Sono le ore 01.30 di domenica mattina, sono appena tornato da una escursione notturna in Valdorcia e prima di coricarmi cerco uno stimolo per la giornata di domani,la stanchezza sussurra convincente al mio Io una lunga permanenza tra le fresche lenzuola.

La voglia di rivedere alcuni grandi amici unita alla possibilità di ricordare uno di noi che non cavalca più al nostro fianco insinua in me una malsana idea, il pensiero di una nuova giornata in sella alla entusiasmante e mai stancante Multistrada basta a trasformare l' idea in una certezza.  Alle ore 05.30 un breve trillo di sveglia mi butta felice giù dal letto, alle ore 06.15 imbocco la deserta autostrada A1 in direzione sud.

 

           

 

Ad Orte abbandono la autostrada per raggiungere Terni tramite il raccordo, un veloce passaggio nei pressi della Cascata delle Marmore conferma i mie sospetti, e' ancor troopo presto per l'apertura al pubblico, alcuni piccoli rivoli di acqua scendono tranquilli dai dislivelli della famosa cascata in attesa della maestosa forza della acque che scende rombante in valle alla apertura della diga.

Direzione Rieti piego verso Poggio Bustone prima di raggiungere la città reatina, dal piccolo centro di Vazia inizia la mia ascesa verso la vetta del monte Terminillo.

 

IL MONTE TERMINILLO

 

La strada verso la vetta e' divertente e scarso il traffico che la percorre data l'ora mattiniera, intorno, i colori dell'estate dipingono stupendi panorami sui monti e le valli circostanti

 

       

 

           

 

           

 

           

 

       

 

Passo SELLA DI LEONESSA 1901 mt

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Attraversato il valico di Leonessa che in alcuni tratti di strada tortuosa ricorda un contesto Alpino, inizia la definitiva discesa verso leonessa, se il panorama si può affermare rimanga interessante lo stesso non si può dire per la dissestata strada

 

       

 

           

 

           

 

Leonessa - Posta

 

       

 

Asfalto perfetto, sequenza di curve continua e emozionante, il tratto di strada che collega Leonessa a Posta è divertimento assoluto, fatto nella direzione opposta probabilmente estasi pura.

 

           

 

Soddisfatti gli stimoli ondulatori e rimossa la pressante voglia di percorrere il tracciato nel senso inverso raggiungo il successivo paese

 

Montereale

 

       

 

Ancora poche curve cosparse di poco incoraggianti macchie marroni ed il blu cobalto del lago appare ai mie occhi.

 

IL LAGO DI CAMPOTOSTO

 

           

 

       

 

       

 

IL RADUNO IN MEMORIA DI SILVIO

 

Non e' solo il forte legame di amicizia che ci unisce a condurci ogni anno in questo luogo, e' la voglia di ricordare un amico che ha percorso insieme a noi le strade in sella alla sua Multistrada e che un incredibile destino ha strappato all'effetto dei suoi cari ma non alla memoria di chi lo conosceva.

   

           

 

           

 

       

 

           

 

           

 

Abbandonata con molta difficoltà la compagnia dei presenti mi avvio verso quello che sarà il lungo rientro verso il meritato riposo, guidare Maia ancora non ha prosciugato le mie riserve vitali,  la leggerezza con cui danza tra le curve non richiede impegni particolarmente gravosi al fisico ed alla mente, il divertimento che regala sopisce i remoti sintomi di stanchezza che le poche ore di sonno non hanno potuto cancellare.

Le poche ore passate in compagnia del fantastico gruppo rappresentano un indispensabile carburante per lo spirito, con un sorriso stampato in volto spingo la nera Ducati verso la città che da il nome ad un gustoso quanto celebre piatto italiano

 

Verso Amatrice

 

           

 

       

 

La mia intenzione iniziale e' di procedere attraverso la galleria delle forche Canapine alla volta di Norcia per abbreviare i tempi del rientro e raggiungere casa prima che la stanchezza chieda il conto, ma in prossimità del bivio per il valico ed il conseguente passaggio sui monti Sibillini arresto meditabondo la moto.

In pochi secondi tutti i miei buoni propositi vanno in fumo, Maia punta soddisfatta la prima curva del Valico, Castelluccio di Norcia ed il suo bellissimo contesto naturale rappresentano un richiamo irresistibile per entrambi.

 

il valico delle FORCHE CANAPINE 1543 mt

 

       

 

           

 

I Monti Sibillini

 

           

 

       

 

Ancora una volta le aspettative sono ben riposte, il suggestivo paesaggio incredibilmente mutevole nel trascorrere delle stagioni  ci regala anche alcuni scampoli di tarda fioritura.

 

       

 

       

 

           

 

       

 

       

 

Il valico di COLFIORITO

 

           

 

Il Colfiorito rappresenta l'ultimo tratto elevato del mio tragitto di rientro, il tratto Umbro da Foligno fino al lago Trasimeno e' paragonabile alla anticamera dell'inferno, il calore insopportabile tenta di annientare le mie ultime riserve di energia, ma ormai il più è fatto, stoicamente, anche perchè senza alternativa, insisto nella mia progressione  chiudendo la visiera nell' inutile tentativo di chiudere fuori il rovente sospiro .

Arrivo a casa dopo circa 14 ore dalla mia partenza, 600 chilometri in più sulle spalle, il tempo sembra però essersi fermato,

il sole infatti è nella stessa posizione in cui l'avevo lasciato stamani mattina, ha percorso  per intero il suo cammino nel cielo.

Adesso, per entrambi, e' tempo di riposare.