Venerdi 9 ottobre 2009

 

In effetti sarei dovuto partire in tarda serata, direttamente dal luogo di lavoro terminate le mie fatiche settimanali, ma la tentazione era troppo forte e pensare di poter resistere quasi utopistico, per questo motivo mi trovo di prima mattina ad affrontare le arterie autostradali ancora affollate dal traffico commerciale tipico dei giorni feriali, camion compresi.

Il cielo nuvoloso per adesso non mantiene ciò che sembra promettere mentre la temperatura esterna si colloca su valori ben la di sopra della norma nonostante l'ora mattutina; A1, Brennero  e Milano Venezia si alternano nell'ordine nel compito di portarmi velocemente la dove inizierà davvero il mio nuovo viaggio: Sirmione con le sue notevoli attrattive costituisce il punto di partenza dell'itinerario che mi porterà in prima serata a Bolzano, dove mi attendono alcuni cari Amici ed il raduno motociclistico da loro organizzato che domani troverà il suo culmine.

Durante la noiosa percorrenza autostradale, mentre le risorse fondamentali sono concentrate sulla strada, il cervello vaga libero..

- Maia buon giorno

- Buon giorno Gabri, come stai??

- Io benissimo e tu invece?? Per favore effettua una scansione di tutte le principali funzioni e  verificane l'efficienza

- Scansione effettuata Gabri, tutti i sistemi sono pienamente efficienti, le gomme sono al 60% e  l'autonomia alla attuale velocità di crociera è di 250 km, ti ricordo inoltre che mancano meno di   6.000 km al tagliando dei 48.000 km.

- Perfetto, ci annoiamo un pò fino a Sirmione poi iniziamo a fare ciò che ci piace fare, costeggiando il lago di Garda occidentale e poi improvvisando, magari  conquistando un  paio di nuovi passi.

- Tipo il passo di Ere e il Tremalzo??? Vuoi che pianifichi il percorso ottimale??

- No, lo sai benissimo, preferisco la vecchia cartina alla sicurezza satellitare.

- Lo Immaginavo, Gabri e, credimi, va bene così.

- E allora andiamo, ci attendono per cena a Bolzano, non facciamoli attendere.

Spalancando ovviamente il gas dopo tale pensiero .... per poi rimettermi alla velocità di crociera ottimale subito dopo :-)))

 

SIRMIONE

 

           

 

Il cielo sotto il quale parcheggio Maia è di un bianco quasi accecante, l'unico ricovero possibile nei pressi del centro è un parcheggio a pagamento  nel quale abbandono volentieri la nera Multistrada ed i bagagli su di essa fissati, gli altri posti riservati alle due ruote sono dedicati ai residenti, logica ineccepibile in un centro urbano normalmente asfissiato dall'impeto turistico.

 

Il Castello Scaligero

 

       

 

           

 

Il chiarore lattiginoso ed omogeneo del cielo tende lentamente a scurirsi mentre mi avvio verso il centro del paese, le possibilità di pioggia in questa giornata sono molto alte come del resto quelle per la giornata successiva, meglio affrettarsi nella visita anche se questo non sarà semplice, oltre alle proprie attrattive medievali Sirmione ospita anche le suggestive rovine delle celeberrime Grotte di Catulllo, straordinario complesso di epoca Romana (che nulla ha a che vedere con delle grotte, di nessun genere) situato al termine della stretta penisola sulla quale è stata edificata  la cittadina Gardesana.

 

 

       

 

Nonostante il periodo le le condizioni meteo la presenza turistica risulta rilevante, sopratutto quella proveniente dall'est Europeo, non voglio immaginare quale bolgia infernale pervada queste contrade in piena stagione estiva, condizione in parte dimostrata dalla infinita offerta turistica e conseguente cementificazione, oltre ai costanti lavori di risistemazione delle sedi stradali e (inutili a mio giudizio) tentativi di fluidificarne maggiormente il flusso. 

 

           

 

               

 

           

 

               

 

La passeggiata tra le vie cittadine che conduce verso la villa Romana è piacevole, peccato per il colore del cielo e la nebbia che fonde mare e cielo in un unico lattiginoso e denso colore biancastro, situazione estremamente critica per praticamente la totalità dei sensori fotografici, ma così è, quindi inutile arrabbiarsi, utopistico ( e forse anche banale oltre che penalizzante) pensare di poter scattare sempre in condizioni ottimali.

 

   

 

GROTTE DI CATULLO

 

       

 

Dopo circa un chilometro di passeggiata si arriva all'ingresso del parco Archeologico, i 4 euro del biglietto sono più che adeguati al contesto, peccato per il solito divieto alla fotografia all'interno del museo anche senza il flash per motivi prettamente economici, precauzione inutile dato che mi guardo bene dal comprare qualsiasi gadget o pubblicazione informativa, come mio solito di fronte a questi atteggiamenti non condivisibili.

 

   

 

           

 

           

 

 

Le "Grotte di Catullo" sono in realtà i resti di una sontuosa Villa Romana risalente al I sec . d. C. e che si ritiene appartenuta, anche se le prove in merito sono molto scarse, a Caio Valerio Catullo celebre poeta latino appartenente ad una agiata famiglia Veronese e che nei pressi del lago possedeva certamente una villa.

La denominazione di Grotte deriva dagli aggettivi attribuiti al luogo dai primi scopritori ai quali gli ambienti semidistrutti della villa apparivano come grotte ricoperte di vegetazione.

Iniziati nei primi anni '40 del secolo scorso i lavori di scavo sono ben lungi dall'essere terminati, non tutte le parti della villa infatti sono state riportata alla luce dalle varie campagne di scavo succedutesi nell'arco degli anni, penalizzate certamente dalla cronica mancanza di fondi che affligge questo paese, probabilmente il più ricco di risorse storico artistiche al mondo.

Paradossalmente.

 

           

           

           

           

 

 

 

       

 

Sotto una temporanea clemenza climatica seguo le indicazioni sul percorso osservando rapito la magnificenza degli ambienti ancora visibili e immaginando come si presentava la villa nel periodo di massimo splendore prima che il tempo e gli implacabili eventi storici ne cancellassero la presenza per numerosi secoli.

Maggiormente suggestivo il poter percorrere questi antichi pavimenti in praticamente assoluta solitudine, le condizioni meteo non hanno di certo giovato alle presenze turistiche in questo luogo, ma questo a me sembra solo una insperata fortuna.

 

 

           

 

Terminata la visita torno velocemente sui miei passi, la tregua (apparentemente concordata vista la tempistica!!) stà per terminare, il chiarore de cielo si offusca e la pioggia inizia a scendere piano piano per poi rinforzare mentre pago il parcheggio ad una gentile signora che mi chiede, scusandosi per la sua assenza al mio ingresso, se sapevo che quello era un parcheggio a pagamento, la mia risposta affermativa instaura sul suo volto un sollevato sorriso.

 

Gardesana Occidentale

 

           

 

Piove a tratti senza eccessiva violenza, quello che potrebbe apparire un vantaggio è invece penalizzante oltre che pericoloso per la guida su due ruote, le strade infatti appena umide non riescono a smaltire i residui accumulati sull'asfalto nei mesi precedenti i quali, combinandosi con la debole pioggia,  rendono le strade pericolosamente scivolose con le strisce pedonali come cosparse di ghiaccio.

In questo precario equilibrio ci avviamo, districandosi tra le numerose cittadine che si alternano senza soluzione di continuità verso Salò e l'inizio della Gardesana Occidentale, strada che ci condurrà fino a nord del lago di Garda.  

 

 

           

 

La strada che costeggia la sponda occidentale del lago offre numerosi scorci paesaggistici anche se le soste per ammirarli sono difficoltose per le due ruote e spesso impossibili per le quattro, numerose le gallerie scavate nella roccia viva oltre a quelle di nuove realizzazione che "raddrizzano" (togliendo suggestione) il percorso.

Quasi infinite anche le testimonianze storico artistiche che vi si possono ritrovare ad iniziare dal Vittoriale, residenza museo del poeta Gabriele D'Annunzio e delle sue (opinabili) gesta in vita.

 

 

 

           

 

 

Passo di Ere 1150 mt (Passaggio fallito)

 

       

Il primo passo da affrontare secondo il programma è il passo di Ere, la deviazione verso l'alto è inizialmente molto divertente, con il panorama del lago che si allontana progressivamente percorro una strada molto divertente nonostante l'umidità che frena gli entusiasmi, progressivamente la strada si restringe sempre di più per diventare un viottolo asfaltato dopo l'ultimo bivio, lo sterrato che improvvisamente si presenta era a questo punto facilmente prevedibile.

 

       

 

Non eccessivamente difficoltoso ne percorro i primi metri per poi decidere di invertire la rotta, quando il percorso si fa più difficile, a causa della pioggia che inizia a cadere copiosa, il bauletto a pieno carico e i sogghigni poco incoraggianti che alcuni ciclisti in discesa mi rivolgono.

