1: Parco della Abbazia Monteveglio & parco dei Sassi di Rocca Malatina

 2: Ai piedi del Corno alle Scale 3: Il Valico delle tre Croci 4: Corno alle Scale

 

Giorno 1: Parco della Abbazia di Monteveglio e parco dei Sassi di Rocca Malatina

 

           

 

Non è certo una vena ottimistica quella che mi induce al viaggio in questi luoghi che sulla carta non molto sembrano potere offrire, speranza è il termine che più si addice allo stimolo che obbliga il piede sinistro ad ingranare la prima marcia della mia Ducati e ad avviarmi in esplorazione di un territorio a me pressoché sconosciuto e di certo poco, o per niente, frequentato dalla massa dei vacanzieri che hanno abbandonato le loro magioni in questa settimana di ferragosto.

Un errore di valutazione questo che normalmente non avrei dovuto fare, non sono certo la mancanza di informazioni o la poca frequentazione del turismo di massa ad innalzare un luogo al rango di meta imperdibile, anzi spesso e volentieri succede sempre il contrario come da tempo ho imparato, eppure questa fetta di territorio Emiliano compresa tra la dorsale appenninica e le città di Bologna e Modena e delimitata dai fiumi Reno e Panaro non riesce a riscuotere da parte mia nessun apprezzamento preventivo.

Questo atteggiamento negativo contribuirà paradossalmente in modo determinante alla scoperta pezzo per pezzo di un territorio colmo di tesori neanche tanto nascosti e assolutamente in grado di suggestionare ed emozionare anche il viaggiatore esigente, emozioni ancor più consistenti in quanto assolutamente non previste.

Come mangiando le ciliegie: una tira l'altra...... intanto inizio godendomi l'asfalto rosso e tortuoso che mi porta verso Grizzana Morandi per poi ridiscendere verso Vergato.

MONTEFREDENTE-GRIZZANA MORANDI-VERGATO

           

           

CEREGLIO-TOLE-MONTEPASTORE

Il viaggio odierno ha comunque due mete preventivate, mete poco rinomate ma debitamente evidenziate sulla mappa a mia disposizione, tra il luogo di partenza e quello di arrivo e' mio compito inserire quelle strade che più sembrano essere promettenti dal punto di vista della guida oltre che paesaggistico, è per questo motivo che risalgo divertendomi la strada che da Vergato porta fino a Cereglio e poi proseguire per Tole e Montepastore.

               

               

           

       

La strada al cospetto del monte Vignola si tranqullizza su di un altopiano erboso che scivola ai lati verso le vallate, piccoli ed invitanti nastri di asfalto dipartono dalla via principale per gettarsi in picchiata verso il fondovalle per poi risalire leggeri sul versante opposto, seguirne le evoluzioni anche solo per un breve tratto è una tentazione alla quale non posso assolutamente resistere.....

           

       

Non sarà quella appena effettuata l'unica deviazione della giornata, altre seguiranno  indotte da un apposita segnaletica turistica verso chiese e borghi spesso abbandonati oppure in pessime condizioni di manutenzione, la scarsità di turismo che tanto giova, per certi versi, ai territori ha anche i suoi lati negativi, in alcuni casi i luoghi sacri appaiono abitati oppure assediati da abitazioni civili nelle immediate vicinanze, come nel caso della Badia di Ponzano.

           

PONZANO - Badia dei ss Fabiano e Sebastiano

       

           

           

Nel mio percorso verso sud e' un campanile che svetta nel bosco improvvisamente ad attirare la mia attenzione, tento di raggiungerlo ma scopro presto che è raggiungibile solo a piedi e inderogabilmente recintato proprio a causa del suo cattivo stato di conservazione, nei suoi pressi un cimitero abbandonato da tempo immemorabile mostra lapidi consunte dal tempo sulle quali si leggono date risalenti anche al XVIII secolo.

           

                       

           

Stimolante percorrere il sentiero immersi nel silenzio di una tarda mattinata estiva osservando il lontananza le erosioni che le ere geologiche hanno imposto alle colline circostanti, incuranti del caldo afoso leggiadre farfalle svolazzano nell'aria apparentemente senza lo sforzo necessario al moto che causa invece macchie più scure del colore normale alla mia maglietta. 

           

   

           

PARCO DELL'ABBAZIA DI MONTEVEGLIO

La prima meta della giornata è infine raggiunta, il parco e la Abbazia che sovrastano il paese di Monteveglio danno bella mostra di se osservati da un altura poco distante che ho raggiunto imboccando una stradina sulla sinistra poco prima di entrate in paese proprio con lo scopo di una migliore osservazione a distanza, deviazione questa che ancora un volta si rivela pienamente giustificata.

               

A dispetto della suggestione del luogo ed il periodo vacanziero, il parcheggio davanti alla porta di ingresso è praticamente deserto, evidentemente in una Italia stracolma di tesori la presenza di questa Abbazia ed il territorio circostante profondamente eroso dal tempo appaiono totalmente irrilevanti, o forse sarebbe meglio dire che i turisti tendono a dirigersi verso le località più rinomate e di più sicura suggestione fosse anche solo per un successivo resoconto a parenti ed amici.

           

       

               

       

                       

Solo i turisti residenti animano le strade altrimenti immobili, è un luogo antico e ricco di storia questo nonostante l'apparente appartenenza al periodo medievale, Etruschi prima e Romani successivamente popolarono questo difendibile rilievo per poi cedere il posto nelle pagine della storia ai Bizantini, alla Toscana, alla leggendaria Matilde di Canossa e tanti altri possidenti risalendo ordine cronologico fino ai giorni nostri.  

