
Non è certo la prima volta che mi trovo a visitare una città con le prime luci del mattino, condizione che non rischia più di diventare una consuetudine, è ormai una assodata, quanto piacevole, abitudine.
Probabilmente è un perfetto connubio tra le luci del sole appena sorto e la tranquilla atmosfera che si respira prima che le vie siano pervase dalla frenetica attività umana a rendere questo quadro cosi affascinante; come ho già più volte ribadito, però, non è oro tutto ciò che luccica, all'esclusivo panorama si contrappone l'impossibilità di visitare interni di chiese basiliche e musei, a quest' ora tristemente ed inequivocabilmente chiusi.
L'orologio non mostra un ora particolarmente antidiluviana quando parcheggio Maia nelle immediate vicinanze di Piazza Grande a Modena, ma la giornata di metà agosto fa si che le sue strade risultino comunque deserte, solo il vociare dei netturbini ed il rumore dei macchinari che ripuliscono la città dalla nostra inciviltà rompono il silenzio altrimenti indissolubile.
Anche i bar, solitamente mattinieri, spalancano sonnolenti e quasi controvoglia, le loro saracinesche agli assenti avventori.
Modena affonda le sue radici in un lontano passato, probabilmente già nucleo Etrusco venne conquistata dai Romani intorno al II sec a.C. per presto divenire, con il nome di Mutina, un importante quanto florido centro urbano in seguito alla costruzione della via Emilia.
Saranno però le invasioni barbariche, in seguito alla disgregazione dell'Impero Romano, a decretarne l'abbandono intorno al V sec fino alla sua risurrezione nel VII ancora una volta grazie alla importanza commerciale della via Emilia.
Il medioevo vide il dominio sulla città, tranne brevi intervalli tra i quali uno di autonomia comunale, esercitato dagli Estensi che ne disegnarono progressivamente il tessuto urbano e difensivo, almeno fino al 1796 quando quello che era divenuto il Ducato di Modena passa sotto il domino austriaco.
Come per altre cittadine Italiane la seconda metà dell'ottocento e l'inizio del novecento vengono drammaticamente contraddistinti dalla demolizione di parte della cinta muraria per la realizzazione dei viali di circonvallazione, oltre che dalla (ridotta in Modena) distruzione di alcuni quartieri del centro storico a favore della realizzazione di nuovi assi viari e due piazze: Mazzini e Matteotti entrambe del primo ventennio del novecento.
Lasciata alla mie spalle la piazza principale della città, percorro senza una precisa meta le deserte e silenti strade ancora avvolte dalla magia del mattino, poche le presenze che vagano per queste strade , dove ancora è ben visibile la antica cittadina plasmata dalle volontà Estensi.
PALAZZO DUCALE E ACCADEMIA MILITARE
Il progetto del Palazzo Ducale risale al seicento, ma i suoi lavori iniziati nel 1634 sulle rovine del vecchio castello Estense trecentesco, verranno ultimati solo nella seconda metà dell'ottocento, presto divenuto il secondo polo urbano della città è visitabile oggi solo su richiesta in quanto sede della Accademia Militare.
TEATRO COMUNALE E SAN DOMENICO
Il mio errare attraversa le caratteristiche vie cittadine che dal Teatro Comunale situato di fianco al Palazzo Ducale si snodano all'interno di una Modena ancora sonnolenta e poco propensa ad offrirsi alla calura del meriggio estivo,
CHIESA PARROCCHIALE SANTA MARIA DELLA POMPOSA & PIAZZETTA POMPOSA
CHIESA DEL VOTO
Dopo avere solo sfiorato il Palazzo dei Musei dove, oltre al Museo civico e alla Biblioteca Estense, ha sede la Galleria Estense che raccoglie in se una delle più importanti collezioni d'arte Italiane basata sulla pinacoteca estremamente rappresentativa della pittura Emiliana e Padana dal XV al XVIII sec., ma ricca anche di sculture, disegni, medaglie e oggettistica varia appartenuti alla casa d'Este, supero la chiesa del Voto percorrendo l'antica via Emilia per poi tornare al punto di partenza al cospetto della facciata principale della Cattedrale.
LA CATTEDRALE
Il complesso di Piazza Grande con il palazzo Comunale, la Cattedrale e la Torre Civica è iscritto dal 1997 nella lista dei siti patrimonio dell'Umanità protetti dall'UNESCO
Anche questo viaggio è giunto al termine, ma Modena ha ancora molto da raccontare e da mostrare, sopratutto quando cadranno i veli che ne celano oggi parte della sua straordinaria bellezza; mentre la calura estiva si diffonde implacabile nella città salgo in sella alla paziente Maia per risalire il crinale Appenninico e riportarmi al fresco delle sua cime.
Comune di Modena Sito Ufficiale di Informazione Turistica