Ho superato di peggio, ma non a pieno carico e non quando sono atteso da altra parte in serata, non mi piace fare attendere (quasi mai......tranne che sul Foce a Giovo, ma questa è un 'altra storia), l'inversione brucia ma non posso, coscienziosamente, fare altrimenti.

Si invecchia.................. ;-)

 

       

 

 

Riva del garda

 

       

 

Una reminiscenza, e uno sguardo all'orologio, sconsigliano di tentare di affrontare il passo Tremalzo, anche esso sterrato per quanto mi sia dato ricordare, percorro quindi la Gardesana fino a Riva del Garda dopo essere entrato in Trentino nei pressi di Limone, puntando poi verso Arco e successivamente Trento.

 

Monte Bondone

 

 

Scaturito dall'ennesima intuizione osservando la mappa, il passaggio sul Monte Bondone mi conduce fino sulla fredda vetta del monte per poi ridiscendere fino a Trento da dove affronterò l'ultimo tratto di strada percorrendo al Brennero fino a Bolzano, il tempo è tiranno è il cielo è sempre più scuro.

Sulle pendici del Bondone si osservano i primi, rari,  colori caratteristici di un autunno in forte ritardo in questo anomalo 2009

 

       

 

 

       

 

BOLZANO

 

       

 

Arrivo al sospirato, e prenotato, hotel nel tardo pomeriggio affrontando il caotico traffico (anche a Bolzano) del venerdi sera certamente reso ancora più intenso dalle condizioni meteo, è infatti copiosa la pioggia che adesso scende anche se iniziata subito dopo la mia uscita al casello di Bolzano.

Basta una calda doccia a riparare il minimo disagio che si prova in moto sotto il diluvio, sopratutto quando l'abbigliamento fa il suo dovere, e quando l'hotel si rivela accogliente oltre le aspettative.

In prima serata sono atteso dagli amici indigeni e da alcuni dei partecipanti al raduno nel centro di Bolzano per la cena; devono ancora arrivare il mio compagno di stanza ed i suoi compagni liguri quando, rinfrancato, mi metto in marcia seguendo la bella passeggiata pedonale lungo fiume consigliatami da Bruno per raggiunger il centro storico senza prendere la moto.

La distanza da percorrere non è breve ma i 20 minuti necessari alla sua copertura trascorrono velocemente, mentre gli ultimi bagliori di luce scompaiono dietro le montagne che avvolgono la conca dove sorge la città di Bolzano, complice un contesto che è tutto tranne che noioso grazie alle illuminate attrattive osservabili e al nutrito numero di amanti delle attività fisiche all'aria aperta (si, sarebbe fitness, ma preferisco sempre la lingua madre) .

 

       

 

La cena

 

       

 

La cena si svolge in una birreria del centro storico la cui qualità del servito meriterebbe certamente una menzione sul report e sul sito stesso ma, purtroppo, l'atteggiamento del caposala, che tenta più volte a più di uno di noi, di fare pagare portate già pagate non  ne rende logica la citazione.

Giusta menzione va invece al gruppo dei presenti che, dopo i convenevoli di rito, si lancia all'assalto delle prelibatezze tipiche della zona accompagnate da una ottima birra ivi prodotta, birra che , grazie alla passeggiata che mi attende che non prevede l'utilizzo delle doti di guida, posso tracannare in volumi altrimenti proibiti!!!!!! 

 

       

 

Notturno cittadino

 

           

 

La bontà della birra è tale da non avere sortito effetto nonostante i tre boccali ( o erano quattro??) bevuti, ed è così nel pieno delle mie facoltà mentali, quelle solite...., che seguo Bruno e gli altri Amici per le vie della città osservandone e fotografandone i monumenti e le piazze, nonostante un cavalletto da viaggio che si rivela più ubriaco di me e fa scivolare la reflex durante le foto in notturna presentando un fastidioso mosso in buona parte degli scatti.

 

       

 

       

 

 

Terminata l'escursione in città torniamo tranquillamente verso il nostro albergo, non piove e l'aria della sera non è eccessivamente fredda,  la piacevole passeggiata offre anche una inaspettata possibilità per uno scatto fotografico divertente, immortalare con posa lunga la giovane che gioca capacemente con il suo Kiwido è imperdibile, peccato per il taglio basso della foto....

La stanchezza inizia infine a prendere il sopravvento, poco dura il disagio causato da piumone e guanciale gonfio tipici della zona, pochi minuti e Morfeo mi accoglie tra le sue braccia.

 

Buonanotte a Tutti....

 

Venerdi 9 ottobre 2009