           

Sempre più soddisfatto della giornata ma anche dai segnali positivi emanati dalla zona appena esplorata che mettono in diversa luce tutto il vasto territorio a mia disposizione risalgo in sella per procedere verso nord per alcuni chilometri prima di invertire la direzione e puntare verso la mia prossima meta, il tratto di strada che mi separa dal secondo parco di oggi sarà tutt' altro che avaro di suggestioni, ad iniziare da quel Bazzano che non viene indicato come luogo di importanza storica ma che invece si rivela una assoluta sorpresa.

BAZZANO

               

Oltre la merlata porta di ingresso davanti alla quale parcheggio la moto, ancora una volta unico mezzo in sosta, si apre un ampio piazzale dove si fronteggiano la chiesa di santo Stefano, e la Rocca di Matildica costruzione, la torre con l'orologio chiude il lato opposto della cinta muraria.

La meridiana che si crogiola al sole sul piazzale rivendica un orario logicamente diverso da quello legale adottato in questo periodo che mi ricorda di risalire nuovamente in sella prima che il tempo a mia disposizione risulti insufficiente al completamento dell'itinerario previsto, affrontato adesso con un entusiasmo totalmente  diverso da quello in me albergante all'alba di stamani.

       

           

E' paradossale valutare il valore storico artistico nonché naturalistico di quanto fin'ora osservato e verificare contemporaneamente l'assoluto disinteresse turistico che esse riscuotono anche nei periodi durante i quali anche un intenso affollamento sarebbe normale, è incredibile anche pensare a quante situazioni similari presenti in questo ricchissimo, dal punto di vista turistico, paese vengano sottovalutate e penalizzate da un turismo che ricerca solo ed esclusivamente località universalmente riconosciute per trascorrervi le vacanze  e dove è costretto a sottoporsi a richieste economiche non propriamente convenienti.

Egoisticamente queste situazioni possono risultare tutt'altro che disprezzabili, disporre di territori patria di un invidiabile patrimonio storico artistico culturale e naturale dove poter godere di solitudine, o comunque di uno scarso affollamento, anche nel giorno di Ferragosto è sicuramente entusiasmante; ma occorre purtroppo realisticamente valutare  anche il lato negativo di questa situazione: la mancanza di turismo e di introiti economici ad esso legati penalizzano il mantenimento ed il restauro di quelle situazioni sottoposte al degrado del tempo oltre a non stimolare in nessun modo il recupero e la conservazione di situazioni culturali di vario genere come quelle enogastronomiche.

D'altro canto la eccessiva penetrazione turistica porta ad esagerazioni oppostamente penalizzanti come la omologazione culturale e la creazione di strutture che nulla hanno a che vedere con il territorio, per non parlare di tutte quelle manifestazioni create ad arte per il turista...

Un circolo vizioso dal quale forse si esce solo adottando l'antica saggezza: in mezzo sta la virtù, ma questo purtroppo sembra essere sempre più un traguardo irraggiungibile.

SAVIGNANO SUL PANARO

           

Anche la parte medievale di Savignano sul Panaro merita una visita, ancora una volta la realizzazione della parte nuova della città a valle di quella antica ne ha preservato il fascino, dietro la chiesa il silenzio e la solitudine si sono appropriate anche del tendone della festa paesana in svolgimento in questi giorni, per un attimo un senso di angoscia mi pervade poi osservo le strade sottostanti e il movimento che le anima e il film di fantascienza appena iniziato è già finito.

           

               

VIGNOLA (PANORAMICA)

               

Non ho il tempo a disposizione per dedicare alla cittadina di Vignola la visita che meriterebbe, scatto alcune foto con il teleobbiettivo prima di rimettermi in viaggio, ci saranno altri momenti per approfondire la conoscenza con il paese. 

                               

GUIGLIA

               

Ultima tappa che mi separa dalla meta è quella del castello di Guiglia, ennesima interessante testimonianza storica ed esempio di vicissitudini di possesso che ne hanno certamente penalizzato l'aspetto fino al subentro del comune.

PARCO REGIONALE DEI SASSI DI ROCCA MALATINA

       

La pieve di san Giovanni Battista è il punto di partenza del percorso che si addentra nel parco dei Sassi di Rocca Malatina, sterrata strada che permette l'osservazione dei giganteschi pinnacoli di arenaria che danno il nome al parco.

           

Il tracciato non si rivela facilmente percorribile data la sua pessima uniformità ma le vedute che consente sulle meravigliose opere di Madre natura ripagano ampiamente delle fatiche motociclistiche necessarie al suo completamento.

       

   

       

ZOCCA

       

Il viaggio iniziato con scarsa fiducia nelle sua potenzialità si avvia alla sua trionfale conclusione, dopo Zocca e la sua pieve tocca a due passi appenninici divertire quella guida accantonata nella fase centrale di questo viaggio e che adesso sale di nuovo prepotentemente in cattedra.

PASSO BOCCA DEI RAVARI 790 mt

       

PASSO SELLA DELLA CROCE 802 mt

       

CEREGLIO-GRIZZANA MORANDI-MONTEFREDENTE

       

1: Parco della Abbazia Monteveglio & parco dei Sassi di Rocca Malatina

 2: Ai piedi del Corno alle Scale 3: Il Valico delle tre Croci 4: Corno alle Scale

 


REPORT "PROGRESSIVI"

I report di questa natura non si compongono di itinerari percorsi effettivamente in sequenza continua ma vengono aggiornati ed integrati con nuove informazioni ogni volta che si presenta l'occasione di percorrere itinerari pertinenti, la stessa sequenza cronologica presentata potrebbe non essere quella reale ma bensì ottimizzata in funzione di una potenziale percorribilità progressiva spesso effettuabile in giornata.

Il report quindi potrà essere aggiornato in qualsiasi momento con nuove parti, la divisione tra i pezzi del puzzle viene comunque sostanzialmente evidenziata