sinuosità che collegano Monteverdi sfiorano Sassetta ed infine raggiungono Castagneto.

       

Oltre alle condizioni sopraccitate che è lecito normalmente attendersi dalla percorrenza di questi territori esistono dei momenti molto rari, sopratutto nella stagione calda, in cui la bellezza mozzafiato del paesaggio si spoglia anche delle ultime vesti che ne velano le fattezze e si mostra in tutto il suo estremo splendore correndo verso un orizzonte apparentemente infinito e condensando distanze altrimenti poco percettibili. 

       

               

Accade normalmente subito dopo un irruenta manifestazione della forze che la natura è in grado di mettere in campo, come per esempio violenti acquazzoni ripetuti nel tempo supportati da forti raffiche di vento che perdurano anche per più di una giornata abbinate a temperature che non possono far pensare più che ad una timida primavera.

Subito dopo, sotto un intensamente azzurro cielo nel quale corrono impazzite le ultime gonfie nuvole rincorse da sempre più ampi sprazzi di sereno si allunga un orizzonte, altrimenti inconcepibile, che sfuma nelle varie tonalità del verde libero dalle soffocanti spire delle nebbie e delle velature di stolta umana produzione abbattute dalla furia degli elementi.   

San Gimignano

       

Ed è emozionate osservare ad occhio nudo le nitide forme di ciò che normalmente appare come una tremula apparizione quasi eterea oppure correre lontano con lo sguardo limitati solo dalla curvatura dell'orizzonte o dalla più alta linea collinare carezzando in un immaginifico volo ogni forma ed ondulazione, in un contesto che par rinnegare ciò che Masaccio iniziò a dipingere tentando di appiattire ogni logica prospettica ed avvicinando tutto ciò che è umanamente percettibile.

 

Le colline di Volterra

Quando poi cotanta fortuna si offre a chi è immensamente ricco di ciò che più conta nella convulsa società odierna, la situazione diventa assolutamente irresistibile, perchè se altre volte ho potuto godere di tanta magnificenza quasi mai ho potuto disporre di ciò che oggi posseggo in larga misura concentrato su mete più lontane o itinerari vissuti in diversa modalità, magari enogastronomica.

Oggi sono la persona più ricca del mondo, io ho Tempo.

           

       

Ho tempo per osservare, tempo per rallentare la corsa della nera Ducati che trotta felice sulle ondulazioni stradali, tempo per fermarmi in silenziosa e rispettosa contemplazione lasciando ad una incredula reflex digitale il compito di catturare le infinte emozioni, perchè adesso, in questo momento, davanti ad un tale paesaggio l'unico compito che è richiesto alla componente umana è quello di premere il pulsante di scatto, il resto non ha praticamente importanza, ciò che attraverserà l'ottica investendo il sensore digitale sarà certamente solo ed esclusivamente Magia. 

       

               

           

Volterra

       

               

Supero di slancio la città di Volterra per osservarne le forme una volta discesi i tornanti che riconducono in valle immergendomi in colori e profumi che avvolgono consistenti ed irresistibili, il regale profilo della città mi osserva passeggiare quasi in estasi sui rilievi a fianco della strada in tranquilla attesa di un amico che non tarderà ad arrivare e che mi accompagnerà per il tratto finale del percorso fino alla destinazione comune.

           

           

Accompagnati da una beffarda sgocciolante nuvola che par prendersi gioco di noi e sotto la quale si attorciglia infingarda la nostra strada superiamo Larderello guidando attenti sull' asfalto bagnato che ci impedisce di trarre la massima soddisfazione dalla sua percorrenza, solo nel tratto finale che dal bivio per Sassetta scende fino a Castagneto Carducci ritroveremo le condizioni per far scorrere le nostre cavalcature 

               

Colline Metallifere

       

La pianura che immette in quel di Bibbona ed il consistente profumo del mare segnano la fine di questo viaggio ed il ricongiungimento con i nostri cari pronti per affrontare le fatiche...... di una giornata sulla spiaggia