Nella sua breve quanto forzata permanenza sull'isola Napoleone utilizzò due abitazioni, la principale a Portoferraio nei pressi del Forte Stella

 la secondaria, per i periodi più caldi, poco lontano dal porto verso l'interno dell'isola.

 

Non è facile stimare quanto Napoleone sia risultato incisivo nella modifica sostanziale di quella che sarà la storia futura e dell'assetto sociale di questa piccola isola, certo è che le smisurate ambizioni dell'Imperatore racchiuse in un così piccolo, per quanto eccezionale, scrigno, non potevano non lasciare una traccia indelebile sul territorio e sulle popolazioni che lo abitavano, ad iniziare da quella bandiera con le tre api disegnata dallo stesso Napoleone  e che ancora oggi garrisce al vento che soffia sull'isola d'Elba

 

       

 

LA VILLA DEI MULINI

 

 

Napoleone, preceduto dalla nuova bandiera appena disegnata, sbarca all'Elba il 3 maggio 1814 dopo che l'entrata a Parigi delle truppe alleate di Inghilterra, Prussia, Russia e Austria aveva sancito la resa dell'Imperatore ed il suo confino in seguito al trattato di Fontainbleau dell'11 aprile.

Il trattato gli assegna, oltre all'Isola, anche una diaria annua di due milioni di franchi ma che il re di Francia si guarderà bene dal corrispondere obbligando Napoleone alla ricerca di risorse economiche direttamente dalle fonti isolane.

Nonostante le fosche premesse, la popolazione versa in ristrettezze economiche che alimentano profondi sentimenti antifrancesi,  Il suo arrivo è salutato con entusiasmo dagli indigeni che gli consegnano le chiavi della città.

 

           

 

           

 

Dopo un primo improvvisato soggiorno in locali non adatti alle sue necessità, Napoleone prende possesso di alcuni edifici posti tra il Forte Stella e il forte Falcone ristrutturandoli in quelli che diverranno la sua residenza principale, la Villa dei Mulini, cosiddetta a causa dei 4 mulini (abbattuti prima del suo arrivo) che qui provvedevano ai fabbisogni della roccaforte.

 

           

 

           

 

Profondamente modificata e dotata di un piano rialzato dedicato alla moglie, che sull'isola non arriverà mai, successivamente utilizzato dalla sorella e dalla madre, ospiterà l'Imperatore fino alla sua fuga dall'isola circa 10 mesi più tardi.

 

       

 

       

 

           

 

Dal percorso di visita oggi effettuabile è possibile rendersi conto della struttura della villa all'epoca delle sua regale destinazione, purtroppo la quasi totalità dell'arredamento presente non è originale, in parte riportata in Francia da Napoleone in parte trafugata negli anni successivi alla sua partenza.

Visibili invece in originale i doni che Napoleone e la "sua" isola si scambiarono al loro incontro: la bandiera donata all'isola e le chiavi della città di portoferraio.

La villa dei Mulini insieme a quella di San Martino ospita spesso mostre dedicate al mito dell'imperatore Napoleone Bonaparte.

 

 

           

 

       

 

       

 

       

       

 

 

Imperdibile la visita del giardino, particolarmente caro a Napoleone, che abbellisce in esterno la villa regalando anche una vista suggestiva sul mare sottostante e sul possente faro del Forte Stella.

 

           

 

       

 

       

 

       

 

       

 

Il soggiorno all'Elba di Napoleone è contraddistinto da luci ed ombre, se da un lato utilizzerà le sue energie per migliorare le condizioni generali dell'isola dall'altro esigerà pesanti tributi dagli isolani già pesantemente provati dalla crisi economica dovuta anche al forzato stop delle attività estrattive, arrivando fino all'utilizzo delle armi per ottenere il dovuto dai cittadini di Capoliveri da sempre avversi all'imperatore.

