Una tiepida mattina di una assolata giornata di metà agosto (incipit quasi banale ormai per il resoconto delle scorribande antelucane alle quali ormai sempre più spesso affido il compito  di soddisfare le esigenze del mio IO viaggiatore) a cavallo dello spartiacque appenninico tra Toscana ed Emilia, è lo scenario nel quale mi muovo in sella alla nera Multistrada dopo essermi prefigurato una meta solo sfiorata nelle precedenti uscite e che, almeno da lontano, è in grado di esercitare una notevole attrazione.

Come è ovvio, il percorso da seguire tra il luogo di partenza e la sicura meta è lasciato alla più totale improvvisazione e all'istinto che si muove deciso tra le pieghe della mia inseparabile mappa geografica, per raggiungere la cittadina di Vignola sono molteplici i possibili percorsi seguendo le strade che serpeggiando discendendo le pendici appenniniche alla volta della Pianura Padana.

           

Il Calanco di Ciano

Nonostante l'ormai continuo ripetersi delle mie escursioni in queste zone non mancano nuove impreviste attrattive a movimentare il viaggio verso valle, siano esse magnifiche espressioni del lavoro della natura come il Calanco di Ciano o del lavoro dell'uomo come nel caso di suggestive architetture o morbide manipolazioni del territorio tese alla produzione di prelibato nettare d'uva.

Chiesa di S. Apollinare

           

Il Castello di Serravalle

Anche il trecentesco Castello di Serravalle fa parte di queste impreviste sorprese, piacevolmente adagiato sulle colline che sfumano nella val Samoggia fu teatro nel medioevo di numerosi scontri tra le parti avverse tese al suo controllo, divenuto parte del territorio controllato da Bologna passerà successivamente sotto il controllo Visconteo ed infine dominato dalla Stato Pontificio.

           

Le irrequietezze collinari si placano in prossimità della vista all'orizzonte delle merlature della città di Vignola, meta principale del mio viaggio odierno, oltre la quale inizia senza soluzione di continuità la urbanizzazione della pianura Padana che sull'asse della via Emilia praticamente unisce Modena con Bologna.

       

Vignola

Il denominazione Vignola è un toponimo che deriva quasi sicuramente dalla "vineola" latina che identifica una piccola vigna e che in questo caso si riferisce alla coltivazione della vite ampiamente praticata in queste zona fin dalla antichità, il luogo risulta infatti abitato fin da epoca Romana anche se si hanno frammentarie notizie di insediamenti Etruschi come conseguenza del passaggio di una importante via di comunicazione successivamente ricalcata dalla romana via Claudia.

La fondazione ufficiale della città risale comunque al 826 per volere degli abati di Nonantola, concretamente nel 936 con la costruzione della Rocca; inizialmente sotto il controllo dei vescovi di Modena passerà poi nel 1227 al comune di Modena.

       

           

           

       

   

Nel 1336 passerà sotto il domino Estense, donato nel 1401 ai Contrari di Ferrara tornerà agli Este nel 1575 per essere di nuovo ceduto ai Boncompagni il cui possesso fù interrotto solo dalla conquista Napoleonica; il domino Austriaco/Estense del 1814 fu l'ultimo atto significativo della storia della città prima della instaurazione della Unità Nazionale per il compimento della quale molti Vignolesi fornirono supporto partecipando ai moti di indipendenza e alla spedizione Garibaldina.

 

           

           

   

       

Luna Merlata

       

Ancora una volta la possibilità di visitare un centro urbano con le prime luci del mattino, ed in pieno agosto, risulta assolutamente premiata; le strade silenziose e poco trafficate, il cielo ancora azzurro che fa da sfondo alle antiche fortificazioni prima che l'afa del meriggio prende il sopravvento, costituiscono delle componenti fondamentali per la magnificazione di un luogo.

In assenza di queste condizioni la visita, certamente suggestiva, risulterà privata di quelle basilari componenti emozionali necessarie al riconoscimento della sua anima più vera

Il rammarico per la scarsa disponibilità nell'arco dell'anno di tali condizioni è l'ombra di una nuvola sospinta dal vento svanisce veloce, poco prima che il sommesso borbottio della nera Ducati costituisca il preludio al prossimo viaggio e alla prossima meta.

Castelvetro di Modena

   

La storia di questo borgo affonda le sue radici in un lontano passato, certamente insediamento preistorico poi divenuto castrum sui resti del quale fu edificato il borgo ed il castello medievale, a seguito del terremoto del 1501 e alle profonde ristrutturazioni realizzate negli anni 30 del novecento l'aspetto a prima vista pittoresco risulta, purtroppo, quanto meno artificioso.

Nonostante questo aspetto il tempo dedicato alla sua visita risulta sicuramente ben speso, anche solamente per la tranquillità e la rilassatezza che dominano queste contrade.

       

       

           

   

           

Sotto il sole che si erge sempre più minaccioso nel cielo inizia il mio viaggio di ritorno, un altro pezzetto di Emilia sconosciuta non è più tale, conscio e soddisfatto di questo ulteriore arricchimento culturale punto deciso il muso di Maia verso casa.