
E' un misto di sorpresa e stupore quello che mi pervade quando leggo la mail giunta dalla Ducati Firenze,
(casa madre dello store di Arezzo dove giace in attesa di perizia assicurativa la mia Multistrada 1000 investita in sosta da un camion), Renato Scali, il titolare, si dichiara disposto ad affidarmi la nuovissima Multistrada 1100 per il prossimo raduno del Chianti da me organizzato proprio per il suddetto modello di Borgo Panigale.
| Il nuovo carter frizione della 1100S |
La mia balbettante telefonata a Renato fuga ogni dubbio relativo ad un eventuale scherzo, il prossimo giovedi' , vigilia dell'inizio del raduno mi attendono a Firenze per la consegna della moto, una settimana prima dell' open week end ufficiale potro' "assaggiare" le caratteristiche della nuova moto in una prova ben piu' lunga di quelle normalmente possibili.
Giovedi pomeriggio, emozionato come non mi capitava da anni, ricevo le chiavi della rossa Multistrada 1100 in versione S parcheggiata fuori dallo store, espletate le normali formalita' mi accingo ad "ascoltare" il nuovo sound della Multistrada orfana di una delle piu'
rappresentative caratteristiche della Ducati, la tintinnante frizione a secco, in compagnia della quale ho percorso piu' di 60.000 km in sella alla Multistrada 1000.
Una volta in moto ci si accorge subito che nel tipico borbottare meccanico del motore Desmodromico manca qualcosa, la rumorosita' e' riconoscibile ma mancano le note alte del tintinnio dei dischi frizione, per chi come me non e' un amante della nota caratteristica il miglioramento e' decisamente rilevante, oltre all'abbassamento della rumorosita' meccanica, infatti, anche il tasso di vibrazioni risulta ridotto come vedremo piu' avanti.
La prima sorpresa si presenta all'inserimento della prima marcia e alla successiva partenza, memore della morbidezza e della poca modulabilita' della frizione della piccola 620 e'
piacevole scoprire quanto lo sforzo sulla leva appena ridotto (rispetto alla 1000) attivi una frizione in tutto e per tutto simile alla precedente versione a secco nelle principali caratteristiche come avro' modo di verificare anche nella guida piu' sportiva.
Nei primi chilometri percorsi attraverso il caotico centro della citta' Gigliata ho modo di verificare il comportamento del mezzo nell' impiego probabilmente piu' stressante ed
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I silent-block montati sul manubrio smorzano le vibrazioni sulla braccia |
improprio che si poteva chiedere ad un Multistrada ma che sulla 1100 appare decisamente piu'
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Il terreno della prova |
abbordabile, nonostante il motore ancora freddo la regolarita' di erogazione e' sorpendente , le irregolarita' della precedente versione prima del raggiungimento dei 70° di temperatura olio sono un lontano ricordo, l'adozione della sonda lambda consente una ottimizzazione della iniezione in qualsiasi momento rendendo superflua anche la regolazione del CO prima indispensabile.
Anche il tasso delle vibrazioni a freddo e' molto ridotto, oltre alla mancanza della frizione a secco la nuova Multistrada adotta anche un manubrio montato
su silent-block, nonostante la ruvidita' tipica dei mezzi con pochissimi km ( la moto ne ha 10) le sensazioni trasmesse dal mezzo sono oltremodo piacevoli.
Districandomi nel traffico cittadino comincio a capire quanto ed in che cosa questo nuovo motore sia diverso dal suo illustre predecessore, se il 1000 Ds
aveva preso le distanze dalla tipica scorbuticitą dei "vecchi" motori Ducati il nuovo 1100 segna un nuovo punto di riferimento, la fluiditą e la regolaritą di erogazione ripulite da qualsiasi incertezza o singhiozzo permettono una guida cittadina molto piu' rilassata e meno faticosa, limitando anche l'uso della frizione prima indispensabile.
Nelle brevi e lentamente progressive accellerazioni in partenza da semaforo la corposita' del nuovo motore inizia a farsi sentire mentre continuo ad assaporare le rotonda erogazione del nuovo nato in casa Ducati.
Finalmente lascio la citta' alle mie spalle, la strada inizia a farsi tortuosa e la mia palestra preferita appare sempre piu' vicina, le morbide ondulazioni delle colline Chiantigiane saranno un terreno di prova importante per la rossa Ducati.
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Le oramai celebri doti dinamiche della Multistrada sono esaltate dalla fluidita' del nuovo motore 1100 |
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La sensazione globale del mezzo non e' diversa da quella che ho provato per tanti km sulla mia 1000 e quindi approccio in modo naturale le prime curve, ma alla
straordinaria quanto conosciuta maneggevolezza e precisione di inserimento della moto stavolta si affianca una incredibile regolarita' di erogazione ed una coppia vigorosa piu' bassa della precedente versione, percorrere la curva diventa ancora piu' simile ad un passo di danza effettuato da un ballerino ormai esperto e maturo libero dalle rigiditą della gioventł, mentre scorrono i pensieri arrivo impreparato alla curva successiva costretto a pinzare per mantenere la traettoria che la Ducati affronta anche in questo caso senza timori, e' quando succede per la seconda volta che capisco che qualcosa non quadra, analizzo le mie sensazioni nelle successive variazioni di traettoria effettuate in "pennellata" e capisco dove sta' l'errore, sto' guidando come se fossi sulla mia Castalia ma adesso ho una coppia piu' bassa ed una erogazione molto piu' pulita che mi consentono una velocita' di percorrenza di curva e di uscita nettamente superiore che mi sparano "lungo" alla curva successiva.
Ok, ricominciamo, guido con maggiore attenzione alle sensazioni trasmesse dalla moto e dalle traettorie, la fluidita' del motore e' fantastica per chi come me ha sempre convissuto con il bicilindrico, come inebriante e' la coppia motrice straordinariamente bassa, questa accoppiata quasi fantascientifica permette una volta "ritarate" le mie sensazioni di scatenare una assordante sinfonia sulle tortuose strade collinari percorse con impressionante regolarita' e progressione con una emozionante sensazioni di "pulizia" di guida.
La moto disegna le curva come un compasso, leggera nelle variazioni di direzione, precisa negli inserimenti in curva, , la coppia decisa fionda la rossa Ducati fuori dalle curve perfettamente assistita da un gruppo telaio\sospensioni superlativo; la versione S equipaggiata con le Ohlins risulta piu' precisa nelle curve, una remota sensazione di sottosterzo e' probabilmente dovuta alla taratura non perfetta (per il mio modo di guida) delle sospensioni.
Difficile mantenere a terra l'anteriore nelle prime due marce mentre parallelamente il posteriore tende a derapare nella uscita dalle curve a gas aperto, entrambe le situazioni pero' sembrano piu' controllabili grazie alla ormai piu' volte citata fluidita', sulle stesse strade alla guida dei 70 partecipanti al raduno ho potuto capire quanto anche in passo da parata o contemplazione turistica la fluidita' del motore sia apprezzabile, dai 2.000 giri il motore riprende sicuro e pulito senza quelle piccole sbavature che penalizzavano il 1000 , insistendo con il gas si ha una progressione possente che spinge la Multistrada in accelerazioni adrenaliniche che danno la sensazione di disporre di piu' dei 2 cv di differenza dichiarati.
Che dire di piu', se la 1000 rappresentava la concretizzazione di un sogno, la attuale 1100 ne rappresenta la naturale Darwiniana evoluzione che ribadisce nettamente il carattere della Multistrada affinandone le caratteristiche e rendendolo ancora di piu' un mezzo da sensazioni uniche, difficile pensare si possa fare di meglio, ma lo avevo dichiarato anche tre anni fa.......
Oltre alle succitate novita' va segnalata anche la affidabilita' della strumentazione in grado finalmente di segnalare al pilota l'effettivo consumo del mezzo e relativa rimanenza di carburante, segnalazioni molto approssimative e quasi inutili sulla Multistrada 1000
In sintesi, con l'adozione del nuovo motore la nuova 1100 incrementa decisamente la capacita' emozionale grazie alla unione di una fluidita' tipica dei quattro cilindri ad un coppia straordinaria che solo un Desmo poteva esprimere, il risultato e' un mezzo ancora piu' performante nell'uso sportivo ma allo stesso tempo piu' gustoso nell' uso turistico, siamo in presenza di quella che a mio giudizio adesso e' ancor piu' la regina dello sport touring, se gia' la 1000 risultava un brutto cliente sui passi montani la 1100 per molti si trasformera' in un incubo.
Attenzione pero', se la Multistrada 1100 risulta facile da guidare anche dai meno esperti per le caratteristiche di fluidita' e di leggerezza di guida, portarla al limite diventa un compito da affrontare solo se molto esperti nella guida sportiva, le prestazioni ottenibili sono da gestire con oculatezza, farsi prendere la mano e' molto facile.
La scomparsa dell frizone a secco e' da considerare una logica evoluzione che , anche se avversata dai piu' tradizionalisti regala solo vantaggi.
Credo che con le nuove soluzioni tecniche e la sottolineata riduzione dei costi di manutenzione la nuova 1100 possa aspirare ad un ruolo di rilievo nelle considerazioni di molti motociclisti italiani e non, grazie anche ad un qualita' costruttiva ed un affidabilita' a livello della concorrenza.
La Multistrada 1100 e' gia' disponibile dai concessionari allo stesso prezzo della 1000 o 1000S, le colorazioni invece si limitano (per adesso) alla rossa per la normale e alla rossa o nera per la S.