Turismo Australia - Cape Tribolation

15 MAGGIO 2007

Cape Tribolation

 

 

 

E' l' ultima escursione guidata nella terra dei canguri quella che prende il via oggi, poco dopo l'alba, e che seguirà la costa fino a Cape Tribolation.

Il percorso verso la nostra prima tappa, a bordo di un piccolo ma affollato bus, si snoda per ampi tratti lungo la costa che alterna tratti di frastagliata scogliera ad ampie e sinuose spiagge  sabbiose, il mezzo procede su un grigio e serpeggiante nastro asfaltato che risveglia in noi mai sopite voglie motociclistiche.

 

Nonostante la bella giornata le spiagge si presentano desolatamente deserte e tali resteranno per tutta la giornata, in questo periodo sono ancora presenti nelle azzurre acque dell'oceano le temibili meduse BoxJellyfish in grado di uccidere un uomo in pochi minuti solo con il contatto con i lunghi tentacoli, queste temibili creature arrivano lungo le coste del Queensland del nord intorno al mese di Ottobre per rimanere almeno fino a maggio, causando profondo disagio e drammatici epiloghi.

La prima sosta prevede una escursione all'interno della intricata foresta pluviale accompagnata da una professionale spiegazione della nostra guida (come già detto è normale che autista e guida siano la stessa persona) , la fitta ed intensamente verde vegetazione risulta ancora una volta suggestiva anche per la comprensione dei complicati meccanismi che ne regolano la esistenza legati soprattutto alla frequenza ed alla consistenza delle piogge tropicali.

 

           

 

          

 

       

 

       

 

Di nuovo in viaggio verso nord superiamo il fiume su di un traghetto a funi per poi penetrare all'interno del parco di Daintree e raggiungere Cape Tribolation, punta rocciosa sulla costa che deve la sua denominazione alle vicissitudini incontrate dal capitano Cook e alla sua Endeavour nel doppiarlo, un urto contro la barriera corallina costrinse il famoso navigatore ad una lunga sosta per le riparazioni in una baia più a nord dove adesso sorge, ovviamente, la cittadina di Cooktown.

 

           

 

 

Il panorama risulta molto gratificante, è interessante osservare il saturo verde del fogliame della foresta pluviale gettarsi improvvisamente nell'azzurro mare con solo in alcuni casi una striscia sabbiosa a fare da confine, più o meno estesa in funzione delle ampie maree che l'oceano è in grado di produrre.

 

           

 

       

 

       

 

           

 

Dopo la rituale sosta per il pranzo, effettuata all'ombra della foresta in riva ad un popoloso fiume, abbandoniamo il nostro veicolo e ci inoltriamo per un breve tratto in una zona paludosa liberata dalle acque dalla bassa marea, per raggiungere l'imbarco per la nostra nuova escursione galleggiante su di un ampio e limaccioso fiume tra mangrovie e coccodrilli.

 

           

 

       

 

           

 

La spiegazione della guida del battello risulta largamente incomprensibile come spesso accade con i locali, troppo inclini all'utilizzo di vocaboli non prettamente English che vanificano i tentativi di comprensione da parte di chi non ha grossa domestichezza con la lingua anglosassone.

 

       

 

           

 

       

 

Concentriamo quindi la nostra attenzione sulla osservazione del fiume e delle sue sponde, tra le mangrovie, piante tropicali capaci di sopportare la elevata salinità dell'acqua sostenute da un complesso ed intricato groviglio di radici, vivono innumerevoli creature, sulle piccole spiaggette riposano grossi coccodrilli attorniati da una moltitudine di piccoli e colorati granchi da una sola chela.

 

 

       

           

 

Le torbide acque non risultano però particolarmente tranquille, famelici occhi di rettile affiorano sovente in famelica ricerca di prede per poi scomparire in un ribollire di acque quando il naturale ciclo di alimentazione è compiuto.

 

       

 

Piccoli ruscelli figli della bassa marea, emergono dal basso sottobosco creato dalle mangrovie, così tetro ed apparentemente inospitale che nemmeno la luce del giorno sembra avere il coraggio di avventurarsi in un ecosistema nel quale l'uomo non può avere altri ruolo che quello di preda, ovviamente senza prendere in considerazione quello che da sempre contraddistingue la nostra razza all'interno dell' ambiente naturale: quello di stupido distruttore.

 

           

 

       

 

           

 

Una volta abbandonata la barca, al termine dell'interessante escursione, sarà compito del piccolo bus di accompagnarci alla ultima tappa del viaggio, una serie di ampie pozze formate da un irrequieto torrente denominate Mossman Gorge, qui è possibile bagnarsi ma noi preferiamo stavolta effettuare una breve passeggiata all'interno della foresta comprensiva di traversata su ponte sospeso.

 

MOSSMAN GORGE

 

           

 

       

 

           

 

Durante il rientro finale c'e' il tempo per una foto alla drammaticamente bella costa deserta prima di essere accompagnati al nostro Hotel, classica cena e ancor più classica buona dormita, il nostro viaggio è ormai arrivato alle battute finali.....

 

       

 

 

 

19a tappa - 15 Maggio

 

Wooroonooran Green island