La vacanza marina e' terminata, nel lento e mesto rientro verso casa percorriamo le solitarie strade che attraversano, al cospetto del picco del gran Sasso, i Monti della Laga.

Raggiunta Teramo abbandoniamo le larghe strade delle pianure per gli stretti percorsi montani.

       

Asfalti dissestati si alternano velocemente a neri tratti bituminosi appena posati, su tutti una ridotta aderenza che suggerisce solo prudenza.

       

La ridotta andatura permette di porre attenzione al paesaggio circostante, la solitudine che ci avvolge imponente, accresce la suggestione, non sono luoghi questi consoni al moderno turismo, questi luoghi si attraversano per noi stessi, non per una successiva acclamazione da parte di temporanei ascoltatori

       

           

Abbandoniamo la catena montana discendendo nella stretta valle scavata dal Tronto che percorriamo fino ad Arquata del Tronto

           

La piccola cittadina marchigiana rappresenta un importante bivio per il nostro emozionante errare, procedere oltre e attraversare la galleria delle Forche Canapine velocizzerebbe il nostro rientro verso casa, ma, come non aprire la porta verso uno dei più suggestivi luoghi di questa amata penisola?

 

       

 

       

 

Un cenno ed un sorriso per una decisione già presa prima ancora del nascere del dubbio, pochi minuti e la Forca di Presta ci conduce al cospetto del Piano Grande e la regale corona dei Monti Sibillini

       

       

       

       

Il brivido sulla schiena non ci abbandonerà fino alla discesa verso Visso e alla progressiva scomparsa delle Sibilline vette