AREZZO E PROVINCIA

 

AREZZO E PROVINCIA

 

Le buone notizie sono che non sta piovendo e che le temperature sono alte in relazione al periodo, le cattive notizie sono.........sono............. stò partendo per un viaggio in compagnia di alcuni amici alla volta di uno dei luoghi più suggestivi d'Italia, quali potrebbero essere le cattive notizie??? Nessuna!!!

Si apre sotto un cielo ampiamente minaccioso questo 8 dicembre che da tempo era stato evidenziato come giornata di escursione MAT alla volta dei Monti Sibillini, e che, in teoria, doveva avere come fulcro principale un pic-nic da effettuare in zona non ben precisata del magico contesto Sibillino.

Purtroppo però la riedizione di quello che si presume possa diventare un incontro classico per l'8 dicembre non gode della stessa situazione meteo riscontrata lo scorso anno in cui un abbacinate sole si rifletteva indomito sul soffice manto nevoso.   SORTITA SIBILLINA 2008

Ma apprezzando, come nostro solito, i lati positivi anche più piccoli di ogni nostra uscita, è con il sorriso stampato in volto che raggiungo Marcello "Zavi" alla prima area di servizio dopo Arezzo e successivamente  (e grazie anche all'abbigliamento invernale che svolge impeccabilmente il suo lavoro) DAvide "Lupo Solitariao" sulla strada che da Foligno si inerpica sul Colfiorito.

 

           

 

Poche ed irrilevanti le gocce di pioggia che bagnano le nostre visiere nel tragitto che da Pieve Torina ci porta fino a Visso e successivamente a Castelsantangelo su Nera da dove inizia la classica risalita fino al primo dei piani che compongono l'altopiano dei Sibillini, il Piano Perduto.

 

Il Piano Perduto

 

 

 

Le basse nuvole avvolgono le cime dei monti mentre velano delicatamente il Piano, Castelluccio di fronte a noi sembra una presenza quasi irreale, oltre brevi squarci nel cielo grigio  lasciano intravedere chiarori illusoriamente benauguranti.

Deboli al momento le manifestazioni di "affetto" di Giove Pluvio, ma forse è più logico pensare che stavolta la Regina Sibilla non sia molto contenta di vederci al suo cospetto.

 

 

 

 

       

 

           

 

 

       

 

Terminata la suggestiva ammirazione del Piano Perduto che si arresta ai piedi della collina di Castelluccio lascio scorrere i mie compagni verso l'altopiano per immortalarne l'azione sulla mia fedele reflex, e ancora una volta, nonostante le condizioni meteo, le foto risultano decisamente accattivanti.

 

           

 

Castelluccio

 

       

 

Nonostante la situazione meteo assolutamente immodificabile procediamo nel nostro (folle) premeditato intento: ai gustosi filoni di pane che Davide porta seco e che ha fatto in casa la sera prima, stivati nel bauletto insieme ad una boccia di vino parimenti autoprodotta, dobbiamo assolutamente abbinare degli affettati locali da consumare nell'ormai prossimo , data l'ora, pic-nic all'aperto.

 

 

I capaci bauletti si riempiono presto di ciauscolo, salsiccie stagionate, prosciutto e pecorino in previsione della sosta pranzo che al momento non appare ben identificata, un bianco squarcio ampio sopra in passo di Forca di Presta ci indirizza speranzosi verso quella che potrebbe essere la sede dedicata al consumo delle succulente vettovaglie che profumano i nostri contenitori posteriori.

 

       

 

 

L'illusione svanisce velocemente quando raggiunto il valico realizziamo quanto la situazione sia decisamente peggiore rispetto al Piano Grande dove tra l'altro piove copiosamente, anche qui piove ma è il forte vento a dettare le regole ed ad imporci una inversione di marcia, verso un casottino di un maneggio che ricordiamo presente a metà del lungo rettilineo che traversa il Piano Grande.

Il casottino senza copertura purtroppo non può consentirci di consumare il pasto vista la copiosa pioggia che cade, decidiamo quindi di abbandonare il Piano e dirigerci verso Norcia, sperando nel tragitto di trovare un riparo, ma senza perdere ne sorriso ne buonumore.

Sulla prima curva del valico che si apre sulla pianura di Santa Scolastica che ospita Norcia appare come una visone nella fitta nebbia la sagoma del rifugio Perugia, è chiuso ma fuori ci sono alcuni tavolini al riparo sotto il loggiato di ingresso, un complice sorriso di soddisfazione apparentemente incompatibile con le inclementi condizioni meteo ci fa arrestare le nostre cavalcature davanti al provvidenziale riparo.

 

 

       

 

Grazie al nostro inguaribile ottimismo ( e all'abbigliamento) consumiamo con grande appetito le vettovaglie al seguito, in un contesto generale assolutamente inadatto allo svolgimento di un pic-nic all'aperto, eppure grande è il divertimento quanto assente è la sofferenza al freddo e alla umidità che tenta inutilmente di attanagliarci.

Spesso le situazioni non sono univoche, è l'atteggiamento che utilizziamo verso di loro a fare la differenza, potevamo arrabbiarci per l'inclemenza metereologica ma nulla sarebbe cambiato e un giorno della nostra vita sarebbe stato gettato al vento, meglio quindi adattarsi alla situazioni e trarne il meglio, sopratutto quando la compagnia segue la stessa filosofia di vita.

 

 

           

 

       

 

Soddisfatte le esigenze della carne e svutotata la grossa boccia di vino indugiamo per breve tempo sotto il porticato parlando dal più e del meno e sghignazzando alle varie facezie che con soddisfazione ci raccontiamo, poi quando il grigiore uniforme inizia a scurirsi ricordandoci quanto le giornate dicembrine siano brevi ci prepariamo al viaggio di ritorno accendendo le nostre moto i cui fari si dissolvono suggestivi nella densa nebbia.

 

 

 

Alla solita domanda sul perchè troviamo irresistibile il richiamo di questi luoghi la Sibilla aveva già risposto con la solitudine, la tranquillità e la genuinità di queste zone ancora non contagiate dal virus del turismo risultando vivibili anche in periodi festivi critici come il Ponte dell'Immacolata, nonostante ciò prima di salutarci ci ricorda, squarciando il cielo con timidi raggi solari che chiazzano la umida vallata, anche quanto il suo paesaggio sia profondamente mutevole e sempre diverse siano le emozioni che essa può regalarci, sia sotto l'abbagliante sole, in mezzo alla soffice neve o sotto una pioggia battente. Sempre.

 

 

Non poteva esserci finale più spettacolare per questa giornata trascorsa in ottima compagnia al cospetto di uno scenario eccezionale e facendo ciò che più ci ha reso felici, guidando i nostri mezzi, assaporando prodotti genuini e divertendoci la dove pochi altri avrebbero potuto trovare la stessa soddisfazione.

Soddisfazione che illumina i nostri volti durante il viaggio di ritorno tra le tenebre sempre più dense sopra le quali appare beffardo un vivido cielo stellato.

 

 

 

Gabriele "Freevax" , Marcello "Zavi", Davide "Lupo Solitario"

08 Dicembre 2009