Domenica 11 ottobre 2009

 

Splende il sole su Bolzano in questa sonnacchiosa domenica mattina, l'umidità accumulata nei giorni passati evapora tranquilla ai tiepidi raggi  diffondendosi lenta nei fondovalle, il cielo di un azzurro esaltante domina le vette circostanti, fino ad oggi invisibili, che coronano al città altoatesina.

Respiro avido a pieno polmoni l'aria del mattino prima di recarmi nel salone del hotel per la succulenta colazione e terminare, successivamente, di caricare i ridotti bagagli sulla nera Multistrada che attende silente nel garage; la breve ma intensa vacanza è terminata e come mia ormai consolidata abitudine spazzo via la malinconia dell'addio con il ricordo indelebile dei giorni appena trascorsi, nessun tristezza quindi ma solo intensa felicità per quanto provato in questo fine settimana.

Bruno mi attende appena fuori Bolzano alle ore 7,30, mi presento con 10 minuti di ritardo, per poi proseguire insieme verso i passi Mendola e Palade, ultimo scampolo della  vacanza "guidata" prima di lasciarmi al mio destino all'inizio della Val d'Ega che mi condurrà per alterne vie fino a casa.

 

Passo della MENDOLA 1363 mt

 

           

 

 

Le strade che conducono ai due passi sono ancora umide, impossibile quindi apprezzare appieno la conformazione stradale che li contraddistingue, indicativemnte comunque più guidato il Mendola del veloce, e meno significativo, Palade; ineccepibile invece la suggestione che la visione dei paesaggi circostanti, uno su tutti la verde val d'Ultimo che si ammira dalla terrazza poco prima del Palade

 

Passo delle PALADE 1518 mt

 

           

 

 

 

 

           

 

           

 

E arriva anche il momento dei saluti, poco prima di Bolzano, dove torniamo, saluto Bruno che tenta il ricongiungimento con il gruppo della domenica mattina che avrebbe percorso il nostro itinerario in un ora meno antelucana, ben indirizzato raggiungo quindi la val d'Ega da doe prende il via il mio itinerario improvvisato la sera prima collegando, come mia usanza, passi mai affrontati, attrattive turistiche e località che per un motivo o l'altro sembrano invitanti in un percorso plausibile ed affrontabile nelle tempistiche ipotizzate.

 

Passo di LAVAZE 1805 mt

 

           

 

           

 

Mi rendo conto, affrontando il passo Lavazè, che qualcosa è definitivamente cambiato, l'aria adesso è fredda, l'umido tepore dei residui estivi è scomparso spazzato via dalle intemperie dei giorni precedenti, l'autunno adesso è finalmente padrone del territorio.

Non basta più l'imbottitura a tenere fuori il rigido sospiro, sono obbligato ad una sosta per indossare la pesante felpa invernale provvidenzialmente portata al seguito prima di arrivare sul primo passo della giornata.

 

       

 

 

       

 

 

 

Passo di OCLINI 1989 mt

 

           

 

 

Il passo di Oclini rappresenta una imprevista breve deviazione senza sfondo, la strada termina con una sbarra da dove prende il via un sentiero pedonale, il tempo di ammirare il panorama e torno veloce sui mie passi riprendendo la giusta direzione.

 

 

           

 

Passo PRAMADICCIO 1431 mt

 

Stava

 

       

 

Il passo Pramadiccio è una pura formalità, tristemente interessante invece la località di Stava poco sotto il valico, sulle prime la lettura del cartello cittadino mi stimola un debole ricordo senza consistenza, poi l'indicazione per il centro documentazione Stava 1985 riaccende definitivamente la memoria.

Quella della val di Stava è una delle più grandi tragedie ambientali/industriali mai verificatesi in Italia, sono infatti 268 gli innocenti che il 19 luglio 1985 perdono la vita a causa del crollo del bacino di raccolta degli scarichi di lavorazione delle miniere, 25 anni dopo la tragedia del Vajont..............

 

 

Superato Tesero e Cavalese mi immetto nella Val di Cembra che seguo fino alle Piramidi di Segonzano, qui piego verso Bedollo per poi affrontare il passo Redebus, raggiungere Pergine Valsugana e costeggiare il lago di Caldonazzo.

 

       

 

Piramidi di Segonzano

 

       

 

Passo del REDEBUS 1453 mt

 

           

 

           

 

Pergine Valsugana

 

 

Lago di Caldonazzo

 

 

Valico della FRICCA 1083 mt

 

           

 

Il valichi di Fricca e di Sommo costituiscono la parte finale del mio viaggio, introducendomi sugli altopiani di Folgaria e Lavarone, Rovereto che, raggiungerò successivamente, rappresenta la fine del viaggio suggestivo e l'inizio della noiosa parte che mi ricongiungerà agli affetti familiari e al mio territorio di origine.

 

           

 

Passo di SOMMO 1350 mt

 

           

 

Folgaria

 

 

 

Anche questo viaggio è giunto al suo termine, da Rovereto potrei continuare ancora a vagare per strade secondarie, il tempo non sarebbe terminato, ma la impossibilità di realizzare un itinerario convincente, quello ipotizzato è molto lungo e non amo lasciare le cose a metà, e la voglia di tornare a casa unita ad una istintiva volontà di imboccare l'autostrada ( ed io non contraddico mai il mio istinto) fanno si che la coppia Freevax/Maia sfrecci veloce nel primo pomeriggio sulla Brennero, impazienti di riabbracciare i lontani affetti e di riposare dalle pur piacevoli fatiche che questi intesi giorni hanno richiesto.

Entrambi inoltre meritiamo una bella doccia, sopratutto quella più rumorosa dei due ;-)))

 

 

 

 

Domenica 11 ottobre 2009