Cassia, una strada, una delle strade consolari che l'Impero Romano ci ha lasciato in eredità, una strada unica come uniche sono le bellezze che unisce in un percorso ideale che prende il suo via dalla sfolgorante potenza della Roma antica per poi immediatamente stemperarsi nella architettura medievale immersa in un contesto naturale plasmato nei secoli dalla mano dell'uomo che lo ha reso unico ed inimitabile e terminare (nella sua principale estensione) nella maestosità del Rinascimento della Firenze dei Medici carezzando poco prima le mura intatte della Signoria Senese, città da quale prende il via il nostro atipico viaggio verso sud nel tratto più bello dal punto di vista generale rispetto a quello che unisce invece le due Signorie Toscane e che analizzeremo in altro resoconto.

 

IL CORRIDOIO DEL TEMPO

 

Ogni tanto però si scuote e richiama l'attonito viaggiatore alle sue primarie mansioni di controllo del mezzo, una serie improvvisa di stimolanti curve cancella le potenziali manifestazioni di una pericolosa, se subita alla guida di un veicolo in movimento, sindrome di Stendhal, distogliendo il pilota dalla panoramica vista dei dintorni.

Essa però non e' solo orizzonte per il viaggiatore attento che non si fa ammaliare totalmente, non e' solo quello che vuol dare a vedere, per chi ha sete di conoscenza la consolare Romana è anche un corridoio ai lati del quale appaiono improvvise decine di porte segrete, passaggi che se spalancati immettono in nuovi e suggestivi contesti, in un crescendo infinito e incredibilmente emozionante.

Porte che potrete virtualmente aprire seguendo il percorso indicato dalle località evidenziate in rosso

 

SIENA

 

CUNA

Lasciata alle nostre spalle la città di SIENA percorriamo le prime larghe curve della Cassia ancora incorniciate dalla presenza di costruzioni che, a partire dal Colle di Malamerenda, iniziano a diradarsi progressivamente, leggenda vuole che lo strano nome di questa località prenda origine da una strage perpetrata dalla famiglia dei Salimbeni a danno di quella dei Tolomei nel corso del 1300 proprio intorno ad una tavola imbandita per la merenda.

Ancora vicini restano i piccoli centri abitati che punteggiano la strada, leggere manifestazioni di un medioevo non così lontano, come evidenziano per esempio le mura di Cuna, parallelamente iniziano ad aprirsi le porte verso itinerari alternativi, richiami irresistibili come il canto delle sirene ai quali possiamo decidere di dare o meno ascolto.

 Poco dopo Monteroni d'Arbia e' la frazione di Lucignano a richiamare l'attenzione, oltre che per il suo borgo, per una deviazione ad ovest verso MURLO e tutti gli scenari che una scelta del genere e' in grado di offrire ad iniziare dal corredo genetico delle sue genti direttamente discendenti dal misterioso popolo Etrusco.

 

Il nostro viaggio prosegue attraverso un panorama dove resta presente l'intervento umano ma si affievoliscono le manifestazioni architettoniche, purtroppo alla modellazione artistica dei colli l'uomo ha visto bene di affiancare lo sfregio visivo degli onnipresenti elettrodotti di vario genere, malattia che affligge endemica tutto il territorio nazionale.

 

 

BUONCONVENTO

E' compito della successiva BUONCONVENTO presentare la porta che immette ad est in una delle zone panoramiche più belle della Toscana, attraverso la divertente strada che conduce alla suggestiva ABBAZIA DI MONTE OLIVETO MAGGIORE è possibile percorrere le meravigliose CRETE SENESI perdendosi sulle maestose ondulazioni collinari e tra le erosioni che danno il nome a questa emozionante terra dove e' ancora possibile trovare le tracce di un mare scomparso ere fa, e' possibile anche dirigersi verso la VALDORCIA in un percorso alternativo e parallelo a quello che seguiremo lungo la Cassia.

