1 OTTOBRE 2010 - ASSALTO ALL'ASSIETTA

 

L’idea di organizzare ufficialmente un raduno seguendo la filosofia EGO era nell’aria da un po’ di tempo, anche se in effetti di incontri sottoposti a tale condizione ne avevamo già effettuati diversi negli ultimi anni  mai però con l’ufficialità che si conviene ad un raduno.

La data individuata per la prima edizione (ma anche per le future) di questo raduno, che avrà come caratteristica di essere itinerante svolgendosi quindi ogni anno in una zona diversa,  prende in esame uno dei periodi probabilmente più belli dell’anno da punto di vista mototuristico; ovvero quando la natura si veste dei più bei colori prima del letargo invernale e quando le temperature non risultano più avverse per chi, come noi, solitamente viaggia abbigliato di tutto punto.

 

       

 

Data la caratteristica “coloristica” del periodo e scartato il Chianti per vari quanto ovvi motivi, la scelta della località cade su di una zona similare paesaggisticamente ma anche per dedizione enologica e gastronomica con in aggiunta una variabile tartufo che risulta sicuramente molto attraente: Le langhe.

Stabilito e prenotato con largo anticipo l’alloggio che ci ospiterà e ristorerà nelle cene prepariamo anche un abbozzo di itinerario che da un idea del contesto e della attrattive di zona, itinerario che nella logica EGO è assolutamente da considerare indicativo, ognuno poi sarà libero di dirigersi dove vuole, effettuare soste come e quando lo ritiene necessario, con l’unico obbligo di cenare e dormire nella struttura prenotata.

 

           

 

Il tutto secondo un filosofia, quella EGO appunto, che prende in esame tutte le volontà dei partecipanti lasciandole libere di esprimersi senza doversi assoggettare a quelle altrui, partendo dal presupposto che se sono ferie sono ferie per tutti e con la importante finalità della responsabilità della scelta: tutto ciò che fai lo fai perché tu lo hai voluto.

Anche se decidi di seguire qualcun altro.

Detto ciò, appare evidente che per arrivare sulle Langhe occorre pianificare un percorso che ovviamente risulti il più emozionante possibile, lasciando il sabato alla esplorazione del territorio Piemontese resta tutto il venerdì per gironzolare in progressivo avvicinamento.

Alla primigenia idea di serpeggiare per le cime appenniniche della Liguria si sostituisce presto quella, decisamente più ardita, di affrontare un percorso decisamente diverso ma sulla carta molto più emozionante, la proposta di conquistare la lontana, celebre ed attraente strada dell’Assietta conquista immediatamente il beneplacito di tutti, anche di chi arrivando da molto lontano poteva declinare l’offerta sapendo anche che non si tratta di un percorso su normale asfalto ma di una strada lunga circa 50 chilometri completamente sterrata.

 

       

 

In questo caso però la tanto bistrattata autostrada consente a tutti di raggiungere velocemente  Susa , nonostante il drammatico nubifragio patito intorno a Genova, dove sotto un incoraggiante sole Loris (partito il giorno prima) e Luca (in arrivo dalle Marche) attendono il resto del gruppo composto da me, Marcello, Vincenzo e Rino.

Sbrigati i normali convenevoli raggiungiamo Meana di Susa dove ci concediamo un breve pasto, poco dopo e pochi chilometri più avanti siamo fermi sotto il cartello che indica l’inizio della Strada del Colle delle Finestre e la fine del confortante nastro di asfalto.

 

           

 

Da adesso per buona parte dei partecipanti, tre Multistrada 1100 e un BMW r1150r, inizia la scommessa, ben diverso invece il discorso per chi cavalca puledri concepiti per un utilizzo in tal senso specifico come i due KTM LC8 di Marcello e Vincenzo.   

Lascio il gruppo in osservazione della mappa e mi lancio deciso sul sentiero, emozionato come un bambino prendo progressivamente confidenza con il terreno e con le reazioni della moto, per poi fermarmi alcuni tornanti più in alto in attesa degli altri armato della mia fida reflex nell’intento di immortalarne la risalita.

 

       

 

       

 

           

 

   

 

           

 

Dinamicamente Maia si comporta bene sullo sconnesso, che qui sulla parte che sale al Colle delle Finestre è particolarmente significativo, il limite oggettivo è dato dai cerchi in lega e da una coppa motore troppo scoperta, fatto salvo ciò riesco anche a divertirmi pur penalizzato nella velocità.

