GIOSTRA ALPINA

 

           

 

Ore 06.30, alba nella valle compresa tra il Furkapass e il Grimselpass, in attesa delle colazione percorro le strade silenziose, praticamente assente il traffico in una situazione che poco si differenzia da quella osservata la sera precedente.

Gli hotels in parte chiusi dimostrano un apprezzamento turistico della zona molto scarso in questo periodo, come del resto abbiamo avuto modo di osservare (egoisticamente, con enorme piacere) sul percorso che ci ha condotti fino a qui.

 

           

 

 

           

 

Salita al Grimselpass 2164 mt  (CH)

 

       

 

Affrontiamo mattinieri la salita al Grimselpass, primo valico delle consistente giornata, alle nostre spalle sul versante opposto si srotola la strada del Furkapass percorsa le sera prima.

 

 

           

 

Nonostante l'ora l'aria è già calda e la felpa preventivamente inserita sotto il giubbotto finisce presto nel bauletto posteriore, questo agosto 2009 si conferma come uno dei più caldi degli ultimi anni con buona pace della nostra eccessiva prudenza che ci ha fatto preferire i giubbotti invernali (senza imbottitura ovviamente) a quelli estivi traforati, per non parlare degli stivali in gore-tex......

Comunque mai sottovalutare la montagna, il veloce passaggio da condizioni estive a quelle invernali è una eventualità tutt'altro che remota, meglio trovarsi a dover sopportare un pò di caldo che soffrire il freddo intenso in caso di condizioni avverse.

 

           

 

 

   

 

La salita al Grimsel non tradisce le aspettative, con i "soliti" bianchi ghiacciai a farci da scorta svegliamo membra e riflessi guidando soddisfatti sui tornanti che salgono al passo, il sole già possente scalda benevolo l'aria circostante.

Sulle strade è ancora la solitudine a dettare legge, pochi per non dire nessuno i motociclisti che affrontano il valico con il sole ancora basso sull'orizzonte est.

 

           

 

Grimselpass 2164 mt  (CH)

 

 

       

 

           

 

           

 

 

Oltre ai tornanti anche i laghi costituiscono una presenza quasi scontata sui valichi Svizzeri, piacevoli nel contesto riflettendo l'azzurro del cielo e la bellezza delle cime, perdono molto del loro romanticismo se osservati dal basso, dal grigio muro della diga che frena le acque del torrente.

Eppure anche la costruzione artificiale sembra poter convivere nella sua soggettiva imponenza con le bellezze della natura circostante, ma forse è solo un mero tentativo di giustificarne l'esistenza....

 

           

 

       

 

           

 

       

 

 

       

 

           

 

           

 

La bellezza del panorama ci accompagna per tutto il tragitto in discesa verso la nuova risalita, una risalita che sarà in grado di sorprenderci ancora di più in un crescendo di meraviglia che non sembra poter avere fine.

 

       

 

           

 

Salita al Sustenpass 2224 mt  (CH)

 

       

 

       

 

Non è facile stabilire quale, dei passi affrontati in questi 4 giorni, sia il più bello, ognuno di loro propone caratteristiche stradali e paesaggistiche profondamente diverse nella loro apparente similitudine, eppure se si dovesse stilare una classifica il Sustenpass occuperebbe, se non la vetta, una posizione di sicuro rilievo.

 

           

 

           

 

           

 

           

 

La strada, deserta, sale prima protetta dal verde degli alberi attraverso gallerie scavate nella roccia e cascate che si gettano nel vuoto, progressivamente il verde si dirada per lasciare posto al tipico paesaggio di alta montagna.

 

           

 

   

 

       

 

Il ghiacciaio del Triftgletscher ci accoglie benevolo al suo cospetto, difficile di fronte a tante meraviglie occuparsi anche delle sensazioni che la strada può regalare alla guida motociclistica, eppure, con un occhio al panorama che scorre al lato c'è modo anche di divertirsi sui tornanti che salgono al valico.

 

 

       

 

   

 

               

 

Le vette del Gwachtenhorn (3420 mt), del Hinter Tierberg (3447 m) e del Sustenhorns (3315 mt) dominano solenni il ghiacciaio del Steingletscher che con le acque di scioglimento alimenta un piccolo laghetto sottostante, gli aggettivi rischiano ora di diventare assolutamente insufficienti a descrivere le sensazioni provate osservando cotanta bellezza

 

 

               

 

 

               

 

 

               

 

Sustenpass 2224 mt  (CH)

 

       

 

   

 

La strada raggiunge il suo culmine al cospetto di numerose cime che superano i 3.000 mt, dedichiamo loro il giusto tributo prima di riaccendere i motori ed invertire nuovamente la pendenza.

 

 

   

 

 

       

 

           

 

Salita all' Oberalpass 2044 mt  (CH)

 

           

 

   

 

                       

 

Superate le Gole della Schoellen formate dal fiume Reuss poco prima di Andermatt e sormontate dalla versione tedesca del ponte del Diavolo (Teufelsbrücke), iniziamo la salita ad un Oberalpass che ci regalerà ben poche emozioni, la colpa di questo probabilmente è dovuta alla ricchezza di sensazioni appena provate affrontando il precedente valico.

 

           

 

           

 

 

Oberalpass 2044 mt  (CH)

 

           

 

           

 

           

 

           

 

Salita al Lukmanierpass 1916 mt  (CH)

 

           

 

           

 

Deluse ampiamente invece le aspettative nella salita, e conseguente lunga discesa verso Bellinzona,  al passo del Lucomagno, veramente poche le sensazioni ispirate dalla strada e dal contesto paesaggistico, che resta comunque indubbiamente affascinante ma non regge il confronto con quanto finora assaporato.

 

           

 

Lukmanierpass (Passo del Lucomagno) 1916 mt  (CH)

 

           

 

 

   

 

           

 

   

 

   

 

 

           

 

           

 

           

 

Salita al Passo San Bernardino 2066 mt  (CH)

 

           

 

Il lungo percorso vallivo che si interpone tra le due pendenze dei passi in sequenza regala, nonostante la monotonia di guida qualche discreto scorcio paesaggistico oltre che storico, per fortuna i limiti di velocità elvetici non si perdono dietro alla incoerenza tipica delle nostre contrade, 50 km/h nei centri abitai e 80 km/h fuori sono le uniche segnalazioni fornite, quasi rilassante guidare in queste condizioni dato che non è necessario osservare quella miriade di cartelli che adornano le strade italiane.

 

           

 

           

 

       

 

Dall' omonimo paese la strada che sale verso il valico di san Bernardino si attorciglia sul fianco delle montagne in maniera davvero divertente, coppia e agilità delle tre biclindriche trovano qui ampia soddisfazione.

 

 

           

 

       

 

Passo San Bernardino 2066 mt  (CH)

 

 

       

 

   

 

La sosta sul passo rifocilla anche la carne oltre che lo spirito, adesso di fronte alle placide acque del laghetto di fronte al rifugio non siamo più soli, numerosi sono i motociclisti che animano il contesto, evidentemente ci stiamo addentrando in una zona più rinomata delle precedenti, ma difficilmente più suggestiva, temo.

 

           

 

   

 

La discesa verso valle non è meno divertente della salita, lo stesso colpo d'occhio su tornanti che si avvitorcolano nel tentativo di trovare una logica soluzione alla ripida pendenza è assolutamente bello.

 

       

 

           

 

Salita allo Splugenpass 2113 mt  (CH - I)

 

           

 

           

 

           

 

Splugenpass (Passo dello Spluga) 2113 mt  (CH - I)

 

 

Stretto ripido e brullo lo Spluga è il valico che, temporaneamente ci riporta in terra natia, divertendoci nel frattempo.

 

       

 

       

 

   

 

Subito dopo il valico è compito del lago di Montespluga quello di rallentare la nostra corsa, neanche tanto veloce invero, verso Chiavenna e la direttrice che ci riporterà in terra elvetica e al meritato riposo, tra un paio di passi.

 

 

       

 

 

 

               

 

           

 

           

 

Salita al Malojapass 1815 mt  (CH)

 

           

 

           

 

Malojapass (Passo del Maloja) 1815 mt  (CH)

 

       

 

       

 

Anche il Maloja è una pratica presto sbrigata, strada degna di poche note, mentre il paesaggio è davvero suggestivo grazie anche e soprattutto all'ampio lago di Sils sul quale stazionano quietamente numerose barche tipiche di un ambiente marittimo in netto contrasto con gli irti picchi che le sovrastano immediatamente dalle rive del lago.

 

 

 

           

 

 

   

 

Il Silvaplaner See è il lago che immette nella mondana St Moritz, prontamente evitata grazie alla deviazione che ci porta a compiere l'ultima fatica della giornata.

 

 

Salita allo Julierpass  2284 mt  (CH)

 

           

 

           

 

Julierpass (Passo del Giulia) 2284 mt  (CH)

 

       

 

           

 

Con il sole ormai basso all'orizzonte superiamo la bellezza essenziale dello Julierpass sul quale incontriamo ben pochi motociclisti, la successiva discesa ci porta al giusto riposo dopo una lauta cena innaffiata, ovviamente da un paio di buone Weissbier.

Sono trascorse 12 ore e circa 400km dalla prima accensione motori della giornata.