MONTALCINO

 

     

 

Poco dopo Buonconvento appaiono all'orizzonte le merlature della città Toscana del vino per antonomasia, MONTALCINO si erge sulla nostra destra sorvegliando i filari delle viti produttori del nettare d'uva più famoso al mondo, il Brunello, oltre si apre la MAREMMA con sosta obbligatoria alla suggestiva abbazia di SANT' ANTIMO prima di immettersi nelle terre dei Butteri.

Il paesaggio adesso lungo la Cassia si modifica e diventa morbido e ondulato, intorno al gruppo di cipressi, panorama simbolo di queste zone ormai abusato ed inflazionato, si stende un mare immobile con le sue onde rotonde e rilassanti, dai colori intensi degradanti da un verde quasi saturo nel periodo di tarda primavera.

 

       

 

 

Suggestivo staccarsi per un attimo dall'asfalto della strada in questo tratto larga e veloce per addentrarsi sui viottoli sterrati che si inerpicano sui colli e godere così di visuali insolite e assolutamente esclusive data l'assoluta assenza di qualsiasi nostro simile, la leggera brezza che muove i bassi fili verdi e' una morbida carezza sul volto, sembra impossibile poter disporre di tanta suggestiva bellezza davanti ai nostri occhi, fatica il cervello ad analizzare i dati inviati dagli avidi occhi.

 

 

 

Adesso il momento rasenta il misticismo, il calore del sole conforta il corpo appena uscito dal freddo abbraccio invernale, l'ordine e la rotondità dal paesaggio placano lo spirito dai suoi eterni dilemmi ed alle spigolose questioni umane, i pensieri ipnotizzati da tanta pace non riescono quasi più a formarsi, rimani li in ammirazione di un paesaggio che non e' più "fuori", ma del quale tenti in tutti i modi di fare parte, di interagire con la tranquillità eterna di un paesaggio naturale/artificiale che non soffre sotto i colpi del lavoro umano ma ne trae sostentamento e bellezza,  ed e' estasi.

 

       

 

       

 

Distolti a fatica dalle sensazioni indotte dal particolare contesto nel quale ci muoviamo riprendiamo il nostro percorso verso sud incontrando, edificata su di un colle che ci separa dalla valle del fiume Orcia, la piacevole cittadina di SAN QUIRICO D'ORCIA.

Visitata la città è possibile aprire una nuova porta sulle emozioni seguendo le indicazioni per PIENZA e la stupenda VALDORCIA

 

 

       

 

I sentieri sterrati che corrono veloci ai lati della Cassia rappresentano un invito irresistibile per chi vuole godere dei panorami offerti dal territorio in assoluta solitudine e in un contesto più reale di quello possibile percorrendo il grigio nastro di asfalto , magari nei pressi di uno dei pochi casolari abbandonati presenti in questa terra dominata dal verde intenso delle coltivazioni e attentamente sorvegliata dai castelli che ne punteggiano i rilievi.

Pienza all'orizzonte, lambita dai flutti congelati per l'eternità di un mare lussureggiante a tratti spumeggiante di gialla fioritura, rappresenta un invito per il fotografo che non e' possibile rifiutare.

Perdersi visivamente tra i cipressi, i casolari, i resti del passato che caparbiamente raccontano la loro storia, le lontane cittadine merlate mentre su di un cielo intensamente azzurro giocano poche soffici nubi bianche creando piacevoli effetti di chiaro scuro, e' una intensa emozione, è facile in questo momento rubare al nostro patrimonio culturale quella frase che meglio di tante descrizioni può riassumere questo istante infinito:

 

".. e il naufragar m'e dolce in questo mare.." 

 

PIENZA

 

           

 

       

 

E' compito di una caparbia volontà aiutata dalla morbosa voglia di nuove sensazioni da scoprire più avanti rimuovere i freni che impediscono il proseguimento del viaggio, poche curve più avanti, dopo un bivio a sinistra che rimanda verso PIENZA e la VALDORCIA in una diversa e più suggestiva paesaggisticamente modalità grazie alla serie di tornanti che portano al cospetto della città del Cacio, e' possibile percorrere le poche centinaia di metri che ci separano dalla vasca termale di BAGNO VIGNONI e dalla sua ristretta ma seducente estensione cittadina.

