Emilia tra Reno e Panaro - Giorno 2 - Ai piedi del Corno alle Scale

 

1: Parco della Abbazia Monteveglio & parco dei Sassi di Rocca Malatina

 2: Ai piedi del Corno alle Scale 3: Il Valico delle tre Croci 4: Corno alle Scale

 

Giorno 2: Ai piedi del Corno alle Scale

 

           

 

L'idea di base sarebbe quella di raggiungere il Corno alle Scale ma l'itinerario scelto, ben lontano dall'essere quello più diretto, non lascia molto spazio alla speranza di chi ha a disposizione solo il tempo compreso tra l'alba e il mezzodi, molto più realisticamente aggiungerò un altro tassello al complesso puzzle che con pazienza, giorno per giorno sto costruendo raffigurante questo sottovalutato angolo di Emilia racchiuso tra due fiumi.

Il viaggio , come ben sappiamo, di per se non finisce mai, lungo o breve che esso sia ha il compito di procurare soddisfazione e costruire le basi per quello successivo, quindi che importanza può avere la sua estensione chilometrica rispetto a quella emozionale??

Supero Grizzana Morandi e Vergato con le prime luci del giorno per dirigermi verso Castel d'Aiano percorrendo la valle scavata dal torrente Aneva, solo grazie ad una provvidenziale sosta colazione in quel di Labante vengo a conoscenza della esistenza delle grotte di san Cristoforo nei pressi del paese alle quali penso però di riservare una veloce occhiata non riconoscendo preventivamente loro un valore naturalistico particolarmente elevato.

LE GROTTE DI SAN CRISTOFORO DI LABANTE

E' con grande sorpresa mista a stupore che scendendo lungo il breve tratto sterrato che conduce alle grotte mi trovo di fronte ad una straordinaria manifestazione naturale ancor più suggestiva se considerata nella sua relativamente breve estensione.

           

La grotta di Labante, una delle più grandi cavità naturali al mondo scavate nel travertino, è probabilmente unica al mondo grazie al contesto naturale in cui si è sviluppata, una bellissima cascata naturale infatti ne sovrasta parte dello sviluppo regalando all'avventore uno straordinario primo impatto.

       

       

Il periodo estivo probabilmente non è quello più indicato per osservare i giochi dell'acqua sulle scoscese protuberanza rocciose a causa della scarsa portata del rivolo che alimenta la cascata, per fortuna quello che tranquillamente gocciola dai pendii basta a creare emozionanti giochi di luce e di acque e quella che doveva esser una breve sosta si trasforma in un ammirata osservazione dei cambiamenti coloristici che la lenta ascesa solare nell'azzurro cielo impone al complesso intreccio di roccia, acqua, muschio e vegetazione.

               

Giochi di luce

       

Giochi d'acqua

               

 

       

Semplice e quasi naturale in un momento così suggestivo avvalorato dalla assoluta solitudine di cui godo, gioire delle immagini richiamate alla mente da una infantile osservazione del contesto roccioso che, grazie anche alla poca acqua in caduta libera, evidenziano il profilo in lacrime di un addolorato gigante.

       

Le lacrime del Gigante

           

Le grotte

               

           

I pannelli informativi presenti nei dintorni non sono molto esaustivi, non è chiaro se le grotte immediatamente sotto la cascata e recanti i segni di troppe visite irrispettose sono tutto ciò che è possibile vedere oppure se l'antro protetto da un cancello poco a lato è quello più importante, non è nemmeno chiaro se in qualche modo esso possa risultare visitabile, mi accontento di scattare una foto dalla fessura ispettiva presente nel telo dietro al cancello che però scioglie ben pochi dubbi, certo è che questa aura misteriosa giova non poco alla suggestione finale e all'alto livello di soddisfazione raggiunto durante questa inaspettata lunga visita.

           

       

Di nuovo in sella mi godo soddisfatto le ondulazioni che mi portano verso Castel d'Aiano per superarlo velocemente in direzione di Gaggio Montano dedicando una breve e riflessiva sosta all'ennesima opera Memoriale presente in questa terra pesantemente segnata dagli eventi che videro la fine della seconda Guerra Mondiale.

           

Il monumento ai caduti della FEB (Forca Expedicionaria Brasileira) durante gli assalti alla Linea Gotica

       

GAGGIO MONTANO

           

Il tempo a mia disposizione stà per scadere ma non è semplice resistere alla curiosità innata del viaggiatore, è così che per raggiungere il Lago di Suviana che mi dirige verso gli affetti familiari non transito per la via più veloce da Ponte alla Venturina, ma da Porretta Terme imbocco quella più tortuosa e sconosciuta che tocca Castel di Casio prima di gettarsi nel lago artificiale da altra angolazione e sancire la fine di questo breve ma intenso viaggio, fine suggellata dalla divertente sinuosità del tratto di strada che collega Suviana al lago di  Brasimone.

CASTEL DI CASIO

       

       

1: Parco della Abbazia Monteveglio & parco dei Sassi di Rocca Malatina

 2: Ai piedi del Corno alle Scale 3: Il Valico delle tre Croci 4: Corno alle Scale

 


REPORT "PROGRESSIVI"

I report di questa natura non si compongono di itinerari percorsi effettivamente in sequenza continua ma vengono aggiornati ed integrati con nuove informazioni ogni volta che si presenta l'occasione di percorrere itinerari pertinenti, la stessa sequenza cronologica presentata potrebbe non essere quella reale ma bensì ottimizzata in funzione di una potenziale percorribilità progressiva spesso effettuabile in giornata.

Il report quindi potrà essere aggiornato in qualsiasi momento con nuove parti, la divisione tra i pezzi del puzzle viene comunque sostanzialmente evidenziata