Due settimane senza moto, il lavoro che pressava in maniera assurda da molto tempo e che presserà per tanto altro tempo, il caldo afoso di questa metà di luglio……… troppi motivi validi  per farlo, ho deciso, venerdì non lavoro necessito di una pausa di recupero pena la fusione dei (pochi) neuroni rimasti.

Subito dopo iniziamo a valutare le possibili mete che , ha onor del vero, si contano su …….. due dita della mano: Dolomiti oppure Gran Sasso, le mete marine in questo periodo dell’anno non vengono neanche prese in considerazione, troppa la folla che accalca le coste Italiane nei fine settimana.

La prima ipotesi viene scartata per la troppa distanza da percorrere, gli impedimenti fisici che ci hanno inchiodato a casa per due fine settimana sono ancora presenti, nonché per il tempo incerto previsto sui rilievi alpini, il Gran Sasso invece ci stimola per un precedente tentativo di esplorazione terminato ben prima della metà e per la tranquillità dei suoi paesaggi, inoltre il tempo a disposizione ci permette di effettuare un passaggio attraverso i monti Sibillini dove speriamo di vedere gli ultimi colori della fioritura e di regolare un conto in sospeso con un passo “particolare” nel cuore del parco.

Venerdì mattina di buon ora ha inizio il nostro viaggio, l'autostrada A1 e il  raccordo Bettolle -Perugia ci avvicinano velocemente alla meta,

Raggiunta Foligno saliamo spediti verso il passo del Colfiorito, il traffico non e' particolarmente intenso, solo alcuni grossi tir creano leggero disagio senza però impedirci di godere della salita

 

           

 

Pochi chilometri e il segnale che indica Fiastra attira la nostra attenzione, una veloce salita ci immette sull' omonimo lago, l'atmosfera e' tranquilla sulle rive di questo artificiale ma gradevole specchio d'acqua, ben diversa da quella tipica dei caldi giorni festivi in cui centinaia di persone affollano questa zona

 

 IL LAGO DI FIASTRA

 

       

 

       

 

Abbandoniamo velocemente il ben conosciuto lago; attraverso un rilassante paesaggio da cartolina appena offuscato dalla calura estiva saliamo per Bolognola superata la quale  si presenta il famoso bivio che un paio di anni orsono stimolò la mia curiosità senza soddisfarla, la neve in quel fresco maggio ostruiva ancora il passaggio, adesso il solco irregolare nel verde fianco della montagna offre un richiamo irresistibile.

 

 FORCELLA DEL FARGNO 1833 mt

 

       

 

   

 

Il tracciato e' impegnativo e la marcia prosegue lenta sopratutto per le continue soste dedicate ad immortalare il maestoso paesaggio che questa escursione sta' mostrando, sappiamo benissimo che non siamo i primi a percorrere questa mulattiera ma e' piacevole cullare per pochi istanti illusione di aver aperto una nuova strada tra le due vallate circostanti, indomiti esploratori dell'era moderna.

Raggiungiamo la vetta e iniziamo (dopo aver ammirato la maestosità delle vette circostanti in un silenzio quasi irreale) la discesa.

 

 

       

 

Sono infine circa 20 i chilometri percorsi per raggiungere Ussita e sono serviti quasi 60 minuti per percorrerli, il grigio nastro di asfalto accoglie le due nere Multistrada che tornano a galoppare rilassate sulle strette curve che ci portano fino a Castelluccio di Norcia nella speranza di una tardiva quanto insperata manifestazione della celebre fioritura.

 

Castelsantangelo sul Nera 

CASTELLUCCIO E IL PIANO GRANDE

       

       

Poche ma comunque fantastiche per la loro presenza le macchie di colore che dipingono il piano grande, oltre alle piccole digitali e' la relfex  che fissa degnamente sulla pellicola la magia offerta dalla natura.

Il lungo giorno volge al termine e stanchi raggiungiamo Norcia dove trascorreremo la notte, riposandoci in attesa del sorgere del sole di un nuovo giorno che ci vedrà percorrere le strade verso una nuova meta regalandoci sensazioni mai provate prima.

NORCIA

   

IL NOSTRO VIAGGIO PROSEGUE NEL: