Lascio, come ormai mia consolidata abitudine, il comodo giaciglio poco dopo l'alba, ben prima del logico risveglio del resto del gruppo e della relativa colazione; nonostante la fastidiosa pioggia che, fine, continua a cadere la voglia di esplorare la ridente cittadina è troppo forte, le sponde del lago in effetti nella serata di ieri le abbiamo più intuite che osservate e le scure braccia della notte coadiuvate dalla spessa nuvolosità ci hanno avvolto troppo presto.

 

           

 

MILLSTATT

 

           

 

Una moderata attività pervade il turistico villaggio, affinché chi ancora dorme possa rimanere soddisfatto dei servizi che troverà una volta sveglio occorre inderogabilmente che qualcuno inizi molto presto il suo turno di lavoro, ma non sono solo gli addetti ai lavori a passeggiare per le vie che defluiscono verso il lago, anche qualche assonnato turista osserva invidioso gli atletici cittadini impegnati nel loro mattiniero esercizio fisico per le strade del lungolago.

 

           

 

Il Convento Benedettino (XI sec.)

 

   

 

Seguendo il richiamo degli alti campanili che occhieggiano tra i bassi tetti cittadini, colgo l'occasione di visitare l'antico convento Benedettino e le sottostanti carceri, una visita questa che da sola basta a giustificare l'antelucano risveglio.

 

 

           

 

       

 

       

 

           

 

Milstattersee

 

           

 

 

Raggiungo infine le sponde di un lago a cui certamente il grigio dona infinitamente meno dell'azzurro che solitamente pare in grado di esprimere, un colore questo che solo in parte mina la suggestione che può di risvegliare nei pochi fortunati che a quest'ora passeggiano sulle sue sponde. La pioggia intanto ha smesso di cadere.

 

           

 

 

           

 

 

Rientro alla Gasthof in tempo per la lauta colazione accolto dai sorrisi degli amici intenti a caricare le fide cavalcature meccaniche, il sorriso sui volti è ancora la comune denominante, nulla hanno potuto le grigie nuvole che ci sovrastano, siamo qui per divertirci ed è quello che faremo, ad ogni costo.

 

           

 

Strade bagnate che invitano alla massima prudenza ma pressochè deserte attorniate da un panorama evanescente tra le basse nuvole dispettose, questa la condizione che ci accompagna alla esplorazione della stella più famosa di questo breve viaggio in terra Austiaca, la celeberrima Nockalmstrasse (una delle più belle strade panoramiche di questa nazione) ci attende infatti pochi chilometri più avanti per svelarci tutti i suoi suggestivi segreti.

Sempre che le condizioni meteo, al momento relativamente benevoli visto che non piove, ce lo concedano; nonostante il periodo però la sosta che ci permette di adottare le imbottiture invernali, sapientemente condotte al seguito, è assolutamente imprescindibile per continuare a divertirsi senza soffrire il freddo fastidioso in quanto accompagnato da una intensa umidità.

Una citazione purtroppo non fotografica, và alla cittadina di Trebesing, primo paese europeo costruito a misura di bimbo incontrato durante la fase di avvicinamento al Nockberge, e che attrae la nostra attenzione grazie alle strutture dedicate ai bimbi che dovunque si osservano e agli sgargianti colori che la evidenziano.

 

           

 

NOCKALMSTRASSE

 

       

 

La NOCKALMSTRASSE e' una strada a pedaggio,

il passaggio  per le moto costa (nel 2010) 8 euro.

Orari ed informazioni varie sul sito ufficiale

http://www.nockalmstrasse.at/it/

 

           

 

Superata la barriera di pedaggio vengono messe in atto nella maniera più concreta le regole che contraddistinguono questa escursione, ci raggrupperemo eventualmente alla barriera di uscita dal parco del Nockberge, da qui in avanti ognuno terrà l'andatura che crede ed effettuerà le soste che ritiene necessarie, inutile scontentare la parte del gruppo che privilegia la fotografia a scapito di quella che gode più della guida o viceversa; per tutti è vacanza e tutti hanno il diritto di divertirsi. A modo proprio.

 

       

 

           

 

Una prima quasi impercettibile emozione mi aveva pervaso non appena superata la barriera del pedaggio, adesso che stò risalendo  in perfetta solitudine il tortuoso pendio essa diventa prepotentemente concreta, siamo praticamente soli all'interno del parco!!

 

           

 

Nessuno ha superato la barriera nel tempo in cui lo abbiamo fatto noi e praticamente nessuno incrociamo per le curve che risalgono al primo dei due passi che punteggiano il nastro di asfalto, la sensazione della straordinaria esclusiva che stiamo oggi vivendo diventa una decisa certezza, abbiamo la Nockalmstrasse praticamente tutta per noi e con tale spirito ci disperdiamo tra le irregolarità delle montagne, ognuno con la sua personale passione da soddisfare.

 

       

 

Eisentalhöhe 2.042 mt (A)

 

           

 

Ciò che osserviamo oggi non è certamente ciò che speravamo ne ciò che avevamo visto curiosando nel web in cerca di immagini della zona prima della partenza, davanti a noi non dominano intensi i colori azzurro e verde tipici delle giornate limpide saturati da un sole abbagliante; il grigio nastro di asfalto si perde invece dentro una nebbia maliziosa che poco lascia intravedere del contesto circostante tra i temporanei squarci che il vento solo a tratti impetuoso crea nella morbida coltre.

 

       

 

           

 

Eppure non si notano, nel gruppo in parte casualmente riunito sul primo passo, segni di insoddisfazione o di delusione, anche in questa particolare circostanza climatica il parco riesce ampiamente a suggestionare, anzi è probabile che la particolare condizione riesca a trasmettere maggiori emozioni di una giornata si tersa, ma di certo molto più affollata di quanto oggi si riesca a percepire.

Sui volti dei partecipanti alla maratona il sorriso appare quasi scolpito per la sua incrollabile solidità, il bello è ovunque il difficile è saperlo cogliere, in questo noi a quanto pare siamo diventati maestri.

 

 

       

 

 

           

 

       

 

   

 

Velate immagini acquerellate  di malinconici colori scorrono via veloci come il nastro di asfalto sotto le mie ruote, così come i brividi di piacere che risalgono la colonna vertebrale scaturendo dalla osservazione del panorama nel quale giocano le birichine nuvole o dal piacevole ondeggiare dei diversi mezzi a due ruote che, uno dopo l'altro si avvitano giocosi sull'ennesimo tornante per poi scomparire in lontananza tra le nebbie o nella infinta serie di curve.

 

           

 

           

 

           

 

           

 

 

           

 

 

           

 

       

 

Schiestlscharte 2.024 mt (A)

 

       

 

           

 

       

 

Breve la sosta che ci ricompatta sul secondo passo della Nockalmstrasse dove ci concediamo quello che da queste parti si ostinano a chiamare caffè, unica nota irrilevantemente negativa di questa accattivante nazione, e da dove poi riprendiamo il viaggio scendendo verso la valle e la barriera di uscita concordata come punto di ritrovo.

Boschi e laghetti emergono improvvisamente quasi fatati dalla spire nuvolose per poi di nuovo scomparire dietro morbidi sbuffi, vedere spuntare da dietro un tronco il musetto di un Elfo o di uno Gnomo potrebbe non destare particolare sorpresa in noi avvolti da un alone quasi magico grazie alle maliziosamente celanti nebbie che spesso si aprono sul prezioso palcoscenico restrostante.  

 

       

 

           

 

Turracher Hohe 1783 mt (A)

 

           

 

Felici per l'esperienza e ricompattati riprendiamo il nostro viaggio diretti verso il successivo passo che, privo di particolari attrattive se non per il placido lago che vi si stende, superiamo con veloce ma legale slancio.

 

 

           

 

Gli scorci panoramici offerti dal territorio attraversato sono innumerevoli così come numerose, nonostante le condizioni meteo che non accennano a migliorare, sono le soste che ispirano.

Irresistibili sirene alle quali non sempre siamo in grado o vogliamo resistere, comunque concentrati su di un itinerario di massima che, pur non essendo inderogabile, risulta decisamente attraente nelle sua estensione.

Torrenti resi impetuosi dalle piogge appena cadute ma anche da un estate sicuramente irrequieta e roboanti cascate costituiscono la principale fonte di attrazione nascoste sotto il verde dei fitti boschi ma anche le piccole cittadine velocemente attraversate meriterebbero qualcosa di più della semplice occhiata data da dietro al visiera di un casco, ma non possiamo non stabilire delle priorità.

