E' attraverso il divertente valico di Viamaggio che ci addentriamo nelle terre della regione Marchigiana in una tiepida ed azzurra giornata di fine inverno. Le tortuose evoluzioni del grigio nastro di asfalto che prima si arrampica sul versante Toscano e poi declivia dolcemente in quello delle Marche ci fanno rimpiangere per un breve istante l'assenza delle nostre compagne a due ruote, sostituite da una decisamente meno divertente auto per cause di forza maggiore. 

           

       

Percorrendo le bellissime terre del Montefeltro raggiungeremo quello che si evidenzia come il simbolo principale di queste zone, la rocca di San Leo, anticamente conosciuta , appunto come Montefeltro. 

       

La valle del Marecchia in lontananza si nasconde, purtroppo, dietro una leggera foschia; un etereo velo argenteo che conferisce contorni indefiniti ai soggetti delle nostre attenzioni, piccoli gioielli dispersi in questa terra consacrata alla storia

 

           

 

           

 

I colori della prossima primavera si affacciano alla vita tra il tra il secco fogliame simbolo di un inverno oramai al termine

       

La suggestiva rocca di San Leo appare quasi improvvisa tra la foschia e ci accoglie tra le sue antiche braccia sussurrandoci secoli di storia ininterrotta ma anche lamenti dei reclusi più o meno famosi scomparsi nelle famigerate segrete del fortilizio

       

Le vie cittadine

           

La Pieve di San Leo

       

           

La tiepida e debolmente assolata giornata non ha richiamato verso l'interno della regione molti turisti, le spiagge della riviera romagnola hanno rappresentato un richiamo irresistibile, le strade della cittadina si presentano così piacevolmente deserte

       

IL DUOMO

Cattedrale di San Leone

       

               

       

Anche l' interno del duomo e' pressoché deserto e suggestivo nel delicato silenzio della cripta sotterranea

       

La Torre Civica

       

La Fortezza Rinascimentale

       

La fortezza si presenta splendida nella sua forma originale restaurata e liberata delle costruzioni che ne avevano deturpato l'immagine nel corso dei secoli fino quasi ai giorni nostri.

       

                   

Dopo l'ingresso principale ricavato nella cinta muraria sia accede alla corte che circonda il castello, dotato di alloggi nobiliari ma anche di segrete, prigioni malsane e sale di tortura    

               

La cella di Cagliostro

Cagliostro e' probabilmente il più famoso ospite delle celle del castello, avventuriero con pochi scrupoli, la cui fama si divide tra i sostenitori del Taumaturgo, cultore delle scienze esoteriche, e quelli del ciarlatano imbonitore.
Quattro anni di segregazione nella cella più sicura della fortezza raggiungibile solo da un apertura sul soffitto e la successiva morte rappresentano l'epilogo della vota di questo personaggio che ha stimolato l'immaginazione di più di uno scrittore

           

Il museo delle armi

               

           

Le sale del castello dedicate alla storia e al mito di Cagliostro

       

           

I corridoi e le segrete sale della tortura