ANTEPRIMA SVIZZERO

 

La preparazione di questo viaggio in effetti non è stata particolarmente complessa, anzi, la stesura del suo itinerario è stata quasi divertente oltre che avvincente: come in un gioco di un noto settimanale enigmistico è bastato evidenziare sulla cartina che comprende l'arco alpino centro-orientale con un pallino rosso tutti i passi (solo quelli che non avevo mai superato) per poi impegnarsi ad unirli percorrendo sempre strade nuove senza quindi tornare mai indietro o percorrere due volte lo stesso tracciato.

Un pò più complicato è stato quantificare le percorrenze effettuabili in giornata per verificare indicativamente le distanze percorribili nei quattro giorni di viaggio previsti, trasferimenti compresi, in un itinerario che inizialmente vedeva il suo avvio ad est attraverso il friulano Sella Nevea e la frontiera Italo/Slovena.

La realistica verifica delle tempistiche che contemplavano una media di percorrenza di 50 km/h (tendenzialmente ottimistica) aggiungendo varie soste, dato che non si trattava di un raid macinachilometri, ci ha imposto la modifica del senso di marcia spostando la partenza ad ovest per affrontare subito la parte più emozionante del percorso, quella Svizzero/Austriaca, e concentrarsi su di essa.

 

           

 

E' in questa zona infatti che sono situati i valichi più emozionanti, non era quindi logico preferire la Slovenia rischiando di non avere poi il tempo necessario al completamento dell'itinerario e rinunciare ad alcuni dei più bei contesti paesaggistici delle Alpi.

 

           

 

Il viaggio in origine doveva essere effettuato in solitaria, come nel 2007 sulle Alpi Italo-Francesi, ma per vari motivi ho deciso di estendere l'invito a tutti gli iscritti al forum del sito, per cui siamo in tre oggi ad affrontare, dopo il trasferimento dalla Toscana, il primo dei passi in programma: io, Marcello sulla sua variopinta KTM Lc8 ADV e Loris con la nera BMW r1150r.

La condizione però è ben chiara, questo è un EGO tour, quindi ognuno è libero di decidere come vuole direzione e modalità di viaggio senza che i compagni si debbano sentire obbligati a seguirlo, il piacere di seguire il proprio istinto di nomade dovrà essere superiore a quello della logica di gruppo.

Altri avrebbero ben volentieri calcato le stesse strade ma gli impegni estivi precedentemente assunti ne hanno impedito la presenza, non è facile infatti ritagliarsi del tempo libero nelle settimane di agosto.

 

Salita al Simplonpass 2005 mt  (I –CH)

 

           

 

       

 

           

 

Il valico del Sempione è un valico commerciale, non è lecito quindi attendersi particolari suggestioni dalla sua percorrenza, strade larghe e traffico pesante non consentono particolari emozioni dal punto di vista della guida, per fortuna il paesaggio costituisce un gustoso anteprima a quanto ci attende nei prossimi (tanti) chilometri.

 

 

 

Simplonpass (Passo Sempione) 2005 mt  (I –CH)

 

   

 

       

 

       

 

Scortati dalle cime che culminano sulla coppia Lagginhorn (4010 mt) e Weissmies (4023 mt) avvolta dalle lingue dei ghiacciai, raggiungiamo il valico e ci concediamo una meritata sosta con un succulento spuntino, oltre ovviamente alle foto di rito.

 

 

           

 

           

 

Se il Simplonpass costituiva il preludio, la discesa verso la valle del Rodano ci consegna definitivamente alla reale dimensione del viaggio ipotizzato, la serie di nomi dei passi appuntati sulle mappe adesso turbina nella mente, un brivido familiare attraversa la schiena, siamo partiti!!

 

           

 

           

 

           

 

Salita al Nufenenpass 2478 mt  (CH)

 

           

 

       

 

Al cospetto di un incantevole panorama si guida con piacere risalendo il pendio tortuoso che conduce al valico della Nufena, la strada perfettamente asfaltata e le lingue di ghiaccio che scendono apparentemente immobili della cime più alte costituiscono un esplosivo binomio per la nostra voglia di nuove sensazioni.

La straordinaria bellezza che ci circonda è facile da ritrovare anche nel sorriso che, da orecchio ad orecchio, adorna il volto felice dell'Australiano che in sella al suo Gs 1200 imbarcato a Sydney, percorre le strade più belle della vecchia Europa.

 

           

 

       

 

       

 

       

 

   

 

   

 

 

           

 

Nufenenpass (Passo della Novena) 2478 mt  (CH)

 

           

 

           

 

 

Maestoso è l'aggettivo adatto alla definizione del paesaggio e allo spettacolo offerto dal Pizzo rotondo (3192 mt) che dalla vetta del Nufena possiamo osservare, così come insufficiente è quello da dedicare al tempo a nostra disposizione per l'esplorazione di questi luoghi.

Come succede ogni volta che percorro velocemente un territorio il dispiacere di non avere il tempo necessario alla su completa esplorazione e comprensione è una fugace ombra che presto svanisce al tepore dello sfavillante sole estivo.

 

Grazie alla indicazione di un motard che ci fa segno chiedendoci gentilmente di spegnere i motori possiamo osservare uno stambecco con il suo piccolo che saltano sulle rocce del dirupo situato appena sotto la strada.

 

       

 

               

 

       

 

 

Ritroveremo spesso analoghe immagini durante le salite e discese che affronteremo, così come le abbiamo osservate in precedenti viaggi,  ma la visione della strada che si attorciglia caparbia per risalire fin dove non dovrebbe essere possibile per ricavarsi un passaggio tra le solenni vette, resta  fonte di estrema suggestione.

 

           

 

           

 

Un rapido pensiero, mentre l'azione combinata dei freni anteriore e posteriore rallenta la corsa di Maia e ne consente l'inserimento nell'ennesimo tornante, va al previdente lavoro di preparazione del mezzo che, per l'occasione sfoggia gomme e pastiglie frenanti nuove di zecca, oltre 1500 chilometri di passi alpini non possono essere sottovalutati.

Il risparmio di qualche euro e di un paio di ore di tempo potrebbero riservare brutte sorprese e rovinare un viaggio irripetibile, assurdo rischiare.

 

           

 

Salita al Passo San Gottardo 2108 mt  (CH)

 

           

 

Il passaggio dalla discesa del Nufena alla salita del Gottardo è immediato, ma nella veloce decisione ad un crocevia imbocchiamo la strada "sbagliata", o meglio ci indirizziamo verso il valico previsto ma sul tracciato di nuova costruzione e di scarso valore motociclistico.

 

   

   

Una volta in vetta basterà una occhiata complice tra i tre amici per lanciarsi in discesa sul vecchio tracciato (osservato in larghi tratti con malcelato dispiacere durante la veloce salita), come potevamo perdere l'occasione di guidare su di una strada così particolare ed antica, lenta a causa dei sampietrini che sostituiscono l'asfalto e meravigliosamente tortuosa nella sua stretta conformazione che quasi si sovrappone nella ascesa al valico.

 

           

 

           

 

 

           

 

           

 

Gotthardpass (San Gottardo) 2108 mt  (CH)

 

               

 

               

 

Tornati soddisfatti sui nostri passi sostiamo finalmente sul valico, adesso con una convinzione che prima  non avevamo, raggiungere il valico del Gottardo attraverso la strada nuova non pareva soddisfare il nostro piacevolmente infantile, senso di conquista.

Strada a parte il contesto paesaggistico del valico non risulta particolarmente suggestivo, velocemente risaliamo in sella per dirigerci alla volta della nuova "preda" , le ombre della sera si allungano sugli irti picchi e la stanchezza dovuta alla lunga giornata inizia a farsi sentire, le ore passate noiosamente in autostrada pesano come macigni rispetto alle piacevoli sorelle impiegate nella guida sui passi.

 

           

 

       

 

       

 

Salita al Furkapass 2431 mt  (CH)

 

       

 

Anche tra la discesa dal Gottardo e la salita al Furkapass non c'è intermezzo, si inverte subito la pendenza e si punta di nuovo il cielo sempre più saturo di azzurro; quello che colpisce oltre al panorama di nuovo avvincente è la assoluta mancanza di traffico sulla strada, la solitudine con cui risaliamo felici verso l'ultimo passo della giornata non sembra compatibile con la leggendarietà che queste zone riscuotono tra i mototuristi e tra gli amanti della montagna in generale.

 

           

 

       

 

           

 

 

 

Furkapass 2431 mt  (CH)

 

           

 

Il piazzale del passo completamente deserto oltre a confermare la precedente impressione trasmette una sensazione di triste solitudine che il vento della sera subito spazza via, la consapevolezza della possibilità di osservare la montagna nel silenzio che più le si addice è una  occasione che non può che trasmettere piacevole felicità.

 

       

 

La luce particolare della sera crea incantevoli contrasti chiaroscuri, i lontani ed affilati profili montani si schiacciano suggestivamente con l'azione del potente teleobbiettivo della reflex; sono quasi sicuramente delle cime dello Jungfrau, dello Finsteraaahorn e Aletschhorn, uno dei più alti e suggestivi complessi alpini della Svizzera, i picchi che si stagliano possenti al cielo.

 

       

 

Nella percorrenza degli ultimi tre passi abbiamo girato intorno al Pizzo Rotondo che adesso si contrappone al ghiacciaio ai piedi del Dammastock con i suoi 3630 mt, un ultimo ammirato sguardo al panorama ed è tempo per l'ultima discesa delle giornata, in valle cercheremo alloggio per la notte.

 

           

 

 

       

 

Osservare l'impetuoso torrente che si lancia nel vuoto al cospetto del ghiacciaio è un imperdibile quadro che si presenta ai nostri occhi durante la soleggiata discesa verso Gletsch, sul versante opposto nascosti dalle ombre della sera i tornanti del Grimselpass ci osservano invitanti, domani sarà il loro turno.

Proseguiamo fino ad Oberwald ignorando la deviazione per il Grimsel, per trovare alloggio, la difficoltà non stà nella eccessiva presenza di turisti che affollano gli alberghi ma nell'esatto contrario, in una sorta di bassisima stagione le attività della zona sono chiuse o attive in parte, situazione decisamente poco comprensibile visto il periodo e la straordinarietà dei dintorni.

 

 

Alloggiamo dignitosamente allo Sporthotel, ma in zona ci sono numerose possibilità, dato che è impossibile per noi dare una valutazione comparativa in una zona al momento poco attiva turisticamente consigliamo di vagliare anche le altre alternative se capitate in zona per la notte.

La cena consumata in un ristorante vicino al ritmo di Weissbier, molto gustosa, ci conduce verso il giusto epilogo della intensa giornata, con la consapevolezza della potenzialità della giornata successiva mi addormento felice lottando con cuscino e piumone tipicamente ma dannatamente troppo soffici per i mie gusti.