
Le
previsioni metereologiche prevedevano, ancora una volta, una giornata splendida
su tutta la penisola,
tranne su quella mezzaluna di terra a
strapiombo sul mare che risponde
al nome di Liguria, gia’, ancora una volta, perche’
l’escursione programmata in quei borghi era stata piu’ volte rimandata per colpa
del meteo.
Stavolta pero’ la nostra volonta’ resta ferma, si parte comunque, alla volta delle terre di levante, altre destinazioni risultano troppo conosciute o ancora impraticabili in questa inizio di primavera, e cosi’, nel tardo pomeriggio di venerdi’ ci troviamo a percorrere i km di autostrada che ci separano dalla riviera ligure in compagnia di uno splendido sole che progressivamente si tinge di rosso per poi sparire all’orizzonte.
La nostra prima tappa e’ Tellaro, piccolo borgo marino nei pressi di Lerici, dove troviamo alloggio in un albergo, non molto economico a dire il vero, ma con una impareggiabile vista dalla terrazza della camera su tutto il golfo dei Poeti, Portovenere e l'isola Palmaria, nonche’ una stupenda quanto inutile (per la stagione) spiaggia privata, da qui partiremo per l’esplorazione, preventivata in linea di massima, della riviera di levante e parte dell’entroterra ligure.
L'AURELIA DEL PASSO DEL BRACCO
La mattinata di sabato inizia sotto un cielo velato che non promette acqua ma al contempo impedisce ai raggi solari di riscaldare l’ambiente, consumata l’abbondante colazione a buffet ed indossato il completo da viaggio lasciamo l’albergo dirigendoci verso ovest seguendo la SS1 Aurelia.
Attraversata una caotica La Spezia la strada, che punta verso l’entroterra, finalmente diviene scorrevole e progressivamente tortuosa fino a trasformarsi nella celebre sinuosita’ che si identifica con il
Passo del Bracco (610 mt)
itinerario alternativo per il passo del Bracco
superato il quale la direzione torna ad essere quella del mare e della costa. L’Aurelia ritrova e segue la linea costiera a partire da Sestri levante, attraversando nell’ordine i centri di Chiavari, Zoagli e Santa Margherita Ligure, dove la abbandoniamo per dirigerci decisamente verso Portofino e una delle tappe prestabilite del nostro viaggio, l’abbazia di San Fruttuoso.
PORTOFINO E L'ABBAZIA DI SAN FRUTTUOSO
Visitiamo la deliziosa e un po' snob Portofino nella attesa della partenza della motonave che ci condurrà verso l'abbazia, difficoltoso il parcheggio delle moto data la poca disponibilita' di spazi liberi nel parcheggio riservato alle due ruote, in alta stagione la cosa diventa sicuramente impossibile, da prendere in considerazione l'utilizzo di mezzi alternativi (motonave) da Santa Margherita Ligure.
La abbazia di San Fruttuoso e’ situata in una suggestiva insenatura del promontorio di Portofino, databile tra il X e XI secolo per il chiostro e chiesa e complesso monastico e XII secolo per il corpo amare Gotico, e’ raggiungibile solo via mare da Portofino o Santa Margherita Ligure con un servizio di motonavi oppure a piedi con una impegnativa passeggiata di circa 90 minuti, ed e’ proprietà’ del FAI (Fondo per l’ Ambiente Italiano)
Rientriamo, dopo la piacevole quanto veloce visita alla abbazia, in quel di Portofino, recuperati i nostri mezzi lasciamo decisi la costa per l'entroterra, le nuvole non promettono nulla di buono ma un nome sulla cartina ha stuzzicato la nostra ormai famosa curiosita'.......
Passo del BOCCO (956 mt)
La strade che sale al passo e' stretta, tortuosa, lenta, in parole povere.......... un vero luna park!!!!!
Il divertimento su di un percorso del genere con le agili e generose Multistrada e' assolutamente assicurato, peccato che avvicinandosi progressivamente ai 956 mt del valico la temperatura cali precipitosamente, piccoli bianchi cumuli di neve ci scortano ai lati della strada mentre i guanti primaverili stentano a garantire una protezione decente.
Pochi minuti di sosta e velocemente scendiamo verso valle, grazie ad una deviazione proprio sul passo ed una strada in pessime condizioni raggiungiamo il grazioso borgo di
Varese Ligure
Sosta tecnica per cioccolata calda e siamo di nuovo in sella, Brugnato prima e l'Aurelia poi ci conducono fino in albergo dove con calma ci prepariamo per la cena, la Pettegola anche stasera dovra' soddisfare le nostre esigenze.
PORTOVENERE E LE CINQUE TERRE,
LE PERLE DEL GOLFO
L'abbondante colazione a buffet consumata osservando il placido mare sotto di noi segna l'inizio di questa nuova giornata, l'ultima in terra Ligure che ci condurra' verso la splendida Portovenere e il parco delle Cinqueterre.
E' una sonnolenta La Spezia , ben diversa da quella del giorno prima , quella che attraversiamo per raggiungere la nostra prima meta, la coltre grigia delle nubi intanto mostra i primi sintomi di cedimento.
Le condizioni meteo non eclatanti hanno comunque il potere di limitare l'affluenza turistica, la visita di Portovenere in questo frangente risulta decisamente suggestiva, i primi raggi di sole intanto perforano timidamente le nubi.
Rilassati dalla silenziosa tranquilita' della cittadina ligure partiamo alla volta delle cinque terre, la strada che ci conduce verso il parco propone degli inaspettati tratti divertenti.
Il tempo a nostra disposizone non e' molto, visitiamo quindi velocemente le gia' conosciute Riomaggiore e Manarola, il tempo che tende ormai al bello ha richiamato sulla costa numerosi turisti tanto che trovare parcheggio e' un problema anche per la moto.
RIOMAGGIORE
Da Manarola la strada percorre alcuni tratti piu' interni dove la vista del mare resta nascosta, ma spesso il blu della infinita distesa appare tra le fronde degli alberi.
Un paio di decine di chilometri e tante curve sospese su un paesaggio mozzafiato poi, dall'alto si mostra ai nostri occhi l'ultima delle cinque terre: Monterosso
SCOPRI L'ALTRO REPORT DEDICATO A LERICI E LE CINQUE TERRE
adesso il tempo a disposizIone e' decisamente scaduto, abbandoniamo a malincuore le ripide scogliere puntando verso l'interno, pochi minuti piu' tardi quell'ospedale psichiatrico senza infermieri che risponde al nome di autostrada ci riconduce verso casa.