Emilia tra Reno e Panaro - Giorno 4 -Il Corno alle Scale

 

1: Parco della Abbazia Monteveglio & parco dei Sassi di Rocca Malatina

 2: Ai piedi del Corno alle Scale

3: Il Valico delle tre Croci

4: Corno alle Scale

 

Giorno 4: Corno alle Scale

 

       

 

Stavolta non ci sono dubbi, la vetta del Corno sarà la meta definitiva della mattinata, completata l'esplorazione dei dintorni nei giorni precedenti non resta che puntare direttamente alla ambita meta, superata di slancio la solita Porretta raggiunta dall'oramai familiari laghi Suviana & Brasimone con abbinata colazione, mi dirigo alla volta di Lizzano in Belvedere attraversando Silla e percorrendo la vale scavata dall'omonimo torrente.

L'osservazione ammirata e fotografata delle pendici montane e delle guglie della chiesa di Lizzano mi permettono di cogliere dei movimenti imprevisti nella radura sottostante dove un gruppo di cerbiatti bruca tranquillo per nulla spaventato dalla vicina sagoma del Centauro, ben diversa e prevista sarà la loro reazione quando sceso dal mezzo meccanico mi trasformerò in un meno rassicurante essere umano, la loro fuga e tutto tranne che incomprensibile.

 

               

Incontri casuali

       

   

       

Lizzano in Belvedere

Chiesa di San Mamante

 

       

 

La cattedrale di Lizzano illuminata dal sole ancora basso all' orizzonte merita una breve sosta in sua ammirazione, prima di riprendere il deciso cammino verso la meta prefissata.

Il verde dei boschi sempre più fitti contrasta piacevolmente con il cielo progressivamente più blu all'aumentare della altitudine e al diradarsi delle deboli foschie che si stendono sulle vallate, bianche e soffici nuvole sparse quà e là vitalizzano l'altrimenti monotono infinito, la frizzante aria mattutina riempie i polmoni del Uomo solitario in soddisfatta estasi.

La sosta al santuario della Madonna dell'Acero non interrompe questo lungo e poetico momento aggiungendo suggestione ad un contesto già emozionante, all'ombra di un secolare Acero riposa tranquillo l'edificio sacro risalente al XVI secolo, ancora non disturbato dai raggi solari in inarrestabile ascesa.

 

       

 

Santuario della Madonna dell'Acero

 

 

       

 

       

 

Superato il lago Cavone termino la mia corsa con la scomparsa del nastro di asfalto e l'inizio del comprensorio sciistico in paziente attesa dell'inizio della prossima stagione invernale e dei primi fiocchi di neve che copriranno la natura adesso rigogliosa durante il suo lungo sonno, il silenzio e la solitudine sono tangibili adesso, nessun'altro essere umano da mostra di se nelle immediate vicinanze.

 

               

 

Sulle piste...

 

           

 

Ritorno sui miei passi e parcheggio Maia nel piazzale deserto da dove parte la seggiovia che conduce al rifugio delle Rocce, punto di partenza per la scalata alla vetta del Corno, a causa dell'orario (la funivia aprirà tra 15 minuti) e del cartello del CAI piazzato diabolicamente proprio di fronte a me prendo una decisione che è tutto tranne che lungimirante e che rischia di rivelarsi anche poco salutare, il tempo di liberarmi dell'abbigliamento e la discesa verso le cascate Dardagna lontane circa 40 minuti è iniziata di buon passo.

       

               

 

La discesa verso le cascate è facile e veloce, sono 30 i minuti impiegati in luogo dei 40 indicati dal cartello, ampiamente ricompensata dallo spettacolo che irrompe al diradarsi delle fronde boschive, le acque limpide giocano argentine sulle levigate rocce sotto l'attento sguardo dei burberi alberi che le proteggono da sguardi indiscreti, il suono che accompagna il loro lungo salto nel vuoto e il morbido impatto con le pietre prima di ricomporsi nel tipico placido insieme sembra non disturbare affatto il silenzio che regna sovrano.

