Ripalimosani

Alba, questa prima in terra Molisana, come mio costume tipicamente dedicata alla esplorazione delle cittadine nelle immediate vicinanze dell' alloggio notturno, Campobasso dista solo 8 chilometri ma il piccolo borgo di Ripalimosani rappresenta una tentazione maggiore stamani, al capoluogo della regione dedicherò la prossima alba.

L'aria che respiro una volta parcheggiata Maia nella piazza principale denota un piacevole cambiamento, il frizzante aroma invernale è scomparso sostituito da quella piacevole sensazione di tepore tipica del mattino primaverile.

Poche le persone che mi osservano perplesse e prevalentemente concentrate nell'unico bar del paese, pronte ad affrontare una nuova giornata di lavoro, non credo che sia cosa di tutti i giorni vedere un motociclista aggirarsi per le vie del paese poco dopo l'alba armato di una ingombrante reflex.

La perplessità indigena è praticamente sempre accompagnata da espressioni amichevoli, una piacevole costante rilevata durante questo viaggio, sorrisi e saluti sono a noi stati dispensati in larga misura dalle popolazioni che mai ci hanno osservato con occhio diffidente.

 
           
 

Il contesto architettonico che costituisce il piccolo centro urbano si staglia ombroso ed immobile sotto il cielo azzurro in progressiva schiarita, quella che normalmente quanto tipicamente dovrebbe essere una dominante grigiastra viene sostituita da una serie di piacevoli variabili coloristiche (non comuni da ritrovare fuori dai confini regionali) che costituiscono una ottima caratterizzazione visiva nonchè fotografica, gli scatti realizzati dimostrano quanto colore adorni in larga parte il centro storico e quanto esso contribuisca alla magnificazione del contesto.

 

           
 
 
               
 

Mentre mi aggiro tra i saliscendi delle strade strette piacevolmente impressionato da quanto riesco ad osservare e avidamente a catturare, sento diffondersi nell'aria quasi immobile un rombo in progressivo avvicinamento, inconfondibile nella sua tonalità oltre che nella sua unicità, chi altri potrebbe incrociare per queste contrade alle 7,30 di mattino in un sabato di inizio marzo se non l'atteso amico Davide in arrivo dall'Abruzzo???

 
       
 
       
 

Sbrigati i convenevoli di rito Davide mi accompagna sul versante opposto a quello dove sorge Ripalimosani fumandosi tranquillo la prima sigaretta della giornata mentre io osservo il profilo cittadino "scivolare" in basso sulle rocce accarezzato dai raggi del primo sole, carezza che dopo tanto maltempo riesce ad arrivare ben oltre la corazza offerta dall'abbigliamento, oltre la pelle, fino dentro l'anima.

Un brivido risale deciso la spina dorsale...... 

 

 
       
 
   
 
Madonna della Neve
 
       
 

Raggiunto il resto del gruppo, che nel frattempo si è preparato alla partenza, scattiamo alcune foto al santuario situato proprio sopra il nostro agriturismo, il contrasto tra il giallo acceso dal sole ed l'intenso azzurro del cielo è imperdibile; poco dopo un piccolo contrattempo ritarderà la partenza.

Alloggiato Davide e  velocemente risolta la problematica ci mettiamo finalmente in viaggio, seguendo un itinerario preventivato che dovrebbe portarci per vie tortuose, di Borgo in Castello,  fino al mare; alla testa del gruppo Bruno che oggi ci guida sulle strade della sua regione.

 
           
 
           
 

L'aria tiepida annuncia l'arrivo della primavera, purtroppo però la natura ha ancora un aspetto inequivocabilmente invernale, fino a pochi giorni fa queste strade erano ancora sotto il dominio della neve, adesso si presentano asciutte purtroppo prevalentemente dissestate, la classica andatura turistica qui è ancora più consigliata del solito, meglio concentrarsi sul paesaggio senza però perdere di vista le condizioni dell'asfalto sul quale scorrono le nostre ruote.

 
           
 
Riccia
 

il piccolo borgo di Riccia rappresenta praticamente la prima sosta della giornata, mentre il resto del gruppo si gode il sole nella piazza principale del paese concedendosi anche una pausa caffè, percorro curioso le strette vie del borgo che dalla piazza scendono verso il basso fino ad uscire dal contesto cittadino e arrestarsi al cospetto del castello situato al di là della principale strada di comunicazione, l'antico castello restaurato intorno al 1500 fu semidistrutto nel 1799, al di qua della strada è invece possibile osservare la chiesa di Santa Maria delle grazie risalente al 1500.

 
               
 
       
 
   
 
               

Silenzio tranquillità e solitudine si identificano ormai una costante che ritroveremo quasi ovunque nelle nostre visite ai piccoli borghi molisani, così come è possibile sottolineare come comune denominatore la dignitosa pulizia osservabile nonostante i chiari segni d'abbandono e presupposti tutt'altro che incoraggianti, segno inequivocabile di un concreto spessore culturale e civile.

 
       
 
 
           
 
Gambatesa
 
 
       
 

Seguendo l'itinerario che punta verso il confine con la Puglia visitiamo anche il piccolo centro di gamba tesa caratterizzato dalla possente mole del castello quattrocentesco più volte rimaneggiato nei secoli successivi con interventi generalmente poco condivisibili.

La piazza del castello arroccata su un costone di tufo consente una suggestiva vista sulla vallata sottostante nella quale si evidenziano le acque del lago di Occhito al di là del quale iniziano i territori pugliesi.

 
   
 
           
 

       

La tentazione di superare il confine ed addentrarsi sulle strade della Puglia forte ma il nostro programma prevede l'esplorazione completa possibile della regione Molise, alla Puglia dedicheremo un futuro viaggio, invertiamo così la rotta per poi che successivamente ripiegare verso est e la costa lambita dalle acque dell'Adriatico.

Nei pressi di Morrone del Sannio ci attendono i nostri amici indigeni, Elpis e Simona, che ci guideranno per un tratto del percorso oltre a condividere con noi piacevolmente la sosta pranzo, contemporaneamente salutiamo Bruno richiamato verso casa da imprescindibili impegni famigliari.

           

           

Valico di Cerrosecco  820 mt

       
           
 

Il tratto di tortuosa strada che culmina con il valico di Cerrosecco è uno dei pochi in grado di consentire una guida divertente tra quelli percorsi durante i quattro giorni di questo nostro viaggio, asfalto in perfette condizioni e piacevole sinuosità sinfonica incoraggiano il gruppo ad allungare il passo in tutta sicurezza regalandosi l'emozione di una danza tra le curve che da molto tempo ( causa inclemenza meteo) non avevamo potuto effettuare.

 
           
 
           
 
Casacalenda (Pausa pranzo)
 
           
 

Tocca a Casacalenda  il compito di placare i morsi della fame, mentre Simona c'accompagna all'interno di un bar dove ordiniamo panini e birra, Elpis scompare temporaneamente per poi riapparire dotato di ottime mozzarelle di bufala e costosi formaggi che, velocemente come sono apparsi, scompaiono dal tavolo.

Rifocillati effettuiamo una breve escursione per il paese che vanta origini romane ma che certamente fu edificata in periodo normanno, la cittadina ospita tradizionalmente eventi culturali di varia natura, eredità di uno di questi eventi è il massiccio uomo di pietra che possiamo osservare suggestivamente nascosto nel bosco realizzato inaspettatamente da un estroso scultore ospite della manifestazione.

 
           

           

           

 

I nostri impagabili ospiti ci guidano adesso verso Larino per raggiungere la quale ci  godiamo l'ennesimo tratto di strada divertente dal punto di vista della guida, sarà  praticamente l'ultimo per i  chilometri che ci troveremo percorrere nei prossimi giorni durante i quali l'asfalto sconnesso sarà una costante quasi senza soluzione di continuità.

 
Larino
 
       
 
           
 

Larino rappresenta l'ennesima sorpresa di questo viaggio, borgo ordinatamente medievale viene per la prima volta citato in occasione della seconda guerra punica intorno a 207 avanti Cristo, al centro di numerose vicende legate all'impero romano fu lungamente contesa nel medioevo tra Longobardi Greci e Franchi e devastata, come buona parte dei centri circostanti, dai Saraceni.

Nel 1300 colpita da un terremoto e attaccata dai saraceni fu totalmente distrutta per risorgere 15 anni dopo, a metà del 1600 una pestilenza cancellò buona parte della popolazione costringendo alla fuga i pochi sopravvissuti che vi ritorneranno pochi anni più tardi.

 

       
 

La Cattedrale risalente al 1319 è sicuramente il gioiello più rappresentativo della cittadina, la facciata in stile gotico cattura inderogabilmente l'attenzione del visitatore impreparato di fronte a tale imprevista  magnificenza.

 
           
 
           
 

Partire per una destinazione con poche o addirittura nessuna aspettativa potrebbe risultare penalizzante ai fini della progettazione del viaggio o addirittura alla sua stessa presa in considerazione, eppure questa particolare condizione nella quale siamo trovati grazie alla totale inesistenza di qualsiasi tipo di informazione su questi territori e la malcelata disapprovazione di chi ha saputo del nostro viaggio ha fatto sì che le sorprese che ci siamo trovati di fronte abbiano acquisito un valore forse anche superiore a quello effettivo.

Occorre comunque considerare che, per chi come è noi abituato a trascorrere la quotidianità immerso in contesti storico architettonici che il mondo ci invidia, quello che Molise poteva offrire correva il rischio di risultare  poco attraente o addirittura insignificante se osservato con un occhio critico dagli errati presupposti, un po' come il figlio viziato che non è più in grado di apprezzare le piccole cose veramente di valore accecato dalla sfavillante ridondanza della sua ricchezza.

 
 

Ed è proprio questo che siamo riusciti a fare, spogliati delle nostre "ricche" vesti culturali siamo riusciti a ritornare indietro nel tempo, curiosi bambini capaci ancora di apprezzare  la straordinarietà che anche le piccole cose possono offrire, ma forse non abbiamo neanche avuto bisogno di cambiare, tenaci sostenitori di una filosofia di viaggio che non privilegia ne le distanze ne la fama di alcune mete che tende a oscurarne altre ma principalmente concentrati nel valore assoluto delle cose grandi e piccole che esse siano.

