Non sempre un viaggio ha inizio con una meta predefinita, a volte si sente il bisogno di partire solo per il gusto di viaggiare e di assaporare ogni istante del nostro vagare, liberando la mente dalla oppressione della razionalità dal recinto del tempo........ Dalla citta' di Firenze raggiungo il  passo della Futa attraverso una divertente quanto "sorvegliata" strada che mi immette sulla dorsale appenninica, decido la direzione, ovest , e oltrepasso velocemente Roncobilaccio e Castiglione dei Pepoli, la strada e' in pessimo stato, per fortuna il paesaggio illuminato dal sole del mattino si fa' gia' interessante, i verdi fianchi delle montagne mi scortano silenziosi.

 

I laghi Brasimone e Suviana inseriscono un accento blu' nel verde che domina la visuale, l'aria e' ancora fresca ma il sole scalda la superfice appena increspata e una leggera, sottile nebbia carezza le acque.

 

       

Oltrepassato il parco fluviale mi dirigo verso Porretta terme, il tratto di strada alle pendici del monte Cimone che mi porta fino a Pievepelago e' divertente e il paesaggio stavolta mostra anche segni di antica presenza umana in mezzo alla rigogliosa natura, i paesi di Fanano Sestola, Montecreto e Riolunato meritano una sosta .....ma non questa volta, non "sento" il richiamo e il viaggio prosegue. Da Pievepelago dirigo verso il passo Radici, sono deciso a non lasciare la dorsale appenninica e la direzione diventa obbligata, alcuni km dopo alcuni cartelli turistici attirano la mia attenzione, ai piedi del monte Giovo si possono ammirare alcuni piccoli laghetti, la deviazione e' immediata e la strada stretta e sconnessa mi conduce su per il crinale montano lasciando alla mia destra piena vista sull Alpe delle Tre potenze (1940mt) e il passaggio di Foce a Giovo (1674 mt), in alcuni tratti alberati il sole gioca tra le fronde incantandomi con il veloce e continuo alternarsi con l'ombra.

               

La strada termina e parcheggio la moto in un piazzola pagamento (1.50 euro), da li proseguo a piedi per un breve sterrato che mi conduce fino al lago Santo, li' mi fermo in contemplazione delle acque blu cobalto dove si specchiano i monti, le verdi foreste sui loro fianchi sembrano tuffarsi in questa placida meraviglia.

       

 

Torno sui miei passi e poco dopo un cartello di legno condiziona ancora la mia volonta', il lago Baccio diventa una nuova , imprevista tappa.

Sono circa 30 i minuti di cammino attraverso un sentiero ripido e roccioso necessari a raggiungere il lago, durante il tragitto  il fitto bosco si apre spesso lasciando intravedere i monti circostanti, dal sentiero partono numerose deviazioni perfettamente segnalate.

 

       

 

Sembrava impossibile che il piccolo appennino potesse mostrare tanta bellezza, al termine della salita un sorriso di piacere e di soddisfazione mi sale sulle labbra, la forza di questo luogo e' veramente incredibile, il lago si stende in una piccola verde conca, il silenzio domina la valle mentre le acque si increspano alla leggera brezza.

 

       

 

           

 

Torno a malincuore sui miei passi ma la voglia di proseguire nel mio errare e' forte come lo e' la consapevolezza del ritorno in questo luogo incantato per completare la ricerca dei suoi gioielli. La salita al passo e' divertente ma la strada e' ancora sconessa inoltre il passaggio continuo attraverso piccoli insediamenti urbani invita alla massima prudenza.

 

IL Passo RADICI  1529 MT

 

               

 

Sulla cima del passo imbocco la deviazione per S. Pellegrino in Alpe, al termine della salita si vedeono in lontananza le impervie e rocciose vette delle Alpi Apuane che mi accompagneranno nella seconda parte del viaggio.

 

       

 

   il piccolo e fortificato centro di Castiglione di Garfagnana saluta il nostro ingresso  nella omonima valle.   

 

                            

 

Dal paese torniamo verso il passo radici lasciando pero' la strada che vi conduce poco dopo alla volta del Passo di Pradarena attraverso l'ennesima stretta strada stavolta pero' completamente sconosciuta. Valli, boschi,laghi, gallerie scavate nella roccia, piccoli borghi antichi si alternano davanti ai nostri occhi mentre lentamente ondeggiamo sotto le fronde degli alberi, il sommesso borbottare del Desmo sembra quasi sacrilego in questo rilassante contesto.

        

             

 

 Il paese di Corfino e il lago di Vicaglia con la sua diga  

 

           

 

 Poco dopo Corfino si entra nel Parco dell’Orecchiella, la rigogliosa flora è costituita da rigogliosi boschi di faggio, conifere e latifoglie, guide e sentieri invece consentono la scoperta della ricca fauna, sembra che siano presenti anche alcuni esemplari di aquila reale.

 

       

Nonostante i presupposti interessanti anche l'esplorazione del parco decido di rimandarla ad altra data e proseguo per il passo, dal centro di Sillano la strada si allarga e si fa' piu' divertente anche se il ritmo non e' costante, lunghi rettilinei si alternano a improvvisi tornanti, la cima del passo di Pradarena non offre particolari spunti paesaggistici, e' necessario parcheggiare e proseguire a piedi, ma i prati circostanti sono troppo affollati e dopo una brevissima sosta scendo sul versante opposto.

  IL Passo PRADARENA 1579 mt

       

La discesa verso Ligonchio (paese natale di una celebre Aquila) si presenta molto divertente, l'asfalto e' in buone condizioni e il ritmo abbastanza continuo, dai tornanti si nota in lontananza la mole della

Pietra di Bismantova

               

Poco prima di Ligonchio decido di deviare sulla sinistra verso Vaglie e Collagna con l'intento di rientrare in Toscana dal passo Cerreto, la strada anche se non perfettamente asfaltata e' comunque contornata da un paesaggio affascinante e attraversa alcuni boschi ombrosi.

       

Arrivato a Collagna prendo per il passo del Cerreto e qui si ha la consacrazione della giornata, la strada e' perfettamente asfaltata, le curve sono di raggio e pendenza ottimale e mediamente lente, il ritmo entra subito sotto la pelle ed e' ......... Sinfonia!!!!

Non scatto foto ,non posso fermarmi, non posso interrompere il ritmico ondeggiare, il possente tiro del Desmo mi tira fuori da ogni curva borbottando sommesso, senza correre, copio ogni curva dosando il gas, decellerando, accellerando, accarezzando l'asfalto, difficile descrivere questa sensazione...........soddisfazione, appagamento, rilassatezza.... fino alla vetta che si raggiunge sempre troppo velocemente, e dove la magia si interrompe.

  IL Passo CERRETO 1261 mt

Dal paese torniamo verso il passo radici lasciando pero' la strada che vi conduce poco dopo alla volta del Passo di Pradarena attraverso l'ennesima stretta strada stavolta pero' completamente sconosciuta. Valli, boschi,laghi, gallerie scavate nella roccia, piccoli borghi antichi si alternano davanti ai nostri occhi mentre lentamente ondeggiamo sotto le fronde degli alberi, il sommesso borbottare del Desmo sembra quasi sacrilego in questo rilassante contesto.

Breve sosta, sulla vetta dove sostano alcuni motociclisti, e successiva discesa verso valle fino a Fivizzano, dalla strada si possono ammirare le cime delle Apuane che mi hanno fatto compagnia per buona parte del viaggio.

               

Proseguo infine verso Castelnuovo Garfagnana attraverso l'ultimo passo della giornata, da qui le appuntite vette sembrano ancora piu' vicine.

  IL Passo dei CARPINELLI 842 mt

       

Uno sguardo veloce al ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano e raggiungo infine Lucca, dove il traffico e il caldo appiccicoso mi confermano che in viaggio e' proprio finito.......gia'............e' l'ora di iniziarne uno nuovo!!!!