 

VILLA DI SAN MARTINO

 

       

 

       

 

La villa di San Martino, che avrebbe dovuto rappresentare la residenza estiva dell'imperatore ma che in realtà sarà da lui poco utilizzata a causa della calura che la avvolge durante i mesi più torridi, fu scoperta da Napoleone durante una passeggiata a cavallo che se ne innamorò grazie alla sua suggestiva posizione incastonata in una verde vallata, e alla sua relativa distanza da Portoferraio (4 chilometri sulla strada che conduce verso Biodola e Procchio) in grado di garantire un minimo di relax.

 

           

 

Alla villa si accede tramite la biglietteria che introduce alla bellissima galleria Demidoff, teatro di varie mostre sulla figura ed il tempo dell'Imperatore, e realizzata solo successivamente dal Principe fiorentino Demidoff, proprietario dal 1851, nell'intento di raccogliere i cimeli relativi all'Imperatore Napoleone e alla sua permanenza all'Elba.

 

       

 

           

 

Dalla terrazza del piano superiore, raggiungibile prima di entrare nei locali della villa napoleonica, si gode di una straordinaria vista su Portoferraio ed il golfo incorniciata dalle due Aquile imperiali che sorvegliano accigliate l'ingresso della villa.

 

 

           

 

 

La villa al tempo risultava divisa in due ali, una riservata a Napoleone l'altra ai suoi generali, separate da quella detta del "nodo d'amore" nella quale la decorazione del soffitto sembra voler richiamare al controverso amore che legò Napoleone a Maria luisa.

 

       

 

           

 

La stanza più importante e famosa della villa è sicuramente quella Egizia, particolare sala da pranzo i cui affreschi richiamano in maniera più che significativa ai fasti della campagna africana  condotta da Napoleone.

 

       

 

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Successivamente alla partenza di Napoleone la villa divenne possesso della Pincipessa Paolina, che con strema difficoltà riuscì a farsi riconoscere la proprietà della stessa, alla sua morte le contese per l'eredità fecero si che la villa versasse in un profondo stato di abbandono, solo nel 1851 per mano del principe Demidoff la villa tornò al suo antico splendore.

Ancora una volta però alla morte del suo proprietario la villa fu dimenticata dagli eredi, alcuni proprietari tentarono con scarso successo il recupero degli ambienti ma solo nel 1930, quando oramai la villa versava in condizioni penose, lo Stato decise di entrarne in possesso per recuperarne la bellezza conscio della sua importanza storica.

 

       

 

       

 

La seconda Guerra Mondiale rimandò ancora la prevista apertura di un museo Napoleonico che infine finalmente avvenne al termine della stessa guerra, dotata di un mobilio dell'epoca non originale (perso come quello della Villa di Mulini) costituisce sicuramente oggi uno dei più importanti ed apprezzati musei della Toscana, dando la possibilità di osservare la figura di Napoleone al di fuori degli importanti avvenimenti storici che infiammavano l'Europa dell'ottocento quasi "congelata" durante il breve ma intenso soggiorno Elbano.

 

       

 

       

 

Napoleone abbandonerà per sempre l'Isola d'Elba il 26 febbraio del 1815, consapevole del rischio concreto di un imminente esilio ancora più restrittivo, si imbarca con un sotterrfugio sul brigantino Incostant dirigendosi alla volta delle coste Francesi dove lo attendono le truppe rimastegli fedeli.

Alla loro testa marcerà alla volta di Parigi (seguendo quel tracciato oggi conosciuto come Route de Napoleon) ancora una volta incontro alla Storia e al suo destino, quello di Waterloo e del successivo esilio, stavolta definitivo di Sant'Elena.

 

L'isola d'Elba rappresenta probabilmente il luogo che più di ogni altro ha voluto ha saputo tributare alla figura di Napoleone Bonaparte, l'uomo che modificò profondamente la Storia d'Europa, i giusti onori, tributo che vale sicuramente la pena apprezzare distogliendo un pò di tempo alle normali attività che normalmente si svolgono su questa splendida Isola capace di ammaliare anche un Imperatore.