Turismo Australia - Green Island - Barrier reef

16/21 MAGGIO 2007

Green island

 

 

 

       

 

E' facile immaginare un paradiso tropicale come un insieme di spiagge bianche,su cui si stendono sinuose palme, che si immergono in acque trasparenti progressivamente tendenti all'azzurro popolate da una miriade di pesci colorati e dove la pace e il silenzio regnano sovrani incontrastati

 

           

 

           

 

       

 

           

 

       

 

           

 

       

 

E' parimenti facile immaginare il nostro disappunto quando un isola che da lontano sembra rispondere perfettamente alle suddette fondamentali caratteristiche si rivela ad un più ravvicinato esame invasa da una moltitudine vociante e caotica di turisti asiatici mentre una gialla ruspa lavora incessantemente (e dannatamente rumorosamente) nelle immediate vicinanze di quella che speriamo non si riveli la nostra spiaggia, speranze che conoscendo la ridotta estensione dell'isola appaiono quantomeno esigue....

 I nostri 4 giorni di relax finale non iniziano nel migliore dei modi, la sensazione del "turista" sale di nuovo prepotentemente alla gola

 

Accolti degnamente dal personale del Resort siamo accompagnati alle nostre camere mentre ci vengono fornite tutte le informazioni del caso, il resort è molto carino e tranquillo, immerso in un fitto verde è esclusivamente riservato agli ospiti, cosi' come il ristorante, la piccola piscina e tutti i servizi presenti al suo interno.

 

       

 

Il personale ci assicura inoltre che dopo le ore 16.00 la tranquillità assoluta pervaderà l'isola, solo gli ospiti del villaggio possono restare a Green Island per la notte tutti gli altri sono obbligati a rientrare con l'ultimo traghetto su Cairns.

Quanto riferito risponde effettivamente al vero, allo scoccare della fatidica ora solo il rumore delle onde e il cinguettio degli uccelli resta a cullare le aspettative dei pochi presenti, il villagio ha 46 stanze e non è completo, il problema, oltre al ruspista che a quanto pare e' l'unica persone nell'intero continente che fà gli straordinari, è che anche tutte le attività ed i negozi dell'isola  chiudono alla stessa ora, solo il ristorante del resort resta , ovviamente, aperto per la cena, assolutamente impossibile quindi pensare di godersi un tramonto sorseggiando una birra se non preventivamente attrezzati.

Ma non tutto il male viene per nuocere, il silenzio ci rilassa, la preoccupazione di dover dividere la vacanza con una masnada di turisti ululanti e' in parte fugata, anche la nostra irrequieta e curiosa indole di viaggiatori dopo quasi un mese di escursioni si dichiara vinta, è tempo di riposo.

 

       

 

       

 

       

 

La stessa sensazione di prigionia che ci accolto una volta sbarcati su di una isola di poco più di un chilometro quadrato che necessita di circa 15 minuti per essere percorsa nella sua circonferenza è scomparsa, adesso è obbligatorio fermarsi, rilassare i tendini, sciogliere i muscoli, non pensare ad altro che al sole, al mare, alla sabbia.....

       

 

       

 

Implacabile, il rumore del caterpillar scuote i nostri buoni propositi, lavorando incessantemente sulla spiaggia dalle ore 09.00 del mattino fino alle ore 19.00 della sera, tutto il resto non permane neanche come rumore di fondo.

Velocemente adattato il nostro  sistema nervoso alla non modificabile situazione siamo in grado di goderci quello che di buono l'isola può offrire,  facciamo nuove simpatiche conoscenze, l'acqua e' calda e trasparente, i pesci di mille colori vi nuotano tranquilli, i tramonti accendono il cielo ed il mare di sfumature che l'uomo non sarà mai in grado di replicare,

 

       

 

   

 

       

 

       

 

       

 

       

 

In quel brevissimo momento durante il quale anche l'ultimo spicchio di sole scompare in mare tutto il creato sembra trattenere il respiro ed il silenzio e la pace sembrano accarezzare l'anima, la stanca luce del giorno lascia il posto ad un vitale cielo scuro e profondo dentro il quale riluce timida una sottile falce di luna che ben presto seguirà il suo abbagliante alter-ego dietro l'orizzonte.

 

 

 

       

 

           

 

       

 

           

 

 

               

 

               

 

E' quando anche l'ultima sorgente di luce naturale è scomparsa che il nero drappo del cielo, immerso in un invisibile mare dentro il quale guizzano le vite di notturni animali, si illumina del debole bagliore di un infinito tappeto di stelle che si stende maestoso sulla volta celeste, un numero incalcolabile di sfavillanti gemme splendenti si fonde per formare la traccia eterea della galassia della quale il nostro sole fa parte, quella che molto poeticamente ma anche realisticamente è stata chiamata Via lattea.

 

       

 

Il nostro respiro per un attimo si arresta, sacrilego appare ogni più piccolo rumore in questo istante, il piccolo ed arrogante uomo scompare di fronte alla inconcepibile immensità del creato.

 

 

Ma il ciclo naturale non è concluso, si rinnova ogni mattina con il sorgere del nuovo sole, suggestivo percorrere le spiagge dell'isola con le prime luci del mattino, in una solitudine che non si può definire assoluta solo per la presenza di innumerevoli creature animali

 

       

 

       

 

       

 

       

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Nonostante i presupposti non fossero incoraggianti l'isola ci ha offerto una indimenticabile vacanza, grazie anche ai suoi colori e ai suoi paesaggi animati da una moltitudine infinita di animali

 

       

 

       

 

           

 

           

 

       

 

               

 

La vacanza tropicale è finita ed insieme a lei anche il nostro lungo viaggio in questo infinito continente volge al termine, dopo 30 giorni abbiamo la sensazione di iniziare a comprendere, lo stesso non si può dire della strana lingua parlata da buona parte suoi abitanti.

Mentre scrivo queste righe provo la stessa tristezza che abbiamo provato abbandonando il pontile di Green Island, triste preludio al definitivo rientro a casa.

 

       

 

       

 

 

 

20a tappa - 16 / 21 Maggio

 

Cape tribolation Great Barrier reef