E' un'alba in bilico fra il grigio e azzurro quella che accoglie il nostro precoce risveglio in quel di Norcia, confortato da una  temperatura piacevole ma decisamente anomala per questo periodo, queste zone e quest'ora antelucana, mi preparo per la mia classica mattiniera escursione  stavolta non in solitaria, mentre Marcello e Stefano proseguono sul loro giusto riposo, il parimenti insonne Fabio si prepara ad accompagnarmi.

 

Alba Sibillina

 

           

 

 

Forca di Santa Croce 816 mt

 

   

 

Sella di Monte Ventosola 1521 mt

 

       

 

Raggiungiamo velocemente e senza praticamente incontrare nessun veicolo il suggestivo balcone del belvedere che domina il piano grande chiuso all'orizzonte dalla catena montuosa che scompare fra le nuvole e da Castelluccio di Norcia che sorveglia arcigna la pianura che si stende ai suoi piedi.

Il forte vento che domina questi territori non riesce comunque a portare le temperature a livelli fastidiosi nonostante l'ora mattutina, difficile però in queste condizioni scattare fotografie che non risultino mosse soprattutto utilizzando lunghi teleobiettivi; il panorama che si stende davanti ai nostri occhi giustifica comunque qualsiasi pena patita per raggiungere questo obiettivo.

Ancora una volta un panorama più volte ammirato riesce a mostrarsi in una veste totalmente diversa da quelle finora osservate.

 

   

 

 

           

 

Terminata la classica sequenza di foto e soddisfatti dell'osservazione torniamo in sella ai nostri mezzi per ridiscendere velocemente verso l'agriturismo dagli amici che ci aspettano per consumare una gustosa colazione nella quale si evidenzia la calda ricotta appena fatta, mentre terminiamo la colazione ci raggiungono gli ultimi partecipanti a questa sortita: Marco e Silvano in sella alle loro moto e l'altro Marco a bordo della sua auto a causa di una fastidiosa influenza da poco debellata ma che non gli ha nessun modo potuto impedire di partecipare a questa particolare escursione.

 

 

Mattino Sibillino

 

Tecnicamente questa nuova edizione della Sortita Sibillina sarebbe la terza, sostanzialmente però è difficile attribuire una reale sequenza temporale coerente ad una escursione biomototuristica che di coerente nelle tre edizioni svoltesi ha avuto praticamente solo la meta principale e la data.

La prima edizione della Sortita Sibillina datata 8 dicembre 2008 è quella che di fatto può essere considerata la vera sortita in quanto veramente improvvisata all'ultimo momento e coronata dall'altro dono straordinario contesto paesaggistico e meteorologico, la seconda svoltasi nel 2009 è risultata un misto fra pianificazione improvvisazione, prevista infatti con largo anticipo è stata di fatto annullata a causa delle condizioni meteo per poi essere recuperata all'ultimo momento da tre soli determinati partecipanti; questa edizione infine si struttura per la prima volta con un vero e proprio raduno pianificato ed inserire in calendario anche se resta l'improvvisazione relativa alla estensione a due giorni concordata all'ultimo istante.

 

       

 

Consumata la gustosa calda ricotta e persa ogni speranza in un miglioramento meteorologico da alcune parti annunciato ma mai arrivato ci vediamo in marcia alla volta di Castelluccio di Norcia messa in derogabile della sortita sibillina; una breve sosta al balcone panoramico e poi affrontiamo al tranquillo trotto lungo rettilineo che taglia in due il piano grande e che conduce verso l'unico centro abitato di questa conca.

 

 

 

     Cavalli .....

 

       

 

       

 

.... e cavalieri

 

       

 

       

 

       

 

       

 

Grazie al sapiente gioco di luci che madre natura effettua tra nuvole grigie e sprazzi di azzurro il panorama intorno a noi si carica di una avvincente drammaticità amplificata ancor più dal senso di solitudine che ci avvolge, pochi i mezzi che incrociano oggi su questa strade, pochi gli occhi che oggi riescono a godere delle  suggestioni coloristiche che avvolgono  questo straordinario altopiano situato nel cuore di Italia; le temperature intanto si mantengono su valori decisamente piacevoli, il vento impetuoso sui passi si placa quasi totalmente sul fondale dell'antico e scomparso lago.

