Tecnicamente questo sarebbe il quarto giorno di viaggio, praticamente l'ultimo, e non inizia bene, il cielo grigio che ieri per tutto il giorno minacciato pioggia stamane ha  ha messo in atto la minaccia impedendo la mia classica escursione mattiniera in attesa del risveglio dei compagni  ad un'ora per logica di quella che da tempo ormai segna il mio automatico risveglio.

Per fortuna la pioggia cessa nello stesso momento in cui, caricate le moto, ci concediamo una gustosa colazione; saldato con piacere il conto dell'agriturismo visto il favorevolissimo rapporto qualità prezzo, ci mettiamo in viaggio per attraversare gli ultimi scampoli di questo sorprendente Molise.

 
           
 
 
           
 
Sella di Corvino 779 mt

           

 

Il nostro percorso si snoda umido tra le colline costeggiando isolati borghi e spogli dirupi, per poi dirigersi deciso verso il confine con Abruzzo grazie alla statale 17 del macerone che, nonostante lo scarso grip dovuto alla pioggia appena caduta, ci regala alcuni minuti di piacevole guida grazie alle curve di raggio costante quasi paraboliche che si alternano senza soluzione di continuità.

 

Passo di Rionero Sannitico 1022 mt

 

Il passo di Rionero oltre ad immetterci nella regione Abruzzo costituisce il confine convenzionalmente stabilito tra Appennino centrale e meridionale.

 

Colle della Gallina 1006 mt

           

Passo del Calvario 1112 mt

       

 

La breve parentesi abruzzese si conclude con i kilometri dopo, quando superata Alfedena rientriamo in Molise attraverso il passo del calvario ancora imbiancato dalle nevi invernali, la zona del Volturno, che possiamo ammirare dall'alto del valico, sarà il teatro della nostra ultima escursione in questa regione prima di sconfinare in Lazio ed intraprendere definitivamente la direzione di casa.

 
           
 
           
 
 

Abbazia di San Vincenzo al Volturno

 

       

 

il territorio è aspro e brullo e l'atmosfera indiscutibilmente invernale non aiuta certamente ad allentare i toni drammatici  che lo avvolgono;, l'abbazia di San Vincenzo al Volturno rappresenta una parziale delusione, il monastero infatti quasi totalmente distrutto durante la sua guerra mondiale è frutto di una recente ricostruzione, nonostante ciò il quadro che si può osservare vale sicuramente il tempo di una sosta.

 

 

       

 

           

 

       

 

Rocchetta al Volturno

 

 

Il grigiore persistente rischia di diventare quasi opprimente così come l'onnipresente solitudine, benvenuta se in piccole dosi in una condizione generale come quella attuale rischia di diventare quasi frustrante.

Il cielo intanto continua a minacciarci innervosendoci con la sua indecisione.

Questi sentimenti negativi hanno vita breve, velocemente dissolti dalla voglia di viaggiare e di conoscere che ci spinge sempre comunque avanti, di nuovo armati del nostro sorriso e del nostro invincibile ottimismo dirigiamo verso la successiva sosta: il piccolo borgo di Scapoli dedicato ai suonatori di cornamusa a cui  intitola anche un museo.

Durante l'escursione incontriamo solo un indigeno seduto sugli scalini di casa e assorto nella lettura del giornale, talmente assorto che non alzerà nemmeno la testa al nostro passaggio, per fortuna il bar del paese è aperto e possiamo concederci un buon caffè prima di rimettersi in viaggio ed abbandonare definitivamente il territorio molisano, estremamente grati per quello che ci ha concesso in questi quattro giorni.

 

Scapoli

 

           

 

           

 

           

 

Arpino

 

       

 

       

 

Sconfiniamo nel Lazio percorrendo la strada che serpeggia alle pendici delle Mainarde, propaggine meridionale dei Monti della Meta facenti parte del Parco nazionale d'Abruzzo, per poi concederci una piacevole sosta gastronomica nella piccola frazione di Casalattico che conferma la tradizione iniziata quattro giorni fa: simpatia qualità e ottimo prezzo sono stati infatti un indiscutibile filo conduttore relativamente al contesto enogastronomico, ma non solo.

La cittadina di Arpino è l'ultima veloce quanto imprevista sosta che ci concediamo in questa straordinaria e lunga vacanza, lunga perché nonostante il breve spazio temporale innumerevoli di intense sono state le suggestioni, su consiglio dell'oste imbocchiamo nei pressi di isola del Liri la veloce superstrada è proprio dal giorno prima vede  finalmente inaugurato il tratto che scavalca Frosinone e il suo intenso traffico per raggiungere la A1 nei pressi di Ferentino e l'omonimo casello anch'esso appena inaugurato.

 

           

 

 

               

 

 

il viaggio di rientro è una umile e fredda formalità che non evidenzia momenti degni di nota, con negli occhi ancora le intense immagini di questa fortunata vacanza puntiamo velocemente verso casa e verso i nostri affetti familiari, l'area di servizio che quattro giorni fa di partenza per il nostro viaggio oggi costituisce il luogo dei saluti.

Un viaggio è finito  un altro viaggio presto inizierà.