E la frenetica attività di un accampamento di cavalieri che si preparano alla partenza quella che si diffonde per tutto l'agriturismo subito dopo la abbondante colazione, le cavalcature tolte dal loro riparato ricovero attendono con ansia i loro cavalieri, l'atmosfera quasi scaramantica sottolinea una moderata apprensione per una impresa che porterà il gruppo ad affrontare una delle zone più fredde della nostra penisola in giorno successivo ad una importante nevicata.

               

 

SABATO 8 MARZO 2008 - ATTACCO AL PIANO GRANDE

 

               

 

       

 

Tutto e' ormai pronto, la meta principale del nostro viaggio ci attende lassù in alto, possibilmente sopra le nuvole, adagiata in quella conca spettacolare chiamata Piano Grande e protetta dalla regale corona dei monti Sibillini, la nebbia intanto pare non voler riconoscere nessuna nobiltà al nostro intento ed in nessun modo svela ai nostri avidi occhi le reali condizioni meteo che ci attendono sulle strade che salgono verso il valico, una cosa e' comunque certa come comunico a tutti, se non sussistono le condizioni per affrontare in logica sicurezza il percorso verso la nostra meta devieremo verso strade di valle e probabilmente verso la costa adriatica attraverso la galleria delle Forche Canapine.

 

           

 

       

 

Si parte, di nuovi cavalieri si sono aggiunti al gruppo arrivato la sera precedente aggiunge al gruppo, Hommifat e Multiwolf sorridono determinati prima di chiudere le visiere dei loro caschi e affrontare la discesa dall'agriturismo verso la città di Norcia e il rifornimento, l'ultimo arrivo della mattinata Tonup ci aggiunge al distributore.

Il silenzio poco prima del simultanea accensione dei bicilindrici evidenzia la tensione che pervade ed unisce il gruppo, Castelluccio ci attende e in pochi credono in una sua facile resa di fonte ai nostri pur determinati attacchi..

 

               

 

               

 

               

 

 Il cielo azzurro che accarezza amorevole le nostre pupille non appena usciamo da sotto il freddo lenzuolo di nebbia che ricopre la vallata è una boccata d'aria fresca dopo una apnea troppo prolungata, il grido liberatorio di gioia che sale in gola dopo un intenso brivido sulla schiena si concretizza in una sinfonia assordante di clacson, una lacrima mi riga veloce il volto, piccolo concentrato di emozioni infinite.

 

               

 

           

 

               

 

La gioia nella vita spesso, si concede per istanti intensi quanto brevi, il cupolino rosso che vedo coricato al suolo dallo specchietto retrovisore è un pugno allo stomaco che provoca un dolore intenso che si stempera, in parte, solo quando parlo con lo sfortunato Cesare, penalizzato da lenti improvvisamente appannate e da un infido cumulo di neve improvvisamente divenuto invisibile, il dolore si attenua ma resta latente mentre Silvestro si prodiga nel recupero del mezzo incidentato  ridiscendendo in valle per sostituire la propria Multistrada con auto e carrello, il suo sacrificio consentirà al gruppo di proseguire ed ai due di raggiungerci più avanti.

 

           

 

           

 

               

 

               

 

Se la strada nei tratti illuminati dal sole sfavillante si presenta libera da neve e ghiaccio e quindi facilmente percorribile lo stesso non si può dire per i lunghi tratti in ombra che il tortuoso percorso presenta attorcigliandosi sulle pendici sibilline, Il primo tratto superato da tutto il gruppo compatto pone però le condizioni per una scissione dello stesso alla presenza del secondo problematico ostacolo da superare ben più esteso del precedente.

 

           

 

               

 

Parte del gruppo decide infatti di rimandare il tentativo a più tardi quando probabilmente il sole caldo del mezzodì avrà sciolto in modo più rilevante gli scivolosi ostacoli attualmente presenti sulla strada, forti di una maggiore dose di follia e del sole scintillante in un cielo azzurro che sostiene la nostra decisione io circa la metà del gruppo decidiamo di proseguire, non sappiamo quanto sarà lungo il tratto innevato ne cosa ci aspetterà dopo, ma siamo qui proprio per questo e tentiamo di andare avanti consapevoli dei rischi che ci attendono.