 

 

       

 

 

 

Castelluccio di Norcia

 

       

 

Raggiunta Castelluccio sotto un cielo temporaneamente azzurro che sembra voler salutare il nostro arrivo, ci disperdiamo in cerca dello scorcio migliore da catturare nella nostra memoria digitale per poi riunirci di fronte ad un fumante caffè e decidere il percorso che da qui ci porterà verso casa, non prima però di averci fatto provare nuove emozioni; superata la Forca di Presta percorreremo il versante est dei monti sibillini per poi riattraversare il parco nei pressi di Sassotetto e ridiscendere al lago di Fiastra, qui ci saluteremo e divideremo in diversi gruppi che procederanno verso le rispettive regioni di appartenenza.

 

 

       

 

 

Forca di Presta 1536 mt

 

Il superamento della Forca di Presta rappresenta sicuramente il momento più intenso di questo viaggio oltre a rivelarsi uno dei momenti più pericolosi vissuti durante la nostra "carriera motociclistica", almeno per quanto riguarda il fattore naturale; sul passo il vento ci attende impetuoso, le raffiche sono talmente forti da rendere difficoltoso lo stare in piedi, la moto di Stefano viene implacabilmente sbattuta in terra, gli altri con fatica riescono a parcheggiare le moto offrendo una ridotta sezione alla furia di Eolo. Ma il peggio deve ancora venire.

 

 

       

 

Di nuovo in sella inizio la discesa verso valle mentre gli altri si attardano sul passo, superato un suggestivo squarcio nelle rocce pochi metri dopo il valico accade l'imprevisto: un vento fortissimo spira attraverso il canalone che crepa il fianco delle montagna sopra di me, talmente forte che pur riuscendo a restare in piedi non riesco anche a contrastarne le direzione spostandomi pericolosamente verso il dirupo alla mia destra, per fortuna la pericolosa diagonale termina idealmente in un tratto di strada sotto vento consentendomi di riprendere il controllo del mezzo prima del disastro.

Percorro alcune centinaia di metri prima di trovare un posto sicuro dove parcheggiare Maia e tornare indietro ad avvertire gli altri, ma non faccio in tempo a mettere in allarme Silvano prima che affronti il tratto pericoloso; da lontano osservo la sua Ducati spostarsi quasi incomprensibilmente se non ne sapessi il motivo, dato che il mio punto di osservazione è in totale assenza di vento, verso il ripido pendio al suo fianco abbandonando poi l'asfalto e coricarsi su di un fianco prima di precipitare verso valle.

Il pilota sotto le forti raffiche di vento resta aggrappato al mezzo incapace di qualsiasi movimento che non peggiori la situazione.

Arrivo infine sul posto, obbligato ad offrire al vento il fianco per evitare di essere spazzato via faccio in tempo ad avvertire chi segue di spostarsi subito il più possibile sulla sinistra della strada per ottenere più asfalto sulla diagonale imposta dal vento e terminare in zona sicura, Marcello mi osserva prima perplesso per la mia apparentemente incomprensibile inazione nei confronti di Silvano per poi  rendersi improvvisamente conto della situazione non appena le raffiche lo obbligano alla inevitabile diagonale.

Non appena parcheggiata la sua KTM vicino alla mia moto Marcello tornerà indietro aiutandoci nella difficilissima opera di recupero del mezzo, una situazione questa che per alcuni istanti ho valutato impossibile da risolvere, poi armati di pazienza e di tutta la forza fisica a nostra disposizione siamo riusciti a rimettere in piedi il mezzo coricato sul fianco e a spostarlo in zona di sicurezza.

Il vento implacabile non ha mai smesso di soffiare o ha mostrato segno di diminuire la sua intensità.