 

 

Pennellando le curve che inquesto tratto animano la Cassia raggiungiamo, poco prima dell'abitato di Gallina, il bivio per MONTEPULCIANO e la  VALDICHIANA ennesimo potenziale itinerario offertoci da questo incredibile ed inesauribile scrigno di tesori chiamato Italia, intorno a noi lo scenario continua ad offrire richiami irresistibili richiedendo una attenzione che non sarà mai confortata sufficientemente dal tempo a disposizione, il tempo di chi vive in queste contrade e sa che mai potrà disporre dello stessa vivida attenzione del viaggiatore straniero che per la prima volta si trova a percorrere questa strada dedicandole tutto il tempo che merita.

 

 

       

 

 

La successiva deviazione presente sulla nostra sinistra ci indirizza verso la rocca di Ghino di Tacco: RADICOFANI, alla nostra destra invece ammicca invitante il cartello per la vetta del MONTE AMIATA, il paesaggio intanto tende ad appiattirsi contemporaneamente si diradano anche le vicine attrattive storiche nelle immediate vicinanze, il borgo di Proceno che scorre alla nostra destra è una rara eccezione , la successiva salita ci immette nella città di Acquapendente .

 

PROCENO RADICOFANI ACQUAPENDENTE

 

Superata la cittadina inizia il moderatamente tortuoso avvicinamento al LAGO DI BOLSENA, poco prima di affrontare il perimetro est del lago che ci conduce verso la omonima città sulla nostra destra i cartelli stradali indicano la deviazione per Pitigliano, Sorano e Sovana: le suggestive CITTA' DEL TUFO, dal centro della cittadina affacciata sulle placide acque del lago e' possibile prendere la direzione est affrontando una tortuosa e divertente risalita verso l'alto dei monti Volsini durante la quale si gode della vista panoramica sul lago e sui dintorni.

Superata la cresta dei monti  possiamo optare, allungandoci verso est, per la seducente città che muore: CIVITA DI BAGNOREGIO ed il suo paesaggio lunare, oppure per la incantevole bellezza di un'altra città costruita sul tufo: ORVIETO

 

BOLSENA IL LAGO CIVITA DI BAGNOREGIO I  CALANCHI

 

MONTEFIASCONE

Abbandoniamo il lago proseguendo di nuovo verso sud, Montefiascone e' il prossimo attraversamento prima di giungere a Viterbo, da qui due strade divergono opposte, verso il tramonto si raggiunge il cuore della cultura Etrusca nel borgo di TUSCANIA e, proseguendo verso il mare, nella stupenda necropoli di TARQUINIAverso l'alba e' il PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO a richiedere la nostra attenzione. Le vestigia della antica SUTRI spingono ancroa più indietro delle lancette del tempo, il medioevo inizia così ad offuscarsi, il Tempo della antica Roma adesso e' più vicino, sarà il LAGO DI BRACCIANO con il suo castello a sancire il nostro trapasso temporale e ad introdurci al cospetto della più potente città dell'Antichità e delle sue immense e emozionanti bellezze storiche ed artistiche.

Il nostro viaggio e' così giunto al termine, la Cassia entra dentro ROMA, la Città Eterna, e noi con lei, alla scoperta della civiltà che conquistò il mondo e che raggiunse alti valori culturali, quei valori che le consentirono di costruire strade per raggiungere le più estreme periferie dell'Impero ancora oggi utilizzate e fonte di intese emozioni.

 

Non resta che chiedersi se anche chi percorreva allora la Cassia poteva godere delle stesse emozioni che oggi noi, moderni cavalieri, possiamo provare, ed e' eccitante pensare che fosse proprio così

La cassia è in grado di offrire più di quanto limitatamente da noi riportato in questo racconto, sarà compito del curiosi viaggiatore scoprire le altre infinite risorse restano disponibili e quali altre porte ancora da aprire, ad iniziare dalla incredibili ed infinte variabili che le stagioni sono in grado di realizzare sulla fisionomia di queste attraenti zone  

 

LA CARTINA INTERATTIVA