E' l'ultima escursione di questa vacanza in Maremma, dedicata principalmente alla famiglia, nella quale sono riuscito a ritagliarmi alcuni momenti dedicati al viaggio e alla conoscenza, strappandoli ad un inutile (a mio personalissimo giudizio) eccesso di tempo concesso al sonno. Dato il brevissimo spazio che separa il punto di partenza dalla meta, è ancora molto basso il sole sull'orizzonte est quando saluta il mio arrivo nel deserto parcheggio della Diaccia Botrona, raggiunto costeggiando il canale sul quale si specchia una sonnecchiante Castiglione della Pescaia seguendo le indicazioni per la Casa Rossa (Ximenes)

 

 

   

 

Casa Ximenes

 

       

 

Si saturano al sole nascente le rosse pareti della struttura voluta dal matematico gesuita Leonardo Ximenes nel tentato processo di bonifica della Maremma Grossetana risalente al 1765 su disposizione del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena.

L'intento dichiarato era quello di regolare l flusso delle acque invece di tentare di prosciugare del tutto il lago Prile, un tempo occupante questa zona di pianura tra Grosseto e Castiglione, partendo da un presupposto (errato) dell' epoca secondo il quale era  il congiungimento tra acque doci e acque salmastre a creare le condizioni per la diffusione della pericolosa malaria

 

 

       

 

La bonifica dell'area sarebbe proseguita con alterne fortune, e dietro diverse direttive, fino al suo compimento intorno al 1950; la riserva oggi denominata Diaccia Botrona è riconosciuta come zona umida di valore internazionale e come tale protetta.

 

   

 

       

 

           

 

 

           

 

Il periodo estivo non è certo il migliore per osservare le numerose specie di uccelli che la riserva ospita, nonostante ciò la presenza di volatili è abbastanza consistente e non sono pochi quelli che prendono il volo a pochi passi da me sorpresi dal mattiniero apparire del pericoloso bipede umano.

 

       

 

 

           

 

   

 

E' sicuramente dovuto alla eccessiva salinità delle acque stagnanti e alla loro scarsa ossigenazione il particolare processo di respirazione dei pesci che nuotano nel canale, boccheggianti a pelo d'acqua ricercano fuori dal loro elemento naturale ciò che serve a loro per sopravvivere, un altra stupenda manifestazione della grandezza di Madre Natura.

 

           

 

   

 

 

       

 

       

 

       

 

Nella riserva si possono osservare, a seconda della stagione, numerose specie, come:  fenicotteri, oche selvatiche, anatre, aironi bianchi maggiori, gru, falchi pescatori, albanelle reali,  beccaccini, pettegole, cavaliere d'Italia, aironi cenerini, garzette,  ghiandaia marina, cuculo dal ciuffo, e tante altre in un  contesto  di indubbio valore naturalistico.

Nella ignoranza che tento progressivamente di colmare osservo emozionato le varie specie che si crogiolano tranquille al sole, non è certo la conoscenza della nome della specie che ne alimenta la suggestione, la bellezza è possibile coglierla anche senza conoscerne la denominazione.

 

       

 

           

 

           

 

Una scivolata sulla rampa di un pontile reso viscido dalla umidità notturna infierisce sulla mia caviglia sinistra già duramente provata dalle passate avversità, zoppicante ma soddisfatto risalgo in sella ad una Maia già quasi rovente sotto i raggi di un sole sempre più insopportabile con l'avvicendarsi dei primi giorni di luglio, mi concedo uno sguardo dall'alto sulla parte antica della cittadina di Castiglione della Pescaia, sulla costa che langue al sole e sull'accecante sistema di canali che forma la riserva appena visitata, e poi mi dirigo verso il campeggio ben deciso a godermi appieno questa ultima lunga giornata di vacanza.