 

 

Madidi di sudore raggiungiamo il resto del gruppo che, impossibilitato a fermarsi in sicurezza, ci attende nei pressi del bivio che ci indirizza sul percorso prestabilito sul versante orientale della catena di monti Sibillini, pochi attimi per scambiare le impressioni e scaricare la tensione tirando un sospiro di sollievo e la pioggia che fino ad ora ci aveva graziato inizia a cadere copiosa.

Indossate le tute antipioggia ci dirigiamo relativamente veloci verso la successiva tappa, quella che dovrà soddisfare le nostre esigenze enogastronomiche.

 

Colle Galluccio 1170 mt

 

Presto sfumate le speranze di trovare soddisfazione culinaria nei piccoli e graziosi centri di Montegallo, Montemonaco e Montefortino (che brevemente esploriamo), raggiungiamo infine Amandola per parcheggiare le nostre moto nel piazzale antistante la Country House "Il Casolare", dove il gestore ci risparmia la fatica di entrare per sapere se avremmo trovata soddisfazione (data l'ora tarda). Attratto dal rombo delle nostre moto e spinto da una giornata festiva avara di avventori  esce sulla porta e ci invita gentilmente ad entrare.

Con la stessa gentilezza e affabilità soddisferà poi in maniera impeccabile le nostre esigenze enogastronomiche, grazie ad una ottima cucina del territorio ed un conto tutt'altro che salato

 

Montefortino

 

       

 

           

 

       

 

           

 

Valico Rustici 630 mt

 

Soddisfatte le terrene necessità ci rimettiamo beatamente in viaggio affrontando l'ultima fatica delle giornata: la risalita verso Sassotetto e il superamento del Valico di Maddalena; il tempo che aveva concesso una breve tregua nei dintorni di Amandola volge di nuovo al brutto, sotto un cielo pericolosamente nero, sferzati da raffiche violente di vento e flagellati da una insistente pioggia superiamo l'alto valico per poi ridiscendere verso valle e quella che sarà l'ultima meta della giornata.

 

Valico di Santa Maria Maddalena 1524 mt

 

 

E' arrivato anche stavolta il momento dei saluti, resta il tempo di un caffè e qualche battuta tra di noi prima che il calare delle tenebre ci ricordi che di strada per arrivare a casa ne dobbiamo percorrere ancora tanta, che sia la Toscana o le Marche la nostra regione di appartenenza.

Il gruppo Toscano si rimette in marcia per primo salutando i Marchigiani intenti a rivestirsi per affrontare il ritorno con condizioni meteo avverse, la pioggia infatti non accenna a diminuire.

Abbandonato il lago e superata la località che gli da il nome deviamo dalla rotta più veloce per attorcigliarci in quella più breve cha passa da  Pieve Bovigliana dove una affascinante basilica suggestivamente illuminata attrae la nostra attenzione, resistere alla tentazione di uno scatto non è facile ma occorrerebbe troppo tempo per sistemare reflex e cavalletto addirittura sotto la pioggia, meglio lasciare perdere.

 

Valico di Colfiorito 818 mt

 

Ultimo pieno di benzina della giornata a Colfiorito prima di riguadagnare la A1 percorrendo la SGC che collega Foligno a Perugia e poi a Bettolle; i saluti finali all'area di servizio che ci ha visto partire il giorno prima (che sembra tanto lontano) suggella lo straordinario connubio tra il Viaggio e la Amicizia che ha contraddistinto questa intensa due giorni.

Una soddisfazione che si leggerebbe perfettamente sul mio volto sorridente mentre lancio Maia verso casa e la doccia bollente che mi attende, se non fosse celata dietro la visiera e la scura notte adesso finalmente invasa da una infinita moltitudine di stelle.

 


 

Monti Sibillini - 8 Dicembre 2010

 

Arrivederci al 2011

Gabriele "Freevax" - Marcello [Zavi] - Fabio "Smilzo" - Stefano "Duka" - Marco "Tranquillo" - Silvano "Silvano62"

e con la partecipazione temporaneamente automobilistica di Marco "Meteco"