 

       

 

 

               

 

       

 

               

 

           

 

               

 

       

 

       

 

Abbandono a malincuore questo luogo dopo una lunga e rapita osservazione delle due cascate in rapida sequenza, ultimi scatti alla plasticità del vitale fluido ed inizio la lenta arrampicata verso il punto di partenza dove mi attende la nera Ducati, i 10 minuti guadagnati nella discesa devono essere rimessi in conto nella faticosa camminata adesso in salita e con una temperatura in decisa ascesa, bastano poche centinaia di metri per inzuppare di sudore la maglia indossata dopo essermi velocemente liberato della leggera felpa necessaria nella prima parte della mattina all'ombra del bosco.

 

               

 

Seggiovia per Il Corno

 

               

 

Raggiungo ansimante il piazzale del parcheggio, i tanti mesi trascorsi dall'infortunio (non motociclistico) che mi ha costretto alla interruzione di qualsiasi attività sportiva e non ancora completamente risolto, si fanno sentire, madido di sudore mi avvio verso la seggiovia adesso in funzione per raggiungere il rifugio ed iniziare cosi la scalata alla vetta del Corno, basteranno pochi minuti seduto sull'impianto di risalita per permettere al mio precedente errore di programmazione di risultare drammaticamente evidente, il vento sempre più gelido con l'aumentare della altitudine che sferza la funivia raffredda poco piacevolmente il sudore sulla mia pelle, a poco servirà la protezione della felpa estiva e il rammarico per il giubbbino antipioggia chiuso nel bauletto della moto.

 

                   

 

           

 

Sceso dalla funivia riprendo immediatamente la attività fisica, sia perchè il tempo a mia disposizione sta per scadere sia per impedire al vento di gelare le mie membra bagnate,  per fortuna basta poco per riportare il corpo alla giusta temperatura in una limpida giornata estiva e per tornare ad assaporare il panorama circostante senza brividi di freddo che si sovrappongono a quelli di piacere.

 

           

 

               

 

                                       

 

LA NUDA

 

 

Le pendici dei monti del parco del corno alle scale si stanno lentamente popolando di escursionisti in queste ore di meta mattina ma il loro numero resta appena sopra  la soglia di percezione,  la sensazione di assoluto dominio su queste terre montane resta ben vivida mentre ruoto su me stesso osservando il panorama infinito oltre i reali 360°.

 

               

 

 

           

 

"Giovanotto, non vorrà mica dirmi che ha già raggiunto la vetta e stà tornando indietro vero????" mi apostrofa incredulo l'anziano ma tonico escursionista che ho incontrato all'inizio della mia ascesa alla vetta, purtroppo i miei doveri di padre mi richiamano verso casa, il tempo che mi sono concesso è scaduto, raggiungere la vetta comporterebbe una spesa temporale che in questo momento non voglio sottrarre a quella da destinare al gioioso lattante che impaziente mi attende, il sorriso comprensivo della anziana coppia alla mia spiegazione mi accompagna piacevolmente fino alla funivia per la discesa.

 

           

 

               

 

               

 

Sono da tempo abituato a fare quello che mi va di fare e che mi regala le maggiori emozioni possibili evitando costrizioni e imposizioni, adesso VOGLIO tornare a casa.

Un brivido mi corre lungo la schiena, non per colpa del freddo, mentre penso ad un gioioso sorriso sovrastato da due vispi occhi azzurri, Maia borbotta felice riportandomi veloce verso i miei affetti e verso altre emozioni, dense e variegate in questi lunghi ed intensi giorni di Agosto

 

           

 

1: Parco della Abbazia Monteveglio & parco dei Sassi di Rocca Malatina

 2: Ai piedi del Corno alle Scale

3: Il Valico delle tre Croci

4: Corno alle Scale

 


REPORT "PROGRESSIVI"

I report di questa natura non si compongono di itinerari percorsi effettivamente in sequenza continua ma vengono aggiornati ed integrati con nuove informazioni ogni volta che si presenta l'occasione di percorrere itinerari pertinenti, la stessa sequenza cronologica presentata potrebbe non essere quella reale ma bensì ottimizzata in funzione di una potenziale percorribilità progressiva spesso effettuabile in giornata.

Il report quindi potrà essere aggiornato in qualsiasi momento con nuove parti, la divisione tra i pezzi del puzzle viene comunque sostanzialmente evidenziata