Tesi infine nella ricerca di territori in grado di offrire tranquillità e ricchezza culturale autoctona, condizioni queste ormai sempre più difficilmente rintracciabili all'interno dello stivale chiamato Italia, rigettiamo ormai assiduamente le condizioni caotiche e snervanti, nonchè assolutamente distaccate dai valori culturali locali, che molte località italiane possono solamente offrire.

Un grazie enorme va a chi mi ha accompagnato filosoficamente concorde durante questo viaggio, ma soprattutto a chi in questo viaggio ci ha guidato e ospitato con sincerità ed amicizia, valori sempre più difficile da ritrovare oggigiorno, i cui volti ed espressioni resteranno indelebilmente impressi nella mia mente ben più di tanti altri, così come impresse resteranno le inaspettate immagini di questo straordinario territorio molisano.

 
                   
 
Larino - Anfiteatro Romano
 
           
 
       
 

Ulteriore testimonianza del valore storico e culturale di questa cittadina risalente all'80 d.C. e che purtroppo risulta tristemente inagibile a qualsiasi visita turistica, esso inoltre risulta inserito ( come spesso succede in Italia anche e in Molise la condizione fortunosamente appare rara) in un contesto urbano moderno altamente penalizzante ai fini della sua osservazione e valorizzazione.

 

       

 

Termoli

 

 

 

 

Salutati gli amici molisani costretti al rientro da motivi personali, ma che incontreremo di nuovo in serata, proseguiamo il nostro viaggio diretti alla meta successiva situata sulla sponda del mare Adriatico, tocca a Termoli essere il teatro dell'ennesima escursione odierna mentre il cielo dapprima debolmente velato preoccupantemente si rannuvola.

La stessa temperatura, paradossalmente, scende sensibilmente non appena abbandoniamo il settore collinare per correre nella pianura scavata dal fiume Biferno prima di sfociare in mare.

 

 

Importante quanto unico porto molisano è forse una delle pochissime località della regione riconosciute dall'immaginario turistico, nonostante ciò l'afflusso turistico è assolutamente ridotto per non dire inesistente, nonostante il meteo sempre più preoccupante (rilevante è il disappunto per non poter godere dei colori del cielo del mare illuminati dal sole) passeggiamo soddisfatti per le vie del borgo marino.

Di origine medievale  sarà teatro di drammatiche vicende che vedranno protagonisti i crociati che la spoglieranno le sue ricchezze nel 1194, i veneziani che la distruggeranno, la natura che la devasterà con un terremoto nel 1456 e saraceni della saccheggeranno nel 1566.

La città vecchia affacciata sul mare si contraddistingue con il poderoso castello a pianta quadrata eretto nel 1247 e per le vie anguste tortuose che corrono all'interno delle mura.

 

           

 

Trabucchi

 

 

Se vogliamo obbligatoriamente ricercare un'immagine che sola possa evocare alla sua osservazione la regione Molise essa è quasi sicuramente quella dei trabucchi situati proprio al di sotto delle mura cittadine, immortalati in numerose foto rappresentano una delle icone più conosciute (se non l'unica) di questa sottovalutata regione, probabilmente purtroppo a causa del superficiale interesse dei turisti che da Termoli si trovano obbligati a passare diretti alle isole Tremiti e che ingannano il tempo passeggiando per le vie cittadine.

I trabucchi, per la cronaca, sono delle specie di palafitte tipiche di questo tratto di costa adriatica e che consentono la pesca tramite speciali reti senza doversi inoltrare in mare a bordo di imbarcazioni, di antichissima origine queste costruzioni vengono oggi tutelate in quanto patrimonio monumentale.

 

       

 

La medievale cattedrale rappresenta un'ulteriore attrattiva della cittadina, legata alle travagliate vicende della città fu restaurata nel 1700 e successivamente nel 1932.

 

       

 

       

 

       

 

               

 

       

 

Terminiamo la nostra piacevole escursione uscendo da una delle porte principali della città antica preparandoci al rientro, le nuvole sempre più minacciose e la temperatura in netto calo non presagiscono niente di buono, la nostra tabella di marcia inoltre non è stata assolutamente rispettata, siamo in ritardo sul programma e molto probabilmente saremo costretti a percorrere la via più veloce per rientrare a Campobasso.

potremmo, teoricamente, proseguire per il percorso ipotizzato, ma l'arrivo al nostro alloggio di Ripalimosani avverrebbe molto tardi, rendendo difficoltosa la sua partecipazione alla cena prevista nella serata, ed è così che di comune accordo percorriamo la statale 647 che velocemente si rivolta nei pressi di Campobasso, unica nota rilevante di questo veloce tragitto lungo suggestivo ponte che permette alla statale di superare, scavalcandola nella sua lunghezza, il lago di Guardialfiera.

Perfettamente in orario ci presentiamo lavati e stirati alla cena, un evento che ancora oggi non fatico a definire unico e probabilmente irripetibile, grazie tutti amici.