Stà ormai diventando una piacevole abitudine quella di approfittare delle prime ore del mattino per iniziare un viaggio e scoprire nuove mete sotto i dorati raggi del sole nascente, tocca stavolta alle terre che compongono il sud della verde Umbria ad essere teatro della mia giornaliera escursione.

   

Esco dalla deserta A1 ad Orvieto, la vista della città mi fà compagnia mentre entro nel divertente oltre che emozionante ritmo offerto da una vecchia conoscenza delle mie sensazioni, la SS79bis, che attraverso Prodo mi condurrà sino a Todi

           

           

Il Castello di Prodo

La sinuosità sinfonica della strada suscita brividi intensi sulla mia schiena, complici i raggi del sole del mattino e una assoluta solitudine, la danza di Maia e' l'apoteosi del divertimento.

           

           

           

              

All'orizzonte infine appare, avvolta dalle nebbie del mattino,  la sagoma inconfondibile della città di Todi.

Il tempio appare improvviso dietro gli alberi, il contrasto delle bianche pareti con il blu intenso del cielo sembra scuotere anche la fredda impassibilità del sensore digitale.

Santa Maria della Consolazione

       

           

Todi

Parcheggiata Maia nei pressi del tempio dopo un inutile giro tra le vie cittadine impegnate, ironia della sorte, nell'accoglimento dei partecipanti ad un raduno motociclistico, mi arrampico prima spavaldo poi ansante, per la ripida scalinata che mi condurrà nel centro cittadino.

           

Alla Cattedrale de San Fortunato adagiata su di un rilievo dominante la città, e' dedicata la prima visita della giornata

               

San Fortunato

       

       

           

           

       

           

Le via cittadine, insolitamente animate per l'ora dal popolo delle due ruote, risplendono degli dorati raggi del giovane sole

Piazza del Popolo

       

       

Panorami

       

Abbandonata la città di Jacopone mi dirigo verso sud e le zone di Dunarobba e Avigliano umbro

       

           

Le verdi colline sulle quali si attorciglia una dissestata strada, fervono di attività rurali,  antiche mura sparse sui dolci pendii ancora proteggono i propri abitanti

           

La tappa successiva e' dedicata ad una attrazione turistica poco conosciuta scovata per caso in rete, nei pressi di Dunarobba a partire dal 1980, è stato portato alla luce con accurati scavi un rilevante numero di tronchi perfettamente conservati appartenenti agli alberi di una foresta di circa due milioni di anni fa.

Questo antichi parenti delle attuali sequoie presentano nella loro posizione originale e nelle conservazione lignea una unicità mondiale. L'argilla che le ha contenute per il lungo tempo successivo agli sconvolgimenti climatici che ne hanno decretato la scomparsa, ha fatto salva la parte del tronco nella sua componente originale, il legno.

Questa condizione, se da una parte differenzia in modo originale questo luogo  dalle altre foreste fossili pietrificate, dall'altro manifesta una fragilità assoluta dei reperti, fragilmente esposti alla inclemenza atmosferica ed alla sempre presente stupidità umana.

La cronica mancanza di risorse economiche che attanaglia il nostro paese non permette di regalare alle antiche e gigantesche piante una struttura degnamente protettiva, i "capanni" attualmente adottati rappresentano un mero palliativo oltre che a risultare assolutamente brutti dal punto di vista estetico.

 

La Foresta Fossile di Dunarobba

 

           

 

 

           

 

           

 

       

 

       

Il viaggio prosegue, superato Castel dell'Aquila, deviando verso Nord-ovest, Toscolano e le pendici del monte Croce di Serra

       

           

           

Dalla strada che corre sulle colline si osservano la vallata a nord e le acque lucenti del lago di Corbara,

 

       

 

           

 

Di nuovo verso sud attraverso Montecchio e Guardea, piccoli centri medievali Umbri, mura antiche e torri merlate scortano il mio viaggio verso la prossime mete.

 

 

       

 

Sullo sfondo del lago di Alviano si Staglia l'omonima fortezza

 

       

 

Lugnano in Teverina

 

       

 

           

 

           

           

 

 

Di nuovo in strada verso la città di Amelia

 

           

 

           

 

       

 

Amelia

 

       

 

           

 

       

 

       

 

           

 

           

 

           

 

Abbandono la piccola ma suggestiva cittadina per attraversare la spazio che mi divide dalla prossima tappa

 

 

Narni

 

       

 

Il Duomo

 

       

 

 

           

 

           

 

           

 

 

 

Il Ponte di Augusto

 

       

 

Il tempo mi e' nemico adesso, velocemente punto verso Nord fino a raggiungere di nuovo Todi, sarà compito adesso della SS448 del lago di Corbara portarmi verso Orvieto e la A1, la divertente strada, troppo spesso teatro delle insane gesta di alcuni insani possessori di moto, si rivela praticamente deserta.

 

       

 

I raggi del sole al tramonto saturano i colori delle rive del lago di Corbara, il silenzio e la tranquillità sembrano poter regnare incontrastati.

 

 

           

   

Resta solo il tempo di cedere ad una ultima tentazione, salgo veloce sopra ad Orvieto per godere del panorama offerto dal sole al tramonto che si riflette sul tufo della Città, poi sarà monotona autostrada fino a casa.