 

               

 

               

 

Salutati gli Amici rimasti dietro la lingua gelata che serpeggia tra gli alberi affrontiamo con rispetto e timore il tratto scivoloso, piano, senza strattoni, senza frenare, con i predi che tentano di sostenere lateralmente i mezzi, superiamo trattenendo il respiro il lungo ostacolo, il senso di conquista una volta posate le ruote sull'asfalto asciutto e' assolutamente emozionante.

 

       

 

       

 

Le condizioni della strada che affronta l'ultimo tratto verso la finestra sul Piano Grande sono pessime e poco percorribili in moto, ci conferma un gentile agente della forestale alla guida del suo fuoristrada, dal bivio infatti la salita imbiancata sembra prendersi gioco di noi, a poche centinaia di metri dalla meta un ostacolo apparentemente insuperabile ci blocca inderogabilmente, su in alto il tratto di strada finale che raggiunge il valico ci osserva sbeffeggiante

 

       

 

           

 

Omero e Momix tentano con il nostro supporto di fanteria di risalire il pendio ma la tecnica adottata si rivale troppo faticosa e lunga per essere adottata con tutto il gruppo e la successiva discesa per lo stesso tratto si presenterebbe ancora più impegnativa e pericolosa, il primo assalto e' fallito a causa delle condizioni della strada, ma probabilmente anche per un motivo ben più importante che si paleserà solo più tardi.

 

               

 

               

 

       

 

Strangola ci raggiunge mentre meditiamo il da farsi, ci conferma il recupero avvenuto di Cesare e della sua moto da parte di Silvestro e del suo carrello ed il loro intento di raggiungerci anche se con quattro ruote, un leggero languorino intanto inizia a farsi sentire tra gli Amici riscaldati dal sole, un cartello sul bivio ci dice che a circa 1000 mt di distanza il rifugio Genziana sul passo delle forche Canapine e' aperto, Strangola parte in avanscoperta, la strada e' sgombra ci comunicherà poco dopo  ed il rifugio raggiungibile, accesi i nostro motori ci allunghiamo sulle curve scoscese verso il passo e il meritato pranzo.

 

           

 

           

 

Sul passo che ritenevamo invalicabile per le condizioni ipotetiche della strada sul versante opposto troviamo ad attenderci un raggiante Multiombra appena giunto dalle terre Marchigiane, totalmente ignaro delle condizioni che avrebbe trovato in vetta ha affrontato in solitaria la salita verso il passo e il gruppo da raggiungere.

 

               

 

       

 

       

 

               

 

               

 

Mentre ci liberiamo delle tensioni accumulate giocando come bambini sulla candida neve comunichiamo al gruppo rimasto in valle le mutate condizioni del percorso di risalita verso il rifugio, come Strangola ha potuto verificare di persona durante il ricongiungimento con il nostro gruppo, il sole del mezzodì ha sciolto parte delle neve rendendo il percorso facilmente affrontabile, circa mezz' ora dopo il rombo dei motori ci conferma dell' avvenuto ricompattamento del gruppo originale di motociclisti, una banale scivolata nella discesa verso il rifugio e' ultimo evento degno di nota di questa intensa mattina.

 

               

 

       

 

       

 

               

 

       

 

Parola d'ordine rilassamento, nonostante il mancato obbiettivo quanto ottenuto e' più che sufficiente per soddisfare gli animi dei presenti e conferire al viaggio il sapore dell'impresa, per molti e' la prima esperienza sulla neve, per altri e' addirittura la prima volta che affrontano un viaggio così intenso, in tutti adesso si legge la assoluta soddisfazione per quanto siamo riusciti a fare, i pochi chilometri percorsi sono stati voluti e conquistati uno per uno con una determinazione unica e indimenticabile.  

 

               

 

               

 

 

       

 

           

 

Soddisfatte le esigenze del corpo tentiamo di soddisfare anche quelle dello spirito, risaliti in sella sappiamo che il tempo trascorso dal primo tentativo potrebbe avere consentito la sole di migliorare le condizione della strada e tolto al dominio del ghiaccio parte della carreggiata, in mutua silenziosa consapevolezza tenteremo il secondo e definito assalto delle giornata al nascosto scrigno di sensazioni denominato Piano Grande

 

               

 

               

 

           

 

           

 

Raggiunto il bivio e visualizzate le condizioni delle strada in tempo reale rallento la mia corsa quanto basta per affrontare la risalita in massima sicurezza possibile, senza prendere nemmeno in considerazione la possibilità di fermarsi per valutare il da farsi, adesso non c'e' tempo per la razionalità, adesso è tempo di follia, il bicilindrico borbotta sornione mentre Maia in punta di piedi affronta l'ultimo ostacolo tra noi e la meta, Strangola mi segue sicuro a distanza, poco dopo un rallentamento del gruppo del gruppo nel tratto peggiore richiede l'intervento di sostegno e di spinta di chi e' già passato, lo specchietto retrovisore di Andrea Giusti e' il tributo definitivo richiesto dai monti per consentirci il passaggio finale alla finestra sulla magia

 

       

 

               

 

           

 

               

 

E finalmente giungiamo in vista del tanto agognato Piano Grande, la grande quantità ed intensità delle emozioni che ci pervadono e' indescrivibile, come intensa e' la consapevolezza del traguardo raggiunto solo quando il gruppo e' rimasto compatto, il primo tentativo andato a vuoto a causa delle ridotta determinazione di un insieme non al pieno delle proprie capacità perchè non completo numericamente e' la sensazione che prende consistenza assoluta in ognuno di noi.

 

       

 

               

 

           

 

Tutti volevamo arrivare fino qui, tutti siamo arrivati fino qui, tutti insieme, alla fine il gruppo ha creduto compatto nella magia dell'impresa e nelle proprie possibilità, in queste condizioni non esiste meta in grado di resistere, non esiste scopo che non possa essere raggiunto.

 

 

               

 

               

 

               

 

       

 

Quello che il giorno prima poteva apparire al di sopra delle nostre possibilità adesso fa parte delle nostre potenzialità conosciute ed espresse grazie alle condizioni difficili nelle quali ci siamo trovati, sostenendoci l'un l'altro nei momenti più complessi ed apparentemente insuperabili, questa oggi e' la vera conquista, questa oggi e' la vera gioia, la vera unica soddisfazione, le conquista assoluta, quello che valeva la pena di fare.

 

           

 

           

 

Un groppo alla gola mi prende mentre osservo gli Amici giocare felici sulla candida neve poco prima di affrontare il rientro in valle, una emozione infinta per avere guidato fino quassù un gruppo di persone così speciali e ognuno a suo modo determinato

 

           

 

       

 

           

 

 

       

 

 l'impresa e' compiuta mi dice il solito brivido di piacere che risale la schiena e si spegne sul sole ormai sempre più basso all'orizzonte.

 

               

 

           

 

               

 

       

 

               

 

Una breve sosta caffè e approvvigionamento vivande tipiche del territorio ci porta dentro il centro medievale di Norcia, i cavalieri che si muovono per le strade della città sembrano godere di nuova determinazione, di certo di minore timore e maggiore soddisfazione.

 

               

 

       

 

               

 

           

 

               

 

               

 

Il tramonto che segna, colorandolo, l'orizzonte mette la parole fine alla giornata mototuristica, ma non tutto e' terminato, le bontà Norcine preparate dalla cucina dell'agriturismo ci attendono a tavola, prezioso e determinante supporto alla nostra impresa, se l'accoglienza fosse stata peggiore una parte della nostra determinazione si sarebbe trasformata in modo deleterio in delusione.

 

           

 

 

8 MARZO 2008

I FALCHI DEI SIBILLINI

Freevax - Zavi - Ringhio - Desmofufo - Automedonte - Multigatto - Multistrangola

AndreaGiusti1964 - Momix - Tranquillo64 - Paparel - Multicorsaro - Multisilvio - Liuck - Saro77

 Psound - Bandolf - Rikkorokko - Multiombra - Tonup - Hommifat - Multiwolf - Multiombra

 


 

Agriturismo IL CASALE DEGLI AMICI - Norcia (PG) 0743/816811

 

 

Ottima struttura a pochi passi dal centro cittadino di Norcia, alloggi impeccabili, simpatia estrema gentilezza,

qualità ineccepibile del servizio e delle portate, quantità abbondante, quando poi a colazione ti servono la ricotta calda appena fatta.... 

www.ilcasaledegliamici.it