Esattamente un anno fa (più tre giorni)  terminava nei pressi di Pontebba l' EGOraid 2009 maratona mototuristica alpina che all'epoca non immaginava di diventare la prima di quella che speriamo sarà una lunga serie di EGO-maratone con tema alpino, ed è appunto un anno dopo che ci ritroviamo, in un numero maggiore rispetto a quello della scorsa occasione, proprio nei pressi della località in cui il raid 2009 si fermò, per riprendere il tema dove lo avevamo lasciato e superare quel confine Sloveno previsto nel 2009 ma inviolato a causa del tempo a nostra disposizione irrimediabilmente scaduto.

           

Quello che, forse paradossalmente per chi non era tra i presenti, è uno dei due momenti più belli del raid si consuma alla prima area di servizio dopo Bologna concordata come punto di incontro tra (quasi) tutti i partecipanti; la felicità assoluta che traspare dalle facce sorridenti di chi, appena arrivato, si sfila il casco è quanto di più bello ci si possa aspettare da un contesto come quello odierno.

Io, Marcello, Loris Leonardo e Davide gioiosi come bambini davanti alla concretizzazione di un sogno tanto agognato sfidiamo impenitenti lo spazio ma sopratutto il tempo che per noi non passerà mai. Almeno fino a che resteremo cosi, in queste occasioni: spensieratamente infantili !!   

           

Il secondo punto di di incontro con la componente Veneta della spedizione è stabilito alla uscita di Carnia\Tolmezzo della A23; da qui, consumato il lauto pranzo offerto dagli impagabili  Luca e Morena, prende il via ufficialmente la seconda edizione dell'EGO - Alpiraid, maratona biomototuristica dalla particolare filosofia.

Una filosofia quella di EGO semplice ma funzionale che stabilisce l'assenza di regole e di obblighi tra i partecipanti, stabilito il percorso di massima ognuno è libero di percorrerlo come meglio crede e nelle direzioni che ritiene più opportune anche percorrendo direzioni diverse da quelle stabilite oppure restando sulla via tracciata con il resto del gruppo, l'importante è che sia ben chiaro che ogni decisione individuale è di unica responsabilità di chi la prende, in un senso o nell'altro.

           

Il valico del Sella Nevea rappresenta il primo della lunga lista di passi che, potenzialmente dovremo affrontare nei prossimi quattro giorni, imprescindibile caffè che degustiamo sul valico e poi siamo di nuovo in strada affamati di curve, paesaggi e di novità, ma soprattutto affamati di emozioni.

       

Sella Nevea 1190 mt (I)

Lago del Predil

       

Il lago del Predil, azzurro/verde specchio d'acqua incastrato tra i monti, rappresenta sicuramente la prima della emozioni che ci accompagneranno in questa intensa avventura che presenta molte più incognite di quanto abbia potuto quella del 2009 ed il suo contesto decisamente più rinomato di quello attuale.

           

Passo Predil 1156 mt (I - SLO)

           

Dopo il Nevea tocca al Predil il compito di stimolare e divertire le nostre doti di guida, valico che ci introduce in territorio Sloveno sotto stretta e malinconica osservazione delle fortificazioni rimaste a testimonianza della follia che nel periodo 1915/1918 sconvolse l'Europa e in cui l'Italia recitò un ruolo purtroppo primario.

           

           

Lungo il fiume Soca

       

       

La vallata scavata dal fiume Soca che raggiungiamo scendendo dal Predil, offre notevoli spunti fotografici al gruppo che inizia a frantumarsi a seguito delle soste in diversi tempi dei vari partecipanti, ognuno di loro attratto da un diverso particolare o da un diverso panorama.

Il cielo, terso fino a poco tempo prima, inizia a dimostrare una instabilità poco incoraggiante sopratutto in funzione delle previsioni meteo per i prossimi giorni tutt'altro che ottimali, bianche nuvole si aggrappano solide alle cime dei monti circostanti, la temperatura dell'aria resta comunque piacevole.

       

           

           

Passo Vrisc 1611 mt (SLO)

       

Il passo Vrsic, ultimo scampolo montano della Slovenia prima del passaggio in terra Austriaca, emoziona oltre che per la guida sul versante Sud anche e sopratutto per il paesaggio che offre una volta raggiunto e superato il valico vero e proprio.

           

           

       

 

Le aspre ed aguzze creste rocciose stagliandosi solenni e marziali contro il cielo di nuovo azzurro arrestano spesso la nostra corsa in avvitamento verso la vallata, in parte già rallentata dalla inconsueta pavimentazione in scivoloso porfido dei tornanti che permettono l'alternanza della direzione riducendo l'altrimenti eccessiva pendenza. Suggestivo il volto scavato naturalmente nella roccia che pare sorriderci indicando contemporaneamente la via da seguire per raggiungere la nuova meta.

 

       

       

Lasciata alle nostre spalle un piccola quanto tranquilla Kranjska Gora affrontiamo senza particolari patemi l'ultimo tratto che ci separa dalla frontiera con l'Austria, il passo che ci introduce in territorio austriaco non suscita particolari emozioni se non nella tetra presenza dei vuoti ed inutili uffici di frontiera rimasti a muta testimonianza di un recente e non certo rimpianto passato. 

           

Korensko sedlo (Wurzenpass) 1073 mt (SLO - A)

           

Rispetto alla tabella di marcia preventivamente stabilita siamo decisamente in ritardo, ma dato che essa era solo indicativa e non abbiamo impegni di nessun tipo da rispettare decidiamo di comune accordo di fermarci per la notte nella accattivante cittadina di Millstatt adagiata sulle sponde dell'omonimo e splendido lago.

Grazie alla padronanza della lingua tedesca del prode Davide "Luposolitario" e alla gradevole disponibilità della addetta all'ufficio turistico troviamo velocemente alloggio per la ormai prossima notte, la scelta di una economica ma più che dignitosa Gasthof praticamente in centro viene avallata con entusiasmo da tutto il resto del gruppo, affascinato anche dalla gradevolezza dimostrata da questa ridente cittadina lacustre.  

           

Millstatt

       

L'addetta con una gentilezza, che va oltre quanto impostole dal ruolo professionale, ci indica anche il ristorante dove soddisfare piacevolmente le nostre esigenze gastronomiche dissetate da una ottima Waissbier.

Nonostante la leggera pioggerellina che ha iniziato a cadere e che ci ha impedito di sederci ai tavoli dell'ammaliante locale palafitta adagiato sulle placide acque del lago (e che aveva attirato l'attenzione di tutti, passando in sella alle nostre moto), ci concediamo una breve passeggiata digestiva sulle buie sponde del lago prima di tornare sui nostri passi e cedere definitivamente alle lusinghe di Morfeo.