Priorità che in questo viaggio, come in quello dell'anno scorso, riguardano un territorio disteso lungo un asse viaria molto confusa ma progressiva e non una zona concentrica intorno ad un punto ben determinato.

Le strade che tentano caparbiamente di asciugarsi nonostante la intensa umidità non regalano invece particolari brividi, poche le segnalazioni da fare in tal senso una volta archiviata anche la pratica del Radstater Tauern, superato di slancio prima di aggrovigliare il nostro percorso e raggiungere la Salzburger Dolomitenstrasse.

 

Radstadter Tauern 1739 mt (A)

 

           

 

Mandling pass 1406 mt (A)

 

           

 

Salzburger Dolomitenstrasse

 

       

 

           

 

       

 

Le frastagliate vette osservano il nostro passaggio senza rallentarlo in modo significativo, paesaggio piacevole (sopratutto nelle iniziali strette gole) ma senza particolari suggestioni, probabilmente la denominazione ci aveva relativamente illusi dotandoci di una aspettativa preventivamente esagerata, ma per chi le conosce la parola Dolomiti è una assoluta garanzia di emozioni, e questo territorio per quanto accattivante non sembra poter competere con il famoso patrimonio dell'umanità situato al di la del confine e dello spartiacque alpino.  

 

       

 

Pass Gschutt 1433 mt (A)

 

           

 

Lasciato alle spalle il poco divertente passo Gschutt ci concediamo una breve pausa pranzo dedicata alla definitiva scomparsa delle succulenti cibarie preparate dai Veneti Luca e Morena e non terminate durante il pranzo di ieri e siamo di nuovo in strada, diretti verso quello che sembra poter essere una nuova interessante meta in grado di catturare la nostra attenzione e quella delle nostre macchine fotografiche.

 

       

 

Hallstattersee

 

       

 

Il lattiginoso ed abbacinante cielo costituisce fotograficamente, ma non solo, la condizione peggiore in cui osservare l'incantevole lago costretto tra le ripide pendici montane, l'occhio ingannato dal candore del cielo non riesce a cogliere le colorate sfumature di cui l' Hallstattersee sembra poter disporre se sottoposto ad una "illuminazione" quantomeno decente, oggi purtroppo solo il grigio resta a contrastare il fastidioso bianco che ammorba la volta celeste.

 

 

       

 

           

 

       

 

Sotto un cielo incapace di stabilire il vincitore nella lotta tra in grigio grigio e azzurro e che impone una fastidiosa tregua biancastra, raggiungiamo Bad Ausse e successivamente Bad Mittendorf dove ci perdiamo tra le stradine delle campagne ne tentativo di trovare la preventivata deviazione verso sud e la risalita al successivo passo, scorciatoia panoramica che purtroppo una volta trovata si rivela irrimediabilmente sbarrata costringendoci ad allungare il percorso puntanbdo verso Irdning e poi tornare indietro sulla 320 fino alla strada che si dirige verso il Solkpass.

 

 

           

 

Salita al Solkpass

 

 

Torna finalmente ad impressionare il panorama durante la salita al Solkpass, peggiorano purtroppo contemporaneamente le condizioni di osservazione a causa delle progressiva riduzione di luce dovuta al progressivo ed implacabile passare delle ore in questo nuvoloso tardo pomeriggio.

 

 

   

 

       

 

Asfalto non perfetto ma che offre buoni spunti alla guida incorniciato da un panorama sempre più suggestivo, questo il biglietto da visita di quello che ormai data l'ora tarda si evidenzia come l'ultima emozione della giornata.

La nostra prima preoccupazione, una volta concessi breve una sosta sul ventoso valico, sarà quella di iniziare a valutare le varie Gasthof e trovare un rifugio per la notte.

 

 

Solkpass 1788 mt (A)

 

       

 

       

 

       

 

           

 

       

 

           

 

           

 

           

 

Rifugio che troveremo pochi chilometri più avanti nella piccola cittadina di Baierdorf e che piacevolmente porrà rimedio anche a quel sempre più consistente senso di fame che da qualche ora ha iniziato a farsi sentire.

Il cielo intanto ha deciso il vincitore, poco dopo il nostro ricovero nelle comode stanze della gasthof la pioggia prende a cadere.