 

 

       

 

 

 

       

 

       

 

       

 

Colle delle Finestre    2178 mt

 

       

 

Dopo varie soste e sotto un cielo ancora in parte azzurro raggiungiamo la vetta del primo colle, quello delle Finestre appunto, da dove la strada torna asfaltata per un breve tratto scomparendo, aimè, in una densa nebbia, poco edificante presupposto per i prossimi chilometri, quelli più significativi dal punto di vista paesaggistico.

 

           

 

       

 

           

 

           

 

La strada torna sterrata in concomitanza con l’ingresso nella Strada dell’Assietta, uno sterrato più compatto e meno impegnativo che consente anche margini di divertimento in più dal punto di vista della guida.

 

           

 

       

 

Data l’impossibilità di godersi un paesaggio totalmente nascosto dalla dispettosa nebbia decido di raccogliere emozioni da una diversa fonte, anche se un po’ più rischiosa.

Abbandonato ogni indugio spalanco il gas della accondiscendente Maia e, superati gli amici che mi precedevano, utilizzo tutte le reminiscenze fuoristradistiche per lanciare la nera bicilindrica in una gustosa quanto vigorosa risalita verso la vetta del colle della Assietta, un progressivo divertimento assecondato da una ottima moto e dalla noncuranza verso i potenziali danni che potrebbero subire i cerchi alla riduzione dei quali spero possano contribuire le sospensioni ammorbidite prima di affrontare lo sterrato.

 

 

Tra esaltanti derapate (dal punto di vista personale non tecnico oggettivo) e divertenti  saliscendi raggiungo infine la vetta, sempre immerso nella nebbia (che oltre a nascondere il paesaggio impedisce anche di vedere dove si finisce sbagliando una curva), dove attendo gli altri per le foto di rito.

 

Colle dell’Assietta    2474 mt

 

       

 

       

 

A causa del periodo e delle condizioni meteo (unica consolazione) la strada risulta pressoché deserta, durante tutto il percorso incontriamo solo due ingombranti SUV e quattro moto, normalmente sappiamo che il contesto risulta enormemente più affollato, meglio di niente ……

Il Colle della Assietta rappresenta più o meno il punto di metà percorso, condizione che serve a fare il punto della situazione e a verificare le condizioni psicofisiche del gruppo, uno sterrato mediamente impegnativo  presenta la sua maggiore difficoltà nella estensione piuttosto che nella pericolosità del tracciato stesso, non è facile fisicamente ma anche psicologicamente guidare per oltre tre ore una moto che non ha nessuna voglia di andare dove gli imponete di andare e che inoltre ogni tanto sembra volervi gettare a terra ad ogni costo.

 

        

 

       

 

Testa dell’Assietta    2567 mt

 

           

 

Colle Lauson    2497 mt

 

       

 

Nonostante tutto ciò anche chi comunque non ha nessuna esperienza in merito appare divertito e motivato, anche se ovviamente non molto rilassato, e la prospettiva di affrontare il resto del percorso non provoca che visibili emozioni positive.

Mentre la nebbia continua a coprire tutto il gruppo riprende scaglionato il suo cammino.

 

Colle Blegier    2381 mt

 

           

 

 

           

 

 

       

 

       

 

       

 

Colle Burget    2299 mt

 

           

 

Colle Basset    2424 mt

 

           

 

           

 

Solo poche volte alcuni brevi squarci di sole illudono della prossima definitiva scomparsa della nebbia, e solo in prossimità della fine della strada sterrata in vista del Sestriere il cielo torna azzurro e la nebbia scompare, la parte migliore del paesaggio è ormai purtroppo irrimediabilmente alle nostre spalle.

 

       

 

       

 

Colle di Sestriere 2033 mt

 

Ma tant’è, la soddisfazione sui volti polverosi è tanta, così some tanta e l’eccitazione quando le moto tornano a scorrere veloci sulla lingua di asfalto tortuoso che attraversa nel primo tratto la Valchisone.

Una sosta caffè a Pragelato segna l’inizio del noioso trasferimento che ci porterà fino alla nostra destinazione, superati Pinerolo Saluzzo e Bra, il tranquillo agriturismo Canelli dove ci attendono Timmon e Laura aperitivo in mano.

Sono le ore 20.45, siamo stanchi ma dannatamente soddisfatti. Ancor più dopo la gustosa cena ed il meritato riposo